L’euro a due velocità in un contesto di zone omogenee che devono superare i confini degli Stati attuali
di adminQuesta ipotesi permette alle industrie del nord di godere di un vantaggio da svalutazione monetaria rispetto ai concorrenti tedeschi. I prodotti diventano improvvisamente competitivi e maggiormente vendibili all’estero e probabilmente alcune imprese tedesche dovrebbero chiudere.
Bisogna ricordare che nello SME si sono avute ben 13 svalutazioni competitive che hanno aiutato i Paesi deboli come l’Italia a risolvere altrettante piccole recessioni.
Dobbiamo fare una piccola considerazione sull’aumento del prezzo della benzina, dell’energia e dei prodotti in generale.
Bisogna ricordare che il petrolio aumentava anche in occasione delle svalutazioni passate quando si verificava la svalutazione della Lira e questo non ha mai rappresentato un problema ma semmai ha sistemato la bilancia dei pagamenti con l’estero.
Il peso del petrolio incide per meno del 30% sul prezzo finale della benzina e sull’energia elettrica ancora meno.
Se il prezzo del barile aumenta del 30% il prezzo della benzina dovrebbe aumentare del 10% non di più. Inoltre il petrolio incide per meno del 20 % sul prezzo finale dell’energia elettrica (il resto è lavorazione e molte tasse).
Sul prezzo dei prodotti finiti l’aumento del petrolio incide ovviamente ancora meno perché l’energia incide per non più del 15% sul prezzo del prodotto finito.
Quindi riassumendo una svalutazione del 30% si tradurrebbe in un vantaggio competitivo immediato di egual misura dei nostri prodotti e causerebbe nel medio periodo un aumento dei nostri prezzi interni del 5% che non intacca di sicuro la maggior competitività.
E’ importante notare che il maggior prezzo del petrolio è pagato anche con la moneta fresca di stampa.
Il problema è un altro sono i tedeschi che non possono concedere questo vantaggio competitivo perché ovviamente all’interno dell’Italia ci sono delle zone concorrenti che è molto meglio per loro se vengono tartassate dal nostro Stato.
Seconda ipotesi rimanere nell’euro;
A questo punto le tasse imposte al tessuto industriale per cercare di rispettare i parametri imposti dall’euro trascinano l’economia nel baratro
Quindi per un Paese non omogeneo come il nostro e basato sull’assistenzialismo significa tassare in modo vertiginoso il nord (le tasse oramai sono impagabili.
La crisi causata dalla necessita di cercare di rispettare i parametri è percepita da tutti coloro che operano nel settore privato ed è confermata dai dati macroeconomici. La disoccupazione giovanile ne è la riprova e tra non molto si tradurrà nell’impossibilità di pagare le pensioni dei vecchi.
Riassumendo una moneta unica deve riguardare un’area omogenea; ma anche i singoli Stati devono essere omogenei al loro interno, quindi si deve superare il concetto degli attuali confini degli Stati.
Serve una moneta per ogni area omogenea e quindi si devono ridisegnare gli attuali confini degli Stati, altrimenti ogni soluzione diversa avvantaggerà in modo improprio qualcuno (il nord d’Italia o la Germania a seconda che usciamo o rimaniamo nell’euro come Italia).
Di fatto una moneta debole avvantaggia la zona debole aiutandola a crescere rendendogli i prodotti più competitivi. Nel contesto politico europeo questo fatto è incredibilmente non percepito e la grande crisi ne è solo la conseguenza.
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