REFERENDUM, ZAIA: “IL VENETO NON HA RINUNCIATO ALL’IDEA DELL’INDIPENDENZA”

di admin
“Avere restituito i contributi per l’indizione del referendum sull’indipendenza ai cittadini che avevano versato, non significa aver rinunciato definitivamente all’idea. Era un atto dovuto, soprattutto a fronte delle richieste di restituzione che erano state avanzate”.

Con queste parole il Presidente della Regione, Luca Zaia, commenta l‘approvazione da parte della Giunta della delibera inerente la restituzione del denaro versato da 1.363 cittadini (per un ammontare di 114.914,88 euro,  con un versamento medio di 84,31 euro) per la copertura delle spese di indizione e svolgimento del referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto, così come previsto dalla Legge regionale 16 del 19 giugno 2014. La legge era sta dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 118/2015.
“Nonostante il pronunciamento negativo della Consulta e, invece, la sancita legittimità della legge sulla consultazione inerente l’autonomia, noi non abbiamo affatto abbassato la guardia – ricorda Zaia – abbiamo affidato, infatti, a un pool di costituzionalisti la valutazione e lo studio di nuove azioni, con riferimento anche al quadro giuridico nazionale e internazionale e, in particolare, alla storica contrapposizione fra il governo spagnolo e quello catalano”.
“E’ evidente, lo ripeto, che per noi veneti quella della Catalogna resta un preciso punto di riferimento e un’esperienza fondamentale – prosegue Zaia – non foss’altro per una storia di indipendentismo che dura da 80 anni, e una battaglia che, tuttavia, bisogna ricordarlo bene, non ha ancora consentito né l’indizione né lo svolgimento di un referendum ufficiale nonostante prese di posizione politiche, parlamentari e di numerosi leader”.
“L’unica realtà che è riuscita con successo a celebrare un referendum, indipendentemente dal risultato – conclude Zaia – resta la Scozia che, pur tuttavia, è arrivata a una consultazione ufficiale dopo una lunga e virtuosa storia di devolution e autonomia concesse dal governo britannico. A dimostrazione che i concetti di autonomia e di indipendenza non si contrappongono, ma si possono e si devono coniugare”.
“Quanto ai fondi restituiti ricordo che la legge 15 prevedeva il finanziamento popolare (al contrario delle legge 16 sul referendum per l’autonomia) e che ciò fu stabilito sull’onda anche di un movimento d’opinione che andava sostenendo come sarebbe stati milioni i veneti e gli imprenditori disposti a contribuire alla causa. Imprenditori che a tutt’oggi sono a me sconosciuti e ignoti. Ricordo inoltre che il costo per lo svolgimento di un referendum consultivo in Veneto è di circa 14 milioni di euro”.

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