ATER Verona, 140 milioni investiti in cinque anni: riqualificato quasi il 50% del patrimonio abitativo
di Matteo ScolariTempo di bilanci per ATER Verona, che nella sede di San Zeno ha presentato i risultati del quinquennio 2021-2026, delineando un quadro di interventi che rafforza il ruolo dell’ente nel sistema abitativo del territorio scaligero. Numeri rilevanti, sia sul piano economico che sociale, con circa 140 milioni di euro di investimenti destinati alla riqualificazione sismica ed energetica e al recupero degli alloggi.
Il piano ha consentito di intervenire su oltre il 49% del patrimonio immobiliare, pari a circa 2.500 abitazioni, migliorando le condizioni di vita di migliaia di famiglie e contribuendo alla sostenibilità del sistema abitativo locale. Un risultato che il presidente di ATER Verona, Matteo Mattuzzi, definisce senza esitazioni storico: «Direi che questa chiusura di mandato è un momento storico per noi, perché, solo pensare che in 5 anni, siamo riusciti a concretizzare più di 140 milioni di interventi, di efficientamento energetico e sismico, oltre che al riatto degli alloggi. Migliorando la vita a ben più di 2.500 famiglie e questo sono numeri importanti e direi storici».

Un’accelerazione significativa è arrivata grazie agli strumenti nazionali, in particolare il Superbonus 110%, che ha permesso di intervenire su 1.365 alloggi in 83 complessi tra città e provincia, oltre ai fondi del PNRR destinati anche a progetti specifici come lo student housing. In via Merano, infatti, è ormai prossimo all’inaugurazione un nuovo complesso con 52 posti letto per studenti universitari, segno di un’attenzione crescente anche verso le nuove esigenze abitative.

Accanto ai grandi interventi strutturali, l’ente ha portato avanti anche un’intensa attività di riatto degli alloggi sfitti, con 969 abitazioni recuperate negli ultimi cinque anni e ulteriori 436 previste nel prossimo triennio, sostenute in gran parte da fondi propri. Un lavoro che, come sottolineato dalla direzione, si è svolto spesso in condizioni complesse, con cantieri attivi in edifici abitati.
Il direttore Franco Falcieri evidenzia infatti le difficoltà operative affrontate: «Sicuramente l’efficientamento energetico su grossi complessi residenziali quali quello di Fondo Frugose a Verona, parliamo di 200 alloggi in un unico complesso o via Brioni, altri 93 alloggi in un unico complesso. Vorrei segnalare la difficoltà che abbiamo avuto nell’eseguire queste opere con alloggi abitati, quindi risultati importanti in condizioni comunque anche di cantiere non semplice. Risultati che sono merito di un lavoro di squadra, quindi va riconosciuto ognuno la sua parte».

Resta però centrale il tema dell’emergenza abitativa, particolarmente sentita anche a Verona. Nonostante l’intensa attività di riqualificazione, il numero di nuovi alloggi disponibili resta limitato rispetto alla domanda crescente. «Direi di sì, vi do un numero: nell’ultimo bando di Verona che abbiamo fatto proprio per l’ERP, sono più di 1.300 le domande che sono giunte. Non abbiamo case a sufficienti e se pensiamo che noi abbiamo riqualificato più di 2.500 alloggi, dandone però soli di nuovi 46, quindi 46 nuove unità a fronte di una riqualificazione importante, che però non dà una risposta. Serve un intervento importante che sicuramente deve arrivare dal governo centrale di una politica per la casa mirata a questo tipo di fasce», aggiunge Falcieri.
Guardando al futuro, ATER Verona punta ora a consolidare il percorso intrapreso, con ulteriori investimenti legati anche ai fondi REPowerEU e a nuovi interventi di efficientamento energetico. «Tra qualche settimana potremmo avere la certezza di essere rientrati in quel finanziamento del PNRR Repower, che potrà darci benefici per altri 60 milioni di interventi», sottolinea Mattuzzi, ribadendo la volontà di dare continuità a un percorso che ha segnato profondamente il sistema abitativo veronese.
Un impegno che si estende anche al social housing, con progetti già avviati in collaborazione con enti locali e ambiti territoriali sociali: «Sì sì è molto impegnata, soprattutto sul sociale, abbiamo già fatto delle convenzioni con dei comuni, con delle ATS del Baldo Garda ovest veronese, è una convenzione strutturata che va a beneficio veramente di un territorio importante, e che prossimamente vorremmo estendere anche agli altri territori».

Con la fine del mandato del consiglio di amministrazione, l’auspicio è che il lavoro avviato possa proseguire, mantenendo alta l’attenzione su sostenibilità, inclusione sociale e accesso alla casa, leve sempre più strategiche per lo sviluppo economico e la coesione del territorio veronese.
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