Nuova visione della politica…? In questi giorni, abbiamo, con soddisfazione, sentito dire: Posso perdere le elezioni, ma non la faccia… Quindi, anche: Non governare, ma gestire…

di admin
Belle parole, quelle sopra cennate, che abbiamo udito recentemente. Parole rare, consolanti anche, che finalmente sembrano volere fare sapere che, nella politica italiana, c’è un svolta positiva in direzione, finalmente, del rispetto delle attese del cittadino. Matteo Renzi, dunque, preferisce perdere le elezioni che la faccia.

Ama, quindi, agire correttamente, anche a costo di rimetterci, in fatto di consensi, pur di fare il suo dovere.  Importa, dunque, operare al meglio, per i cittadini e per portare l’Italia fra i primi Paesi d’Europa. In fatti, vero scopo della politica non devono essere gli interessi di parte, ma quelli del popolo. Una bella affermazione, quella di Renzi, segno di nuova visione del concetto di governo, che merita attenzione e che, sinora non abbiamo mai sentito, in sessantotto anni di letture e di audizioni e, quindi, di stretta ed interessata attenzione all’evoluzione della vita politica italiana.
Dicevamo, dianzi, ‘svolta positiva’. Una svolta derivante da un linguaggio innovativo, quasi un miracolo, che dovrebbe essere adottato e realizzato da tutta la politica, nel suo complesso. E perfetta e ragionata è anche l’affermazione, di qualche giorno fa, di Beppe Grillo, esprimente il concetto che compito dell’eletto non è governare, ma “gestire”. La politica, in realtà, può definirsi fin che si vuole come l’arte di governare i popoli, ma, in concreto, essa è  un divenire d’un complesso di decisioni, prese dall’eletto, in nome ed a a favore dell’elettore, che lo delega ad amministrare, o meglio, come ha detto perfettamente Grillo, a gestire la cosa pubblica, creando opportunità, servizi e benessere, ed, al tempo, escludendo il miraggio a consensi i parte. La vera, sincera politica, infatti, mai deve trasformarsi in oggetto, che, trattato in un modo e nell’altro, dia motivo, per chi la tratta, di vantaggio politico. Il fatto che Grillo abbia scartato la voce “governare” è cosa ottima, perché, se da un lato, nel linguaggio normale, termine significa amministrare, secondo un programma – proposto ai cittadini ed accettato dai cittadini, e ricordiamo bene, proposto ai cittadini e da essi approvato –  ‘governare’ porta in sé, in qualche modo, un velato significato di ‘imporre’, significato che, in democrazia, non è assolutamente accettabile, anche se, nell’interesse e a tutela della collettività, imposizioni si giustificano, per un funzionale svolgimento della vita dello Stato. ‘Gestire’ è, dunque, un vocabolo più democratico, nuovo nella politica, più amabile, che dovrebbe diventare parola d’uso generalizzato, non dimenticando che pubblico significa “di tutti”. In quanto sopra, guardiamo alle parole, senza distinzioni di colore e di parte, perché importante è l’attenzione, da parte della politica, al cittadino, sia esso di sinistra o di destra, ma mai all’interesse di partito. Saluteremo, quindi, sempre ben volentieri altre parole del tipo di quelle menzionate, per una sempre migliore democrazia, in ogni segmento della vita pubblica.
Pierantonio Braggio

 

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