Previsioni, considerazioni, produzione veronese 2017 di mele e pere e analisi di mercato.
di adminAbbiamo indicato, nel titolo la voce produzione, ma, a Zevio, in una sala consiliare affollatissima, si sono potuti avere importanti dati sull’entità della produzione stessa, ridotta, peraltro, nell’anno in corso, sul possibile, futuro prezzo di mercato di mele e pere, sulle previsioni d’esportazione, sull’introduzione di nuove varietà e sull’utilità di fare rete.
Organizzato dalla Camera di Commercio di Verona, il convegno ha visto la presenza di Gabriele Bottacini, vicesindaco e assessore all’Agricoltura del Comune di Zevio, di Claudio Valente, componente della Giunta per l’Agricoltura della Camera di Commercio, di Elisa Macchi, CSO, Ferrara, di Pino Caldana, vicepresidente della Provincia di Verona, e di Alessandro Dalpiaz, Assomela, Trento. Moderatore è stato Riccardo Borghero, Affari economici della Camera di Commercio. Claudio Valente: Un appuntamento molto atteso, organizzato da quindici anni dalla Camera di Commercio di Verona, per orientare al meglio le scelte di commercializzazione dei prodotti. Verona, in fatto di produzione di mele, si colloca al primo posto nel Veneto e al terzo in Italia. Quanto alle pere, Verona è al primo posto nel Veneto e al quinto in Italia. I prezzi dovrebbero essere in salita, vista la riduzione di prodotto in Europa: fatto positivo, dopo le deludenti quotazioni degli anni scorsi. Quanto all’export, Verona è la prima provincia veneta e la seconda in Italia. Elisa Macchi: Produzione veneta 2017 di pere inferiore del 4% a quella dello scorso anno, con un decremento, in particolare, per la varietà William e Conference, ed un incremento per la varietà Abate. Ciò è dovuto al gelo di aprile. Un incremento si avrà in provincia di Rovigo. Nulla, tuttavia, fa presagire una maggiore competitività alle pere veronesi.
Alessandro Dalpiaz: Si avrà una caduta della produzione europea di mele, dovuta alle forti gelate di aprile e maggio, nonché alle recenti grandinate, nel Veronese. La riduzione della produzione, in Europa e nel Veneto, toccherà il 20%, rispetto al 2016. Molte mele, inoltre, destinate al consumo fresco, potranno essere pure di calibro ridotto e di qualità più bassa, rispetto alla produzione dello scorso anno.
Un cartella, ricca di dati e di confronti su mele e pere, è stata distribuita dalla Camera di Commercio a tutti i presenti, che avranno la possibilità di ottenere un quadro completo sulle produzioni italiane, anche di verdure, e sulla relativa commercializzazione, con riferimento all’anno incorso.
Pierantonio Braggio
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