LA SPINTA “GREEN” DEI COMMERCIALISTI: INCENTIVI FISCALI STABILI PER FAR CRESCERE L’ECONOMIA VERDE

di admin
Oltre 200 commercialisti da tutto il Nordest al convegno de “Il Commercialista Veneto” in collaborazione con l’Associazione dei Commercialisti delle Tre Venezie

Oltre 200 commercialisti da tutto il Triveneto hanno preso parte oggi a Soave (Verona) al convegno La nuova stagione della Green Economy tra esigenze di sostenibilità e prospettive di business" organizzato dal periodico “Il Commercialista Veneto” in collaborazione con l’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie.

L’incontro rappresenta l’appuntamento conclusivo delle “Giornate del Triveneto”, il percorso formativo che l’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie propone annualmente.

Tema centrale del convegno la Green Economy analizzata dai molteplici punti di vista di rappresentanti istituzionali, del mondo accademico, professionale, imprenditoriale e universitario che si sono confrontati sullo stato della Green economy a livello nazionale, locale e territoriale.

Tra i relatori Kumi Kitamori, Divisione Green Growth and Global Relations dell’OCSE, Sara Vito, Assessore Ambiente Regione Friuli Venezia Giulia, Andrea Gilardoni, Presidente CESEF e OIR, Aldo Ravazzani Douvan, Presidente del Comitato OCSE degli esami delle performance economico ambientali e capo economista del Ministero dell’Ambiente – Sogesid.

Il Green Economics Index 2015 di Fondimpresa ha rilevato che, a livello europeo, l’Italia è al 3° posto nel ranking dello sviluppo della green economy (60,5 punti), dopo Austria e Svezia. I migliori risultati dell’Italia riguardano il 3° posto per numero di organizzazioni certificate ISO 1400, il 4° per efficienza energetica e tre sesti posti per “spesa per la protezione ambientale”, per “superficie coltivata biologicamente” e per “carbon intensity”.
Anche il Veneto è sul podio delle regioni green: il rapporto Symbola del 2015, infatti, colloca il Veneto come seconda regione italiana per imprese che investono nel green (sono 33.900, pari al 24% del totale).

Tuttavia sono ancora molte le opportunità che si possono cogliere per uno sviluppo sempre maggiore del processo di greening che coinvolge non soltanto il settore industriale, ma un ambito molto più ampio che va dall’acquacoltura eco-compatibile all’agricoltura biologica, dalle bio-tecnologie sostenibili, alla difesa dei suoli e valorizzazione delle acque, al turismo sostenibile alla gestione integrata dei rifiuti urbani.

"Per dare un’ulteriore e decisa spinta allo sviluppo della Green Economy – dichiara Germano Rossi, direttore de “Il Commercialista Veneto” – è necessario prendere atto del grande appeal – nonché della relativa semplicità, e dei limitati effetti sul bilancio dello Stato….-  che, soprattutto nel nostro Paese, assume la leva fiscale. Interventi finalizzati alla concessione di benefici di carattere fiscale a fronte di comportamenti ed investimenti di significativa valenza ambientale, come già fatto per il settore dell’edilizia, potrebbero essere un grosso incentivo per un orientamento sempre più verde del nostro settore industriale. Allo stesso modo l’introduzione di una detrazione fiscale per l’utilizzo del car sharing o di sistemi simili, magari correlata alla rottamazione di una autovettura non seguita da riacquisto, o di una detrazione per l’acquisto di biciclette o mezzi simili, potrebbe avere un grosso impatto nel promuovere e definire nuovi paradigmi di comportamento e stili di vita più orientati alla sostenibilità".

"Noi commercialisti – continua Michela Colin, Presidente dell’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie siamo una sorta di tessuto connettivo del sistema economico. Sui temi come quello della Green Economy e sugli strumenti fiscali per favorirne lo sviluppo, la nostra categoria deve porsi come interlocutore privilegiato verso la Politica e le Istituzioni. Gli incentivi fiscali sono certamente uno strumento per spingere in modo decisivo lo sviluppo di un’economia verde, ma è necessaria una maggiore stabilità e continuità affinché le agevolazioni fiscali possano dare gli effetti sperati, anche nel lungo periodo. Ma è tempo di agire nella consapevolezza che lo sviluppo di un’economia orientata alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente è fondamentale non soltanto per l’andamento dell’economia stessa, ma soprattutto per l’ambiente in cui viviamo."

"La crescita verde è un’opportunità – ha aggiunto Kumi Kitamori, Responsabile Capo Divisione “Green Growth and Global Relations” presso l’OCSEma impone un grande cambiamento strutturale a tutti i livelli dell’economia. L’OCSE sta investendo molto in questo e tra le politiche che sta mettendo in atto, c’è proprio quella di rendere l’inquinamento più costoso rispetto alle alternative verdi. In Italia, ma in generale in tutti i paesi, le leggi ambientali stanno diventando sempre più stringenti. In questo contesto, l’Italia è non ha ancora raggiunto la media dei paesi dell’Ocse, ma sta facendo molto bene per adeguarsi e raggiungere gli standard europei."

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