ISLAMICHE IN PISCINA A MESTRE: PRESIDENTE REGIONE; “DICO NO A CONTESTAZIONI VIOLENTE MA NON CAMBIO IDEA, SENZA RECIPROCITA’ E’ ISLAMIZZAZIONE. RELIGIONE E’ PACE, NON RAPIMENTI IN NIGERIA O ASSASSINARE MERIAM IN SUDAN”

di admin
“Respingo con fermezza ogni forma di contestazione violenta, anche solo nei toni, che è sempre e comunque sbagliata. Al contempo confermo la mia convinzione: non sono due ore di piscina riservata alle praticanti di una religione a concretizzare una reale integrazione. Tutt’altro: senza la benché minima reciprocità, che invece è elemento fondante della convivenza pacifica,…

Con queste parole il presidente della Regione del Veneto commenta le tensioni verificatesi all’esterno della piscina pubblica di Mestre, dove una parte dell’orario è riservata all’utilizzo da parte di donne di religione islamica e vietata a tutti gli uomini al di sopra dei 7 anni.
“Ogni religione – aggiunge il Governatore – deve favorire unità, fratellanza e rispetto reciproco, non odio, aggressività e prevaricazione, perché in questo caso non è tale”.
“Non può esserci alcuna giustificazione, tanto meno religiosa o giuridica – incalza il Presidente del Veneto – sulla base della quale delle ragazze possono essere rapite da Boko Haram in Nigeria e sottoposte a ogni genere di violenza psichica e temo anche fisica, per costringerle alla conversione all’Islam, così come non può essere che si condanni a morte una giovane donna come Meriam in Sudan, incinta e già madre di un bimbo, solo perché lei, cristiana, non accetta di diventare islamica”.
“Questa è violenza allo stato puro, non religione; una brutalità che va contrastata con ogni mezzo, a cominciare dalle campagne #BringBackOurGirls e #meriamdevevivere alle quali ho aderito e, aggiungo, le ragazze nigeriane devono tornare sane e salve alle loro famiglie e Meriam deve essere liberata e nemmeno sfiorata da una frusta o da qualsiasi altro tipo di brutalità prevaricatrice”.

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