The War: il toccante tramonto delle scimmie fotorealistiche

di admin
E' trascorso quasi mezzo secolo dall’uscita del cult “Il pianeta delle scimmie” diretto da Franklin J. Schaffner e interpretato da Charlton Heston e al giorno d'oggi il capitolo finale della trilogia reboot chiude il cerchio di un'avventura spettacolare ed emozionante iniziata nel 2011 con “L'alba del pianeta delle scimmie” e proseguita con “Apes revolution” del…

“The war”, è questa la parola chiave che compone il titolo per descrivere il conflitto tra le scimmie capitanate dal leader carismatico Cesare e i sopravvissuti umani guidati dal folle Colonnello interpretato da un magnetico Woody Harrelson, iniziata dall’alleato e poi nemico Koba nel capitolo precedente per vendicarsi degli esperimenti al quale era stato sottoposto prima della diffusione del virus che annientò quasi completamente la razza umana. Ma la vera guerra nascosta tra gli scontri e le battaglie non è fisica bensì avviene tra la mente accecata dalla pazzia, ma pur sempre umana, del Colonnello e quella paradossalmente sviluppata ma ancora istintiva di Cesare, un non più comune scimpanzé, andando a sviluppare interessanti concetti filosofici legati alle varie teorie dell’evoluzione di Charles Darwin e a rovesciare completamente la realtà di oggi. Andy Serkis, attraverso la tecnologia del motion capture con la quale ha interpretato anche Gollum, King Kong o il leader supremo Snoke nella nuova trilogia di Star Wars, regala dei movimenti ma soprattutto delle mimiche facciali a Cesare così sbalorditive da essere fotorealistiche grazie anche agli effetti visivi di produzione della compagnia di effetti speciali visivi Weta Digital. Quest’ultima è riuscita a rendere a dir poco impressionanti i primi piani non solo di Cesare ma anche delle altre scimmie, su di tutte Maurice, il saggio e amorevole orango oppure di Bad ape (interpretata da Steve Zahn), l’anziana e comica scimmia che con le sue battute o semplicemente con il suo viso sdrammatizza nei momenti giusti le numerose scene cupe, tragiche e commoventi. Fin dalla sua prima e sconvolgente apparizione, Woody Harrelson crea un villain magnetico, in grado di rubare la scena con la sua pazzia contrariamente razionale e logica, capace di dare un senso a ciò che fa e che vuole fare (abilità rara nei classici cattivi) e che con i rayban e la divisa militare gli dona una personalità unica. Un personaggio che ricorda da vicino il colonnello Kurtz interpretato da un magistrale Marlon Brando in Apocalypse Now. Ma questa è solo una delle molte citazioni dal capolavoro di Francis Ford Coppola o di altri film come “La grande fuga” di John Sturges o come nella magnifica scena del primo incontro tra Cesare e il Colonnello in cui lo scambio di sguardi fra i due a ritmo di musica si identifica in maniera perfetta con il duello finale nel “Il buono, il brutto, il cattivo”. Tra gli interpreti umani è obbligatorio ricordare anche Nova, la bambina che crea una forte empatia con Maurice e il gorilla Luca esprimendosi solo con gesti e sguardi angelici. “The war” non è semplicemente un classico film di guerra come si può dedurre dal titolo, è molto di più, un’analisi del mondo odierno, una pellicola in grado di far riflettere non solo sul rapporto e il rispetto tra specie diverse ma anche sull’importanza della famiglia e della repressione dei nostri istinti. Un film visivamente grandioso, con paesaggi e una fotografia sorprendenti, per non parlare di alcune scene accompagnate da una colonna sonora di rara bellezza e armonia, con protagoniste Cesare o Maurice che con la loro espressività e realismo danno luogo a momenti estremamente toccanti ed emozionanti che prima d’ora non si erano mai visti. Ovviamente sono presenti anche battaglie che rendono grazia ai migliori war-movie degli ultimi anni tra intere divisioni di soldati e mezzi corazzati, squadriglie di elicotteri Apache e innumerevoli esplosioni. In sintesi un degno capitolo conclusivo di una delle trilogie reboot meglio realizzate e singolarmente uno dei migliori blockbuster usciti finora.

Il Cinefilo

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