Confimi Industria Sanità e UniVr, avanti con l’accordo su ricerca e dispositivi medicali
di Matteo ScolariSi rafforza l’asse tra Confimi Industria Sanità e Università di Verona, che hanno ribadito la volontà di proseguire e consolidare l’accordo quadro di cooperazione in ricerca e sviluppo inaugurato nel 2022. Un’intesa che punta a rafforzare il dialogo strutturale tra impresa e mondo accademico, con ricadute dirette sull’innovazione tecnologica e sulla competitività del comparto sanitario.
L’incontro, ospitato nella sede del rettorato, ha visto la partecipazione del presidente di Confimi Sanità Massimo Pulin e della rettrice dell’Ateneo Chiara Leardini, insieme a rappresentanti del sistema imprenditoriale associato, tra cui Massimo Marcon (IACER srl), Alessandro Maggetta (Easylink srl), Romina Giglioli e Fabrizio Baroni (Focusmed srl).
Al centro del confronto, i risultati già ottenuti e le prospettive future della collaborazione, che negli ultimi anni ha consentito alle imprese associate di contribuire alla definizione di bandi europei e nazionali per la ricerca e lo sviluppo in ambito sanitario, con particolare attenzione alla realizzazione e ottimizzazione di dispositivi medici a tecnologia avanzata, destinati sia alle strutture sanitarie sia all’utenza finale.
«La collaborazione tra Confimi Industria Sanità e l’Università di Verona ha dato buoni frutti – ha spiegato il presidente Pulin –. Le nostre imprese hanno contribuito alla definizione di bandi europei e nazionali per la ricerca e lo sviluppo in ambito sanitario, per la realizzazione e l’ottimizzazione di dispositivi medici a tecnologia avanzata usati nelle strutture sanitarie e dai cittadini. La Rettrice Leardini ha confermato la volontà dell’Università di Verona di cooperare e collaborare con Confimi Industria Sanità proponendo di organizzare annualmente un incontro per presentare tutte le cooperazioni e le collaborazioni nate tra le imprese di Confimi Industria Sanità e l’Ateneo e i risultati raggiunti».
L’obiettivo è quindi strutturare un appuntamento annuale di rendicontazione e confronto, che permetta di misurare l’impatto delle sinergie attivate e di favorire nuove opportunità di progettazione condivisa. Un modello che si inserisce in una strategia più ampia di integrazione tra ricerca accademica e sistema produttivo, sempre più centrale nei settori ad alta intensità tecnologica come quello medicale.
Nel suo intervento conclusivo, Pulin ha evidenziato il valore sistemico dell’alleanza tra università e imprese. «Ringraziamo la Rettrice Leardini per l’impegno che ha profuso nel sostenere le imprese del comparto e il Professor Luca Dalle Carbonare per la trade union che ha creato tra imprese e università – ha concluso –. Università e impresa non possono non stare vicine l’una all’altra perché l’innovazione fa parte delle imprese, è nel loro DNA. Ma senza l’università l’impresa non può innovare». Da qui l’invito alle aziende associate a rafforzare ulteriormente la collaborazione con gli atenei per promuovere e validare i propri dispositivi, valorizzando competenze scientifiche e capacità industriali.
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