È finanziamento pubblico il QE?

di admin
Quesito, cui è difficile rispondere, ma, intanto, la medicina Draghi sembra dare risultati positivi.

Sappiamo che il QE, o allentamento monetario, tuttora in corso, è l’acquisto di Bot, emessi da tutti i Paesi dell’Eurozona, da parte della Banca Centrale Europea. Scopo è di apportare liquidità nei mercati e nelle economie dei vari Paesi membri e, con ciò, di evitare una deflazione, nonché, al tempo, di originare crescita economica. Sappiamo che, per normativa comunitaria, non è permesso ai vari Stati d’intervenire direttamente, finanziando lo sviluppo d’imprese private o di aziende pubbliche, e tanto meno, nel loro salvataggio. Sappiamo anche che il bail-in è l’unico tipo d’intervento previsto, per il salvataggio d’imprese private. Nel primo e nel secondo caso, rispondono, quindi, i privati. Due azioni, miranti ad evitare l’esborso, da parte degli Stati UE, di denaro dei contribuenti. Esborso, che s’aggiungerebbe al debito pubblico esistente. Quanto al QE, specialmente in Germania, si ritiene, da parte di alcuni, che si tratti di un intervento, che non rientra nei compiti istituzionali della BCE. Ciò, perché gli acquisti di Bot europei, sarebbero mirati soprattutto a sostenere, in modo indiretto, alcuni Paesi, a sud dell’Unione Europea. Un finanziamento miliardario, quindi. La dibattuta questione è, ora, per la seconda volta, nelle mani della Corte Europea di Giustizia, con sede in Lussemburgo, la quale deve esprimere il proprio parere sulla competenza o meno della BCE a realizzare il QE, del quale, peraltro, i Paesi del nord non hanno bisogno. Inoltre, si ribadisce, ed è vero, che la BCE, sin dalla sua istituzione, aveva lo scopo essenziale di garantire la stabilità dei prezzi, con un tasso d’inflazione del 2%, tuttavia, da non superarsi. Cosa che la BCE ha fatto, ovviamente, per quanto possibile, perché detto tasso – che è anche segno di buona crescita – è da anni molto più basso del 2% ed ora, in sede europea, è solo a qualcosa a più dell’1,3%. Appunto, quindi, per tentare di innalzare tale tasso alla percentuale detta, indice di crescita, e per salvare l’euro, la BCE ha posto in atto, dal 2015 il QE, acquistando, attraverso le banche dell’eurosistema, o nazionali, inizialmente 60 mld di euro al mese, per passare, poi, ad 80, e per tornare, quindi, agli attuali 60. Ora, potremmo essere agli sgoccioli di tale importante e benefica operazione, almeno per il nostro Paese, che, con il QE, ha risparmiato un tesoro di euro. Nell’incertezza, nel frattempo, di quanto potrà accadere in futuro – se il QE cessasse, il valore in linea capitali, dei Bot si ridurrebbe – le banche italiane hanno ceduto Bot, riducendo, quindi, gli stessi in portafoglio, per oltre un 7%. Ciò, in quanto non è certo, se gli acquisti di Mario Draghi, possano andare oltre il 2017, in considerazione anche delle continue critiche, circa il QE, che il Presidente deve mettersi in tasca. Secondo voci, il QE dovrebbe continuare anche oltre il 2017, per finire, a piccoli passi, nel 2018, tenuto conto, ricordiamo, che il menzionato tasso del 2% non è stato ancora raggiunto in sede europea e, tantomeno, italiana. Sede italiana, nella quale pure qualcosa si muove, ma, a passi lentissimi.
Tale QE o allentamento monetario, non è visto bene, poi, da alcuni in Europa, che lo considerano azione di salvataggio pubblico di alcune economie, che non avendo rispettato o non rispettando le normative europee, non hanno i conti in ordine, conti, che costituiscono una costante minaccia per l’euro e per l’Unione. Altri sono d’accordo sul QE e considerano le critiche alla BCE pericolose per la sua indipendenza di decisione, del resto prevista sin dalla sua creazione. Inoltre, si potrebbe dire, che, se si sta rilevando un certo risveglio economico in Europa, il QE a qualcosa è servito e che, per ciò, ora, sarebbe controproducente interromperlo. Cessare gli acquisti BCE, infatti, significherebbe complicare le cose ai Paesi e ai cittadini più deboli, attraverso il derivante aumento dei tassi…, con inevitabili riflessi su tutta l’Unione. Fortunatamente, però, più fonti, dicevamo, parlano di un costante rafforzamento o crescita in corso delle euroeconomie, cosa, che dovrebbe essere, ma, purtroppo, pur poco, di aiuto all’Italia, sperando che non arrivi l’aumento dell’IVA al 25% e che l’euro non si rafforzi troppo… Infatti, fra aumento dei tassi, dell’aliquota IVA e del cambio euro-dollaro, ci troveremmo in gravi problemi… Quanto alla sentenza della Corte Europea di Giustizia, si ha ragione di ritenere che la stessa non porrebbe veti alla continuazione del QE… Ma, il fatto è che Draghi non può acquistare Bot in eterno. In merito, si pensa anche che si debbano fissare regole precise, solo in base alle quali la BCE debba operare. Tutte considerazioni, che portano alla conclusione, per cui l’Italia deve risparmiare, eseguire riforme e fare in modo che cittadini ed imprese investano di più. Solo l’impresa è feconda madre di benessere. Ma, va liberata, al massimo, da ogni laccio fiscale e dalla burocrazia.
Pierantonio Braggio

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