Mario Draghi sta salvando l’Italia. Ma, l’Italia deve ridurre massicciamente ed urgentemente il suo debito pubblico.
di adminDovrebbe continuare così… Con il che, Mario sembra fare, per alcuni osservatori, esclusivamente l’interesse dell’Italia…, che, tuttavia, se, attraverso tale misura, riuscisse veramente a crescere, crescerebbe certamente nell’interesse proprio, ma anche in quello di tutta l’Unione Europea… Che è quello, che si vuole. Il quantitative easing o allentamento monetario della BCE è vera manna, dunque, per le finanze pubbliche italiane e per chi prende denaro a prestito, se non fosse che uno dei risultati degli acquisti di Bot da parte di Francoforte – che fa di tutto perché gli istituti di credito nazionali non depositino liquidità presso se stessa, onde tale liquidità venga, invece, utilizzata dalle singole banche (locali) per prestiti a famiglie e ad imprese – ha eliminato quel pur minimo tasso d’interesse, che remunerava il risparmiatore sul suo modesto risparmiato. Fatto, questo inevitabile, che crea, tuttavia, comprensibile, ulteriore confusione – e timori – nel mondo del risparmio, peraltro, fin troppo tartassato. D’altro canto, una pur modesta remunerazione, o interesse da Bot, sono sempre stati e potrebbero essere di stimolo alle famiglie a maggiori consumi, dei quali l’economia, oggi, ha estremo bisogno. Su altro versante si dovrebbe poter pensare ad un’intensificazione degli investimenti da parte delle imprese, dato il bassissimo costo del denaro, derivante dalla manovra di Draghi. Due fattori, questi ultimi citati, senza dubbio, dai risvolti positivi – accanto a quello della ridotta quotazione del petrolio – specie nel caso, come l’attuale, di un’economia, che sembra dare contenutissimi segni di crescita. D’altra parte, questa è la situazione, che richiede assoluta ed urgente revisione del debito pubblico – oltre 2300 mld – il più alto in Europa, dopo quello greco, e al centro dell’attenzione costante degli analisti internazionali, che non vedono – e non vediamo – nemmeno l’ombra d’una possibile incisiva riduzione dello stesso. Il quale, fra l’altro, costituisce un forte peso, per oltre 400 mld – accanto a quello dei crediti inesigibili – nei portafogli degli istituiti di credito, mentre circa un 39% dello stesso giace in portafogli esteri. E che non capiti che l’estero si metta a vendere Bot…
Risolvere il problema è effettivamente difficile, in quanto la soluzione vera e pratica sta in un rapidissima e radicale revisione della spesa pubblica, in tutti i suoi aspetti, in quanto, se lo Stato spende meno, ha meno bisogno di imposizione fiscale e di nuove
emissioni di Bot, minori emissioni che non andrebbero ad aumentare la già enorme, indistruttibile massa di debito accumulato. Bisogna sperare che l’economia trovi lumi di ripresa, occorre fare di tutto, negli ambienti competenti, perché la crescita si realizzi, non sottovalutando il fatto che il provvidenziale allentamento monetario di Mario Draghi non può continuare in eterno, anche se il capo della BCE prevede acquisti ben maggiori a quelli attuali e da attuare sino ai primi mesi del 2017. E si deve sperare che tale benefica, nuova mossa d’immissione di liquidità di Draghi scuota la nostra economia, perché, dopo il quantitave easing in corso, non esistono ulteriori metodi d’interventi monetari, che possano creare salvezza finanziaria. Speriamo che, per dare forma a tale salvezza, non si renda necessaria nuova imposizione fiscale, che costituirebbe, tuttavia, un ulteriore colpo mortale alle tasche dei cittadini e al sistema economico, che, invece, ha bisogno – e chi non lo sa? – di fortemente minore spesa pubblica, d’ulteriori riforme e di più semplice burocrazia… Cose che non sono solo pretese europee, ma, caratteristiche della saggia azione di qualsiasi buon padre di famiglia.
Pierantonio Braggio
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