Restaurati i ”Misteri del Rosario”, in San Benedetto al Monte, Verona.

di admin
Hanno curato l’intervento gli allievi della scaligera Accademia di Belle Arti.

Avverrà venerdì 15 settembre, alle ore 17,30 nella Chiesa-Rettoria di San Benedetto al Monte, Verona-centro, la presentazione della fascia centinata de “I Misteri del Rosario”. La stessa è stata interamente restaurata, grazie all’intervento, eseguito dalla Scuola di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Verona. I piccoli dipinti, di maestro ignoto, 25 x 30 caduno, sono su tela e risalgono alla prima metà del 1600. Originariamente, i Misteri raffigurati nell’opera in parola erano quindici, come normalmente voluto dalla devozione, ma, oggi, ne mancano due, forse perduti o rubati. Dedicati all’Annunciazione e alla Natività, erano entrambi collocati originariamente nella parte inferiore d’un grande dipinto, come si può notare dalla nettezza del taglio, con cui sono stati rimossi. L’opera era collocata, in origine all’interno dell’altare destro della Chiesa, dedicato alla Madonna del Rosario, diversamente modificato nella struttura, durante gli anni, e quindi non più in grado di accogliere il quadro, che è stato conservato per diversi anni arrotolato in Sacrestia. L’intervento conservativo e di valorizzazione dell’opera è stato preceduto da un’attenta fase di studio e ricerca sulle peculiarità dei materiali costitutivi e sui fenomeni di degrado in essere, dovuti principalmente all’assenza di un telaio di supporto e all’errata conservazione. L’opera di restauro ha, quindi, consentito il ripristino dei corretti valori cromatici, il consolidamento sia del supporto sia delle porzioni dipinte che della foderatura, indispensabile per la successiva ricollocazione del dipinto e con l’obiettivo di ritrovare un’armonia d’insieme tra le scene. Dopo il consolidamento e l’asportazione dello sporco e dello sottile film ingiallito – e dopo aver ricollocato correttamente la scena, raffigurante La Visitazione, che risultava isolata, per l’assenza citata delle due scene confinanti – sono state stuccate e reintegrate le lacune degli strati pittorici. Un importante lavoro, quindi, che restituisce alla rettoria di San Benedetto un’opera caratteristica, per forma e stile, che è, al tempo, segno della grande devozione mariana del 1600.
Verona gode, così, di un’ulteriore capolavoro, che le sapienti mani di giovani, hanno fatto tornare al suo splendore e offerto all’ammirazione, sia del devoto, che dell’appassionate d’arte.

Pierantonio Braggio

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