MORIA DEI KIWI. MANZATO. SIAMO IN GUARDIA DAL 2012

di admin
“Bonfante solleva un problema reale e drammatico, che è all’attenzione della Giunta regionale da quanto ha iniziato a manifestarsi, cioè dal 2012”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato risponde immediatamente alle sollecitazioni del consigliere veronese Franco Bonfante, che ha chiesto l’intervento diretto della Regione contro il problema della moria delle piantagioni di kiwi che sta…

“Questa moria dei Kiwi – dica ancora Manzato – si aggiunge peraltro alla disastrosa batteriosi che colpisce queste piante, riscontrata in Veneto dal 2010, annata nella quale questa coltura interessava nella nostra regione una superficie complessiva di oltre 3.200 ettari, per una produzione di 76 mila tonnellate, per un valore di 41 milioni di euro. Questa produzione è stata ridotta appunto dal cancro batterico, la cui presenza è stata segnalata per la prima volta nel territorio nazionale in Lazio nel 2008, con piante colpite da deperimento e successiva morte. Per contrastare la malattia non esistono al momento metodi validi di difesa attiva efficace. Nel Veneto la batteriosi è stata individuata nel maggio 2010 in giovani impianti di Kiwi giallo in provincia di Treviso”. L’organismo nocivo agente del cancro, lo Pseudomonas syringae pv. Actinidiae, è stato inserito nel 2011 nella Lista d’Allerta dell’EPPO (European and Mediterranean Plant Protection Organization). “Ad oggi non sono conosciuti metodi di cura della malattia, se non l’asportazione e la bruciatura della piante colpite per tentare di limitare l’inoculo ambientale. L’unica possibilità per limitare il fenomeno è la prevenzione, che viene attuata sia con metodi agronomici, sia utilizzando alcuni prodotti fitosanitari. Recentemente sono state individuate alcune sostanze attive che si sono rivelate di una certa efficacia se utilizzate in via preventiva, tra queste i sali di rame, l’acilbenzolar-s-metyl e, specificatamente per applicazioni in fioritura, il Bacillus amiloliquefaciens. Questi espianti sono indennizzati, e, dal 2011 al 2013 abbiamo estirpato una superficie pari a circa 120 ettari appartenenti a 65 ditte di Verona e Treviso per un importo complessivo già liquidato di un milione 125 mila euro. Per la morte da essiccamento, invece, questa forma di intervento fitosanitario non risulta al momento possibile”.

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