Cinema: 13 Hours: Bayhem, insabbiamenti e coraggio a Bengasi

di admin
Era la sera dell’11 settembre 2012 quando un gruppo di militanti appartenenti alla formazione terroristica Ansar al-Shari'a assaltarono la dépendance dell'ambasciata statunitense per poi attaccare un avamposto della CIA a Bengasi in Libia. A difesa del personale delle strutture intervenne una squadra di sicurezza del Global Response Staff (GRS), un’unità segreta della CIA creata dopo…

Il lungo e vibrante assedio è stato descritto nel libro “13 Hours” del giornalista Mitchell Zuckoff con la collaborazione e testimonianza diretta dei membri del team di sicurezza sopravvissuti al violento scontro di quella lunga e interminabile notte. Da esso il regista Michael Bay, dopo aver diretto i vari Transformers e altri film action e storici come “The rock”, “Pearl Harbor” e “Bad boys”, realizza uno splendido war movie in cui fonde il suo caratteristico stile, chiamato Bayhem (ritmi veloci, ottimi effetti speciali e visivi, scene d’azione condite da continue esplosioni) e una sceneggiatura di grande intensità emotiva in cui vengono narrate in modo realistico e nei minimi particolari le disperate gesta di sei uomini contro un nemico dotato di una schiacciante superiorità numerica. Il film presenta spettacolari e incessanti sparatorie accompagnate da una fotografia e riprese che mettono in risalto i campi di battaglia e l’azione protagonista non facendo risultare le sequenze confuse nonostante il montaggio frenetico. Al pari della qualità generale è presente un sonoro degno di nota, infatti ha avuto una nomination agli oscar 2017 nella medesima categoria, non vincendo. Ma il regista ha volute inserire anche delle leggere sfumature politiche nonché messaggi etici sulla guerra dando quel tocco in più che altri war movie di successo non possiedono. La pellicola, uscita a gennaio 2016 negli USA e successivamente a febbraio in Italia e nel resto del mondo, ha riscontrato un discreto successo di pubblico incassando in tutto 70 milioni di dollari a fronte di un budget di 50 milioni e raccogliendo recensioni generalmente positive. Il film risulta quindi un classico nel suo genere non raggiungendo però le vette conquistate da eccellenze come “Salvate il soldato Ryan”, “La sottile linea rossa”, “Full Metal Jacket”, “American sniper”, “Apocalypse now” e “Lone survivor”. È assolutamente consigliato agli amanti del cinema d’azione e di guerra, ma anche a chi vuole godersi per due ore e venti una storia intensa e ricca di emozioni, anche per il fatto che il dipartimento di Stato degli USA ha cercato di insabbiare la vicenda non riuscendo a oscurare le falle nella sicurezza. Ancora molti fatti di quella fatidica notte rimangono poco chiari (forse perché la CIA si è ritrovata protagonista?) e alcune domande forse non troveranno mai risposta.
Il Cinefilo

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