XXIII San Giò Verona Video Festival.

di admin
A livello internazionale, l’evento avrà luogo, nella città scaligera, dal 23 al 27 luglio 2017.

Verona è città di storia, di bellezze artistiche e naturali, di avanzata agricoltura, di un enoagroalimentare d’eccellenza, di ospitalità e di eventi senza numero. Fra questi merita massima attenzione il San Giò Verona Video Festival, egregiamente curato, ogni anno, da Ugo Brusaporco, appassionato ed esperto di cinema, che, quest’anno, onora, ancora una volta, la città scaligera, annunciando la XXIII edizione del Video Festival stesso. Lasciamo ad Ugo Brusaporco, quindi, il compito di descriverci il polposo contenuto della XXIII edizione, certi che la lettura di quanto segue, ci trasferirà una visione completa di quanto il Festival 2017 nasconde nel suo programma: Nato nel 1994, come “Le Arti al Cinema”, il Verona Video Festival, nel corso degli anni, ha maturato una precisa identità, che senza tradire l’idea originale, l’ha arricchita di un importante fattore, essendo diventato il primo Festival digitale in Italia e uno dei primi nel mondo. Molti, poi, hanno seguito l’esempio e, ormai, anche i grandi film sono girati in digitale. Questo ci ha permesso, pochi anni fa, di ampliare l’offerta di un Festival, da sempre dedicato al corto, per aprire le porte anche al film lungo, con attenzione alle produzioni meno fortunate, dal punto di vista commerciale, e a quelle dei giovani autori, con particolare attenzione anche alle tante produzioni femminili. Nel corso di questi anni, siamo stati confortati anche dalla presenza di importanti giurati, e penso ad un autore, come Corso Salani,  ad Owen Shapiro, direttore della Syracuse University di New York, a un regista, come Marc Recha, due volte a Cannes, ad un critico come Fernaldo Di Giammatteo, e a Gideon Bachmann, padre dei Cineclub americani, che del Festival è stato presidente per tre anni. Nomi, che appartengono a un mondo del Cinema, attento alla qualità del prodotto cinematografico, e, per questo, molte scuole di cinema partecipano con i loro allievi al nostro Festival. Il Verona Video Festival di quest’anno  raccoglie una trentina di nazioni provenienti dai cinque Continenti: non mancano film americani e russi, ed avremo anche ospiti la regista russa Elena Gladkova e la celebrata attrice iraniana Nasim Adabi. Il Festival si aprirà, il pomeriggio di Domenica 23, con un film, che ragiona sulla Grande Guerra: “Sarajevo rewind”, documentario di Eric Gobetti e di Simone Malavolti,  e, subito dopo, si vedrà un documentario, prodotto a Veronetta, sulla situazione di oggi e girato da un ventenne.  La sera, il “lungometraggio” “Delta Park”,  scritto e diretto da Mario Brenta, Karine de Villers, porterà a Verona l’ultimo lavoro di uno dei più importanti e premiati registi veneti, Mario Brenta, che non sarà con noi, perché lo premiano in Francia, mentre, in Italia, pochi lo conoscono.  Nella stessa serata, toccherà ad una decina di “corti”: uno viene dalla Televisione svizzera, con il titolo “Kurdistan-Frammenti di vita al fronte”, un altro viene dal Libano e parla dei bambini in Siria, ma, i temi sono vari – fra essi, c’è chi racconta di una giovane ballerina all’esordio, chi con i disegni animati racconta storie, in un gioco di libertà espressiva che caratterizza tutto il programma. Nelle altre sere, si segirà lo stesso schema: un medio “lungometraggio” e, intorno, “corti”, anche con polizieschi d’azione, come “Justs Words”, scritto e diretto da  Ilia Antonenko e premiato nel mondo, per il ritmo e l’azione.  Dunque, un Festival cinematografico vero, che fa riflettere e provoca idee, non un Festival da tappeti rossi, ma vivo e pulsante, attento a toccare tutti i temi, non per dare risposte, ma, per dire che non è un caso che i grandi dittatori del secolo XX ritenessero il cinema “L’arma più forte”: lo è davvero. Resta una piccola riflessione: forse, il Verona Video Festival è l’ultimo vero Festival del Film.  Ed esiste almeno cinque giorni d’ogni estate. sangioveronavideofestival@gmail.com. Spesso, ci si sofferma su temi ed accadimenti meno importanti del San Giò Verona Video Festival, solo perché più pubblicizzati, ma, basta seguire, con attenzione, quanto Brusaporco propone, dopo un lavoro organizzativo di grande impegno e, quindi, meritevole di massima lode, per rendersi conto dell’importante portata culturale ed internazionale del Festival stesso, ulteriore onore per Verona.
Pierantonio Braggio

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