Gianni Berengo Gardin, celebre fotografo italiano, in visita al Museo di Villafranca conferma la sua passione per macchine fotografiche e auto d’epoca

di admin
Ha avuto una MG e la ricorda con entusiasmo…..ha impiegato centinaia di macchine fotografiche ed ha ammirato, uno per uno, i 500 esemplari d’epoca esposti nelle sale del Museo Nicolis. Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi fotografi italiani, celebrato dalla stampa internazionale e autore di mostre fotografiche in tutto il mondo ( come quella…

Eclettismo professionale e background culturale gli hanno consentito di sperimentare, nella lunga carriera, molteplici attività e collaborazioni. Fotoreporter per grandi media internazionali, autore di celebrate immagini pubblicitarie, è riconosciuto come un autorevole esponente non solo della fotografia ma dell’arte contemporanea.

Nella collezione di 500 macchine fotografiche di varie epoche che il Museo ha mostrato all’ospite, sono inseriti alcuni fra i pezzi più prestigiosi dei grandi brand internazionali. Basti citare, a titolo di esempio:
Contessa Nettel del 1919: macchina fotografica a lastre – Le origini di questo marchio tedesco si fanno risalire al 1919, con la fusione delle omonime aziende Contessa e Nettel, successivamente assorbite dal marchio Zeiss.  L’apparecchio rappresenta una pietra miliare in campo fotografico, utilizzato dalla maggior parte dei professionisti dell’epoca.

Contax Modello 1 – 1932: macchina a pellicola, tedesca, resa celebre da fotografi famosi come Robert Capa che la utilizzava per i suoi memorabili scatti di guerra, come il famoso “morte di un miliziano” , effettuato nel 1936 durante la Guerra Civile Spagnola.

Rolleiflex Biottica 1940 – Germania: alla fama mondiale di questa robusta e affidabile apparecchiatura fotografica tedesca hanno contributo in misura significativa i paparazzi de “La dolce vita“ di Fellini che portavano la Rolleiflex al collo durante gli inseguimenti dei VIP per le vie di Roma.

Leica III C tendina Rossa – Germania: l’esemplare esposto al Museo Nicolis è del 1942. Questa apparecchiatura è nota fra gli appassionati per la singolare tendina rossa che la caratterizza e che ha una singolare storia da raccontare. Durante la II Guerra Mondiale tutto il materiale tedesco in gomma o caucciù venne destinato alla produzione bellica. Per superare l’inconveniente, la Casa produttrice Leitz introdusse un tessuto rosso per la tendina dell’otturatore. Al termine del conflitto, la Casa richiamò le macchine fotografiche per ripristinare la gomma originale. Fortunatamente, alcuni modelli sfuggirono alla revisione e diventarono ambiti pezzi da collezionismo.

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