Fibra ottica: finanziamenti per tutto il Veneto. Antonello Giacomelli, sottosegretario Mise per le Comunicazioni, interviene al convegno presso l’Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia.

di admin
L’evoluzione tecnologica è in continuo progresso e richiede attenzione ed informazione costanti, nonché adeguamenti tempestivi, senza dei quali ne risentono incisivamente l’economia e il sociale. Interessarsi, quindi, anche di tale settore, che tocca da vicino vita privata e pubblica, è dovere di chi è in stretto contatto con tale evoluzione, ma anche del cittadino stesso,…

“Banda ultra larga e la connettività ultraveloce in Veneto; l’accesso ai fondi recentemente stanziati dal Piano nazionale e le ricadute sul territorio per imprese, Pubbliche amministrazioni e cittadini; le priorità degli accordi Stato-Regioni in materia e la definizione di sinergie a livello locale per vincere la scommessa sulla fibra ottica” sono i temi d’un importante incontro con il sottosegretario del Ministero allo Sviluppo Economico (Mise), con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli. Fibra ottica: finanziamenti per lo sviluppo del Veneto. Uno sviluppo, che corre con la cultura digitale, promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, attraverso il Gruppo di lavoro sulla Fibra Ottica, in programma, venerdì 13 maggio, ore 17.30, nella sede dell’Ordine (Magazzino 1, via Santa Teresa, 12). Saranno presenti all’incontro, oltre al sottosegretario Giacomelli, il presidente dell’Ordine, ing. Luca Scappini, l’ing. Alessandro Bissoli, consigliere e referente del Gruppo di lavoro sulla Fibra Ottica, che ha coordinato l’iniziativa, e l’on. Gian Pietro Dal Moro. Un appuntamento che precede l’attesa apertura delle gare, che lanceranno gli investimenti in sei regioni – Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo e Molise – dopo l’imminente lasciapassare della Commissione Europea al Piano degli investimenti per la banda ultra larga nelle aree bianche, cioè quelle non servite dagli operatori di telecomunicazione. Aree a fallimento di mercato che dovranno essere infrastrutturate dalla Pubblica amministrazione – che ne deterrà la proprietà – mentre la gestione passerà a operatori neutrali che garantiranno condizioni uguali per tutti, in modo tale che chiunque vi acceda, sia poi in grado di competere sui servizi. Le reti in fibra ottica per l’accesso alla banda ultra larga sono le infrastrutture indispensabili per far crescere la competitività delle imprese e dei territori nel mercato globale e permettere alle PA e ai cittadini italiani e veneti di accedere agli stessi servizi di cui beneficiano i cittadini degli Stati europei più avanzati. Quanto al al Veneto, l’accordo prevede lo stanziamento – rispetto agli 1,6 miliardi disponibili a livello nazionale – di circa 400 milioni di euro di cui 315 milioni di provenienza statale, e oltre 83 milioni di provvista regionale derivanti dai fondi europei Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fesr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) – per intervenire in tutte le località del Veneto non servite dagli operatori di telecomunicazione – le “aree bianche” – con l’obiettivo di portare almeno i 30 Mbps (Megabit per secondo) e i 100 Mbps al 70% della popolazione che risiede in tutti i Comuni con più di 2.500 unità immobiliari. L’obiettivo è raggiungere il più alto numero possibile di abitazioni con la fibra, così da fornire i veneti di collegamenti veloci alla rete. Un intervento, che riguarderà circa 1,6 milioni di cittadini veneti e almeno una località bianca per ogni Comune del Veneto. L’intervento finanziato da Stato e Regione punta a sopperire alla carenza di connettività veloce nelle aree a cosiddetto «fallimento di mercato», aree in cui non c’è interesse economico degli operatori della comunicazione a intervenire. Dopo la posa di fibra ottica pubblica, questa verrà poi messa a disposizione degli operatori per l’erogazione dei servizi di connessione. «L’accordo di Programma per lo sviluppo della Banda ultra larga sul territorio regionale firmato dalla Regione Veneto, tra le prime in Italia, con il Mise a metà aprile – sottolinea il presidente dell’Ordine, ing. Luca Scappini – segna una svolta importante, un’opportunità da saper cogliere e sfruttare al meglio. Con questo primo convegno sulla banda larga l’Ordine, con le competenze multidisciplinari dei propri professionisti, ha inteso porsi l’obiettivo di spiegare in modo semplice a imprese, cittadini e PA le ragioni per cui la diffusione della banda ultra larga non sia più rinviabile e, soprattutto, individuare le modalità, le strategie e i progetti condivisibili, da mettere in campo per vincere questa scommessa». «Lavoro, cultura e benessere passano per un sottile filo di vetro. Cogliere l’opportunità di questi investimenti per i territori interessati – sottolinea l’ing. Alessandro Bissoli – e garantire infrastrutture di rete a banda ultra larga alle imprese significa permettere alle aziende esistenti di migliorare, da un lato, la propria competitività e, dall’altro, assicurare la capacità di attirare investimenti di nuove realtà imprenditoriali; significa, inoltre, permettere a cittadini e pubbliche amministrazioni l’accesso a servizi digitali avanzati. La provincia di Verona, come il resto della Regione Veneto – prosegue l’ing. Bissoli – non fa eccezione: fuori dai centri principali, la rete di accesso è insufficiente e non ci sono le condizioni economiche perché gli operatori realizzino le infrastrutture necessarie. Senza finanziamenti pubblici, dunque, tali aree sono destinate a rimare escluse dal progresso»,www.ingegneriverona.it. Un incontro, quindi, d’alto contenuto e atto a dare vernice nuova, in informazione e nei fatti, alle cognizioni sinora raccolte, nel segno del progresso e del bene sociale. Pierantonio Braggio.

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