Le Osterie di Verona, in una guida in italiano ed in inglese. L’opera – SHARING SOAVE: The Osteria Experience in Verona” – è stata curata dal Consorzio di Tutela dei Vini e del Reciòto di Soave, in collaborazione con AGSM-Azienda per i Servizi Municipalizz
di admin… E lo sono, da quando tali ambienti, più presenti in un lontanissimo passato di quanto non lo siano i bars di oggi, oltre al vino, proponevano, soprattutto, “trìpe” – sempre pronte – e “pastissàda de cavàl”. Inizialmente, tali locali erano punto di riposo per coloro, che passavano la vita sull’Adige, trasportando merci su chiatta, da “Bolgiàno”, o Bolzano, a Verona e, quindi, su barconi, da Verona a Venezia e viceversa. Le osterie di quei tempi erano attive soprattutto nelle zone cittadine, attigue all’Adige, di via Sottoriva, di via Trota, di via Santa Maria in Chiavica, di Piazzetta Pescheria, di via al Cristo, di via Duomo, di via Pigna, di via san Mammaso, di via Cadrega e di via Filippini, fra le tante. L’opera, di cui stiamo trattando, copre una lacuna sentita, nel settore della degustazione del vino veronese e ne promuove il consumo, specie da parte dei turisti, porta il titolo “Sharing Soave – The Osteria Experience in Verona”, costituisce, in 147 pagine, la prima guida in italiano e inglese, dedicata esclusivamente al vino veronese, proposto da 32 Osterie e da diversi bars e caffè del centro di Verona ed è edita dal Consorzio del Soave, in collaborazione con AGSM, Verona.
Essa – lodevolmente ideata da Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela del Soave – introducendo l’appassionato all’antico e prezioso "fenomeno" delle osterie scaligere, oggi, molte delle quali rinnovate, accompagna, in un percorso caratterizzato da mille emozioni, alla scoperta dei sapori di un tempo, dando evidenza, particolarmente, al brillante vino della scaligera Soave. Vino, per il quale sono in programma diversi appuntamenti, progettati per l’occasione del prossimo 50° anniversario del grande ed internazionale Vinitaly, che avrà luogo a Verona dal 10 al 13 aprile prossimi. Il tutto è dovuto alla volontà di dare forte visibilità a due importanti e caratteristici patrimoni veronesi – ha sottolineato Fabio Venturi, presidente di AGSM: all’Azienda Municipalizzata stessa e al vino Soave; al grande intento di creare sempre più amicizia e collaborazione fra aziende produttrici di ricchezza nel territorio di Verona, ossia, fra Consorzio Soave ed AGSM, ha affermato il direttore generale di AGSM, Giampietro Cigolini, e al piacere di vedere posto in evidenza chi, attraverso l’Osteria, non solo racconta la storia di generazioni di produttori di vino – così il presidente del Consorzio di Soave, Arturo Stocchetti, produttore e instancabile promotore del Soave nel mondo, ma anche chi lo propone nel calice. Aldo Lorenzoni vede nella collaborazione con AGSM un’ottimo evento e nella guida alle osterie veronesi, per ora, posta in circolazione in 5000 copie, solo un primo passo, l’inizio d’una nuova strategia, atti a porre nella dovuta luce quanto di meglio si sa fare, in termini di economia, a Verona. Entusiasmo ha espresso Leo Ramponi, Trattoria Al Bersagliere, il quale, presidente dei Ristoratori veronesi, il quale vede nella guida il mezzo per dare maggiore nome a Verona e alle sue tradizioni, anche enogastronomiche, senz’altro caratterizzate, anzitutto, da un aperitivo, dato da un buon bicchiere di “Durello” o di “Soave”. Significativa la presenza alla presentazione di “Sharing Soave” della signora Annalisa Morandini, da decenni gestore della risorta Osteria “Al Carroarmato”, presso la quale ci recavamo, in tempi che furono, su incarico di nonna Melania e con una bottiglia in mano, a “tór ‘n litro de vìn”!
Pierantonio Braggio
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