Forte San Giorgio, Verona: oltre al Lungadige, riqualificazione della fortezza austriaca.

di admin
Cureranno l’operazione AMIA e Scuola Edile, Verona, con il supporto di Fondazione Cariverona.

Dopo cento settantotto anni, il Bastione San Giorgio… Il monumento, costruito dagli austriaci in opus poligonale nel 1838, a destra dell’Adige, dal 1866, dagli stessi abbandonato, e sino di recente, lasciato a se stesso – salvo l’importante intervento dell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani, che ne ha attentamente curato la pulizia interna,  da sassi, pietre, detriti e terra, rendendolo, molto opportunamente, visitabile – AMIA, amia.verona@amiavr.it, e Scuola Edile di Verona, lo riporteranno alla sua originale bellezza, con il supporto di Fondazione Cariverona. Ciò, in vista del fatto che lo stesso passerà presto dallo Stato a proprietà comunale, con il conseguente obbligo di valorizzarlo e renderlo accessibile. Un’iniziativa d’alto livello, quella annunciata il 13 maggio 2016, che va salutata con massimo apprezzamento e che porterà il Forte, con il suo revellino, sporgente sull’omonimo Lungadige e riprodotto nell’unita foto, scattata da Valeria Braggio – segnala il presidente di AMIA, Andrea Miglioranzi – alla sua originaria dimensione, ora, in parte interrata, grazie anche alla collaborazione del presidente della III Circoscrizione, Massimo Paci, e all’Ente Scuola Edile Veronese. Collaborazione che permetterà di trovare le soluzioni migliori per la rinascita, appunto, di Forte San Giorgio, che è arte e storia di Verona. Massimo Paci: l’ottimo rapporto costruttivo, con il presidente Miglioranzi, m’ha permesso di realizzare questa sinergia con l’Ente Scuola, la quale permetterà, con la riqualificazione di Forte San Giorgio, di dotare Verona di nuovo valore ambientale e paesaggistico, visto che il fascino della città scaligera le ha conferito il riconoscimento di “Patrimonio mondiale dell’Umanità”, da parte dell’Unesco. Il forte vedrà l’eliminazione di rovi e di piante infestanti, il decespugliamento delle siepi – segnala Andrea Miglioranzi, dopo attento sopralluogo – che coprono le parti alte dei muri in pietra, ovvero, pulizia, risanamento e sistemazione, atte a poter accedere ed iniziare i lavori previsti dal progetto, che vede il mondo dell’edilizia e dell’impresa scendere in campo per la tutela e la valorizzazione dei beni storici ed artistici del tessuto urbano, a vantaggio di veronesi e turisti. Tutto questo, con la benedizione di Sammicheli, che Vasari descrive come architetto, che ‘fortificò et adornò la sua nativa Verona, costruendovi ‘quelle bellissime porte di città – come Porta San Giorgio (1526) – che non hanno in altro luogo pari’. Bella citazione, adatta al momento ed all’operazione annunciata, che renderà certamente contento Michele Sammicheli (1484-1559)…!
Pierantonio Braggio

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