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Banca di Asti premiata dall’ABI per un progetto tra energia rinnovabile e biodiversità

di Matteo Scolari
Riqualificata una cava dismessa trasformata in impianto fotovoltaico e bosco didattico: un modello che unisce sostenibilità, innovazione e valore per il territorio.

Banca di Asti ottiene un riconoscimento nazionale per il proprio impegno nella sostenibilità. L’istituto ha ricevuto la menzione speciale della giuria al Premio ABI Innovazione nei Servizi Bancari 2026 per il progetto “Da cava abbandonata a impianto fotovoltaico e bosco didattico” .

L’iniziativa ha portato alla riqualificazione di un’area dismessa in località Valgera, alle porte di Asti, trasformata in uno spazio multifunzionale capace di coniugare produzione di energia pulita, tutela della biodiversità e attività educative .

L'impianto fotovoltaico realizzato su una cava dismessa.
L’impianto fotovoltaico realizzato su un’area dismessa.

Il progetto si basa su un approccio integrato: da un lato è stato realizzato un impianto fotovoltaico da 1 MW, in grado di coprire il fabbisogno energetico della sede centrale della banca attraverso un sistema di autoconsumo a distanza; dall’altro è nato un bosco didattico, pensato come luogo di educazione ambientale per scuole, famiglie e cittadini .

Accanto alla produzione energetica, l’area è stata arricchita con percorsi educativi e installazioni dedicate alla biodiversità, con spazi per insetti e fauna locale, configurandosi come un ambiente vivo e in evoluzione. Un progetto che punta a sensibilizzare le nuove generazioni e a diffondere una cultura della sostenibilità.

«Questo riconoscimento conferma il valore di un progetto che unisce innovazione, sostenibilità e attenzione alla comunità», ha commentato Alberto Vercesi, responsabile Servizio IT e Immobiliare della banca, sottolineando come l’iniziativa rappresenti una tappa di un percorso più ampio orientato alla transizione ecologica .

Oltre al valore ambientale, il progetto si distingue anche per l’impatto sul territorio: la cava dismessa è stata restituita alla comunità come spazio fruibile, integrato nel paesaggio e capace di generare benefici concreti, dalla riduzione delle emissioni alla promozione della biodiversità, fino alla creazione di opportunità educative. Un modello replicabile che dimostra come la rigenerazione di aree degradate possa diventare una leva strategica per lo sviluppo sostenibile.

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