Nuova call-to-action

Confagricoltura: “No al latte in polvere nei formaggi veneti”

di admin
Paolo Ferrarese: "I consorzi devono tutelare la tipicità delle nostre produzioni". Sara Pasetto, presidente del settore lattiero-caseario: "Salvaguardiamo i formaggi d'eccellenza fatti con latte di prima scelta".

Monte Veronese prodotto con il latte in polvere? Confagricoltura si oppone e invita i consorzi di tutela a non abbassare la guardia: "La tipicità delle nostre produzioni va salvaguardata".
Il timore di formaggi prodotti con latte in polvere nasce all’indomani della lettera inviata nei giorni scorsi dalla Commissione europea all’Italia, che chiede “la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, concentrato e ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero-caseari, previsto da una legge nazionale che risale al 1974”.
Secondo la Commissione europea la normativa italiana, che proibisce l’uso di surrogati, è un ostacolo alla “libera circolazione delle merci”, considerato che nel resto dell’Unione europea i “latticini senza latte” sono di uso comune.
Per Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona, "l’Europa ci pone un passo obbligato, mirato a uniformare la normativa in tutti i Paesi della Ue, che sulla carta non tocca le produzioni di qualità certificata e i nostri formaggi dop che nel Veneto sono il nostro Monte Veronese, l’Asiago, la Casatella Trevigiana, il Grana Padano, il Montasio e il Piave Oro. Starà ai nostri consorzi di tutela decidere se usare o meno il latte in polvere e io auspico che decidano di non farlo. Ma anche le altre specificità dei formaggi italiani e veneti prodotti con latte fresco vanno salvaguardate. Non dobbiamo permettere la cancellazione della tipicità delle nostre produzioni, che sono frutto di cultura e tradizioni centenarie".
Sara Pasetto, presidente provinciale del settore lattiero-caseario di Confagricoltura, dice no ai formaggi senza latte fresco: "Non capisco perché si voglia usare il latte in polvere quando abbiamo formaggi d’eccellenza fatti con latte di prima scelta. Con la fine delle quote latte abbiamo produzione in abbondanza, che in questo momento ci viene pagata appena 35 centesimi al litro. Rischiamo di essere invasi da prodotti di bassa qualità che uccideranno la nostra economia e le nostre eccellenze del made in Italy".
Lorenzo Nicoli, presidente di Confagricoltura Veneto, rimarca che “l’Italia deve attivare da subito una migliore etichettatura dei prodotti lattiero-caseari, obbligando la distinzione chiara tra quelli ottenuti utilizzando latte fresco e quelli per i quali sono stati impiegati anche latte condensato o in polvere, poiché la normativa europea sull’etichettatura, a detta anche della Commissione, permetterebbe una tale distinzione".

Condividi ora!