ZAIA FIRMA PER IL VENETO ACCORDI DI PROGRAMMA DI DIFESA IDROGEOLOGICA

di admin
Il presidente della Regione Luca Zaia ha firmato oggi a palazzo Chigi per il Veneto gli accordi di programma con il governo per l'assegnazione alle Regioni e ai comuni dei 650 milioni previsti dalla prima parte del piano contro il dissesto idrogeologico nelle aree metropolitane e già stanziati dal Cipe.

 La firma con il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, a cui è intervenuto anche l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin, per la parte veneta si riferisce a “Interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore” in comune di Venezia (importo 61.858.573,19 euro), alla “Realizzazione di un invaso sul torrente Astico” nei Comuni di Sandrigo e Breganze nel vicentino (importo 31.275.000 eur) e alla “Realizzazione di un’opera di invaso sul Torrente Orolo” in Comune di Costabissara ed Isola Vicentina (importo 11.000.000 euro).

Il Presidente del Consiglio dei Ministri con proprio decreto del 27 maggio 2014 ha istituito la Struttura di Missione Italia Sicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, indicando come obiettivi di provvedere alla semplificazione della governance e delle procedure, di attuare un controllo costante del territorio e di collaborare con tutte le strutture e le amministrazioni regionali per dare attuazione agli interventi di difesa idrogeologica. La strategia individuata è stata quella di ammettere a finanziamento interventi immediatamente cantierabili.

“Ringrazio il ministro Galletti per il lavoro svolto – ha commento il presidente Zaia – perché è un buon segnale da parte del governo, non risolutivo ma importante per dare avvio ad altri cantieri, oltre ai 925 che in Veneto sono già stati aperti. Questi accordi cadono infatti in un momento in cui torna ancora viva la memoria dell’alluvione del 2010, ma anche di tanti altri successivi eventi calamitosi che hanno martoriato il territorio della nostra regione”.

“Mi è piaciuto il passaggio del ministro – ha aggiunto Zaia – sulla farraginosità burocratica che affligge le procedure per questi interventi. In Veneto abbiamo ancora cantieri aperti dopo cinque anni dalla grande alluvione. Lo ripeto da tempo che occorre dare poteri speciali ai commissari nominati per le emergenze e prevedere corsie preferenziali per i finanziamenti in materia di difesa idrogeologica. Chiedo quindi al governo l’introduzione di una norma incisiva in questa direzione ”.

“Ma insieme alle norma – ha detto ancora Zaia – è importante soprattutto che si intervenga per modificare l’approccio culturale nei confronti del territorio, abbandonando la cementificazione per sostituirla con una nuova priorità: le opere per la difesa idrogeologica. Noi in Veneto stiamo facendo la nostra parte fino in fondo ed è all’esame del consiglio regionale una nuova legge sul consumo del suolo che si pone come obiettivo di arrivare nel tempo a “cubatura zero”, prevedendo la ristrutturazione e il risanamento delle zone degradate nelle periferie cittadine e nelle aree agricole. Si può fare anche a livello nazionale con una buona legge e soprattutto a costo zero”.
 
Da parte sua l’assessore Bottacin ha sottolineato l’enorme sforzo profuso dalle strutture regionali del Veneto dopo la grande alluvione del 2010 per dare risposte concrete alla crescente richiesta di sicurezza idraulica da parte dei cittadini, realizzando, in una prima fase, gli interventi urgenti di messa in sicurezza dei corsi d’acqua principali e nella fase successiva progettando e iniziando la realizzazione di bacini di laminazione ovvero gli interventi strutturali fondamentali per la riduzione del rischio idrogeologico. La scelta di finanziare progetti cantierabili ha sicuramente premiato le Regioni come il Veneto che maggiormente hanno investito sia in termini di interventi di difesa idrogeologica sia predisposizione di un parco progetti. L’auspicio è che questo criterio di premialità delle Regioni più virtuose venga applicato anche per le prossime assegnazioni di risorse economiche.

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