La spoliazione di RENZI, via la Costituzione: “Ghe pensi mi!”

di admin
Il presidente Renzi approva un decreto legge urgente per una materia che è da decenni in ballo. I partiti non si mettono d'accordo in Parlamento e come un novello duce risolve il nodo gordiano con un colpo di decreto. Tanto Napolitano che grida basta decreti non urgenti, non c'è; qualcuno, amico lo firmerà e poi…

Nomineranno i prossimi fedeli portaborse in un sistema elettorale che fatto apposta premierà solo i loro accoliti mentre per gli altri uomini e donne di partito se vogliono essere eletti , via a correre per prendersi i voti senza coperture finanziarie e senza l’appoggio dei media. La gente schifata non va a votare e quindi bastano pochi voti per accaparrarsi il potere (Renzi dice che non conta se vota meno del 40% degli italiani, è la democrazia??). La Corte Costituzionale si piega agli interessi del bilancio dello Stato, boccia il referendum ed i commentatori governativi pur apprezzando il gesto che toglie loro le castagne dal fuoco si affrettano a dire ora la legge Fornero va cambiata, e quindi, si dice al caro Renzi un bel “penseghe ti!” di Berlusconiana memoria. Anche la Corte pare avere abdicato al suo ruolo per confermare quanto sia inutile studiare il diritto, pubblico, penale, civile, tanto ognuno fa quello che pare, specie se, come in questo caso la sentenza non è appellabile.
La deriva presidenzialista prosegue, e due persone fanno quello che vogliono, i poteri forti applaudono, l’America approva, l’Europa acconsente, basta che l’Italia paghi i suoi debiti, ma, tanto si sa gli italiani sono accaniti risparmiatori e possessori di case,per cui se ci fossero bisogno di soldi in un lontanissimo, ipotetico, immaginifico, futuro si sa dove andarli a prendere.

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