Infanzia, Save the Children

di admin
il Veneto al quattordicesimo posto in Italia per “povertà educativa” dei bambini e adolescenti, tra le regioni con le migliori performance - circa il 68% degli istituti ha la mensa, il 66% il certificato di agibilità - ma ancora al di sotto degli standard europei con il 13% di bimbi in carico agli asili nido,…

È la Campania la regione italiana con la maggiore “povertà educativa”, cioè dove più scarsa e inadeguata è l’offerta di servizi e opportunità educative e formative per i bambini e adolescenti mentre il Veneto occupa il quattordicesimo posto in classifica, tra le regioni più virtuose, a distanza ravvicinata dal Friuli Venezia Giulia, il territorio più “ricco” di servizi e opportunità educative per bambini e adolescenti[1].

E tuttavia nonostante la performance positiva nel confronto con molte delle altre regioni italiane, il Veneto rimane comunque al di sotto degli standard europei con insufficienti servizi educativi per la prima infanzia, limitato tempo pieno nelle scuole primarie e secondarie, poca arte e cultura nel tempo libero dei ragazzi.
Al polo opposto della classifica la Campania, con il livello più alto, in Italia, di “povertà educativa”.

Sono solo alcune delle principali evidenze del rapporto “La Lampada di Aladino – L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia”, elaborato per la prima volta da Save the Children – l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti – con il contributo di un comitato scientifico[2], e reso noto oggi, in contemporanea con il lancio della campagna “Illuminiamo il Futuro”: tre settimane di sensibilizzazione e raccolta fondi fino all’1 giugno, e l’apertura in 5 città (Palermo, Catania, Gioiosa Ionica, Bari, Genova) dei primi Punti Luce, per rispondere concretamente alla deprivazione educativa e culturale di tanti minori e dare loro la possibilità di conoscere e coltivare i propri talenti. I Punti Luce sono centri gestiti in collaborazione con una rete di organizzazioni partner ben radicate sul territorio (UISP-Unione Italiana Sport per Tutti-Genova, Associazione Mama Happy, CSI-Centro Sportivo Italiano-Catania, Associazione Inventare Insieme onlus, Associazione don Milani-Libera) e si trovano in aree caratterizzate dalla scarsità di servizi. Presso questi centri “ad alta densità educativa” bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative. Inoltre i bambini e gli adolescenti in condizioni accertate di povertà, saranno sostenuti da una dote educativa, un piano formativo personalizzato che consentirà ad esempio l’acquisto di libri e materiale scolastico, l’iscrizione a un corso di musica o sportivo, la partecipazione ad un campo estivo o altre attività educative individuate sulla base anche delle inclinazioni e talenti del singolo bambino.
Entro fine 2014 Save the Children prevede di arrivare a 10 punti luce – con aperture a Torino, Napoli, Roma, Milano – e di assegnare 1.500 doti educative.

Il Veneto si posiziona tra le regioni con i più bassi livelli di “povertà educativa”. Buone “performance” riguardano, per esempio, il servizio mensa garantito da circa il 68% degli istituti principali; in buone condizioni, dotate di certificazione di agibilità, il 66% delle scuole; vicino alla soglia europea il tasso di dispersione scolastica che in Veneto raggiunge quota 10,3%, a fronte di una soglia richiesta dall’Ue del 10%, documenta il nuovo Indice IPE di Save the Children. Ma non mancano le ombre, in particolare per quanto riguarda la situazione dei servizi dedicati alla prima infanzia, che restano una criticità importante: solo 13 bambini su 100 (nella fascia di età 0-2 anni) sono presi in carico dagli asili pubblici della regione, un dato ben lontano dall’obiettivo del 33% stabilito dall’Ue[3]. Anche il tempo pieno nelle scuole primarie viene garantito solo nel 21,2% delle scuole primarie e nel 15% delle secondarie di primo grado. (16,7%).

Una deprivazione educativa che non si limita solo alla scuola ma riguarda anche gli altri ambiti di vita dei minori. Appena il 29,6% ha visitato un monumento nell’ultimo anno: colpisce che nel paese che primeggia nel mondo per opere d’arte, nessuna regione italiana veda almeno il 50% dei suoi minori visitare un monumento (al massimo si arriva al 43% della provincia autonoma di Trento).

Prima per “povertà educativa” in Italia è la Campania, con 11 indicatori su 14 di segno molto negativo: per esempio solo 2,8 bambini su 100 (nella fascia di età 0-2 anni) sono presi in carico dagli asili pubblici campani, il tempo pieno viene garantito solo 6,5% delle scuole primarie e nel 15,3% nelle secondarie di primo mentre poco meno della metà degli istituti (49,36%) danno la possibilità di usufruire della mensa scolastica. Al di sotto dello standard europeo anche il tasso di dispersione scolastica, che in Campania raggiunge quota 22,2%.

Il Friuli Venezia Giulia è invece, secondo l’Indice di povertà educativa di Save the Children, la regione con la più “ricca” offerta di servizi e opportunità di formazione per i minori e si segnala, tra l’altro, per numero di bambini che legge (il 75,7% ha letto almeno un libro nell’ultimo anno), che fa sport (il 56%, poco meno della Val d’Aosta), per livelli di dispersione scolastica (11,4% ) vicini alla soglia della media Ue, edifici scolastici mediamente in buone condizioni (il 73,2% delle scuole ha certificato di agibilità).

“Finora ci si è occupati soprattutto della povertà economica dei bambini e adolescenti, partendo dal dato eclatante di un milione di minori che vivono in povertà assoluta. Ma esiste una povertà altrettanto insidiosa e sottovalutata che è la povertà educativa, cioè la privazione per un bambino e un adolescente della possibilità di apprendere, di sperimentare le proprie capacità, di sviluppare e far fiorire liberamente i propri talenti e aspirazioni. Save the Children prova per la prima volta a misurare la povertà educativa attraverso un Indice e a portarla all’attenzione di tutti con la campagna Illuminiamo il Futuro”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia.

“Nonostante la situazione in Veneto sia migliore di altre regioni, restano ancora carenze importanti soprattutto nell’accesso ai servizi per l’infanzia e al tempo pieno, che segnano il passo rispetto a ciò che ci chiede l’Europa. La conseguenza principale è la privazione di opportunità educative per tanti bambini e adolescenti e del supporto necessario alle famiglie che spesso già combattono con la povertà economica”, dichiara Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.

“E’ necessario spezzare il circolo vizioso delle povertà, rinforzando la qualità e quantità di servizi e opportunità educative destinati ai bambini e creando delle <>. Save the Children ha deciso di raccogliere la sfida e, in collaborazione con alcune associazioni partner, ha inaugurato i primi Punti Luce a Bari, Gioiosa Ionica, Catania, Palermo e Genova. I punti luce sono spazi ad alta densità educativa, che sorgono in quartieri svantaggiati e all’interno dei quali i bambini possono rafforzare le proprie competenze e conoscenze ma anche scoprire le proprie inclinazioni e potenziale, attraverso il gioco, laboratori artistici e musicali, uso delle nuove tecnologie. Il Punto Luce opera in sinergia con i servizi sociali e le scuole del territorio che contribuiranno a individuare i bambini a cui verrà assegnata la dote educativa”, conclude Raffaela Milano.

L’appello al Governo
“Attraverso la campagna <> Save the Children intende appellarsi anche al governo affinché siano messe in atto alcune misure cruciali per contrastare la povertà educativa”, continua Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia. “E’ fondamentale migliorare la raccolta e circolazione dei dati relativi ai percorsi educativi, completando l’Anagrafe scolastica con informazioni sull’iter educativi e familiari del minore”. E’ necessario poi fare investimenti mirati nelle aree in maggiore povertà educativa e con i più alti tassi di dispersione scolastica, verificando però scrupolosamente l’impatto degli interventi.

“Bisogna garantire il tempo pieno e servizio mensa per tutti”, spiega ancora Valerio Neri. “Queste opportunità sono cruciali non solo per rafforzare le competenze dei bambini ma anche per sottrarli al rischio di coinvolgimento in circuiti illegali e per supportare le famiglie in situazione di povertà.

E’ necessario”, prosegue, “che le spese dedicate all’infanzia siano considerate un investimento sul capitale umano. Save the Children Italia propone una ‘golden rule’, cioè criteri di scomputo dal calcolo dell’indebitamento delle principali voci relative all’infanzia e alla scuola”.

Sull’edilizia scolastica e la sicurezza, “il governo prosegua nell’impegno intrapreso definendo con chiarezza un piano efficiente di riordino dell’edilizia scolastica”. Infine, “nelle zone caratterizzate da criticità e forti marginalità Save the Children propone di istituire aree ad alta densità educativa (AADE, ndr) sul modello delle zones d’education prioritaires francesi, che permettano di armonizzare, in un quadro unico, le iniziative già esistenti”.

La Campagna “Illuminiamo il Futuro”

L’idea creativa, le iniziative e i testimonial

L’idea creativa della Campagna “Illuminiamo il Futuro” è a firma dell’agenzia Grey/United. La creatività si sviluppa intorno al concetto dell’educazione come un cono di luce che può illuminare il futuro di bambini e adolescenti. L’immagine-simbolo della campagna è quindi una lampada rossa che proietta la sua luce sulla strada percorsa da un bambino, illuminando, tra l’altro ora una chitarra, ora un canestro, ora una bella stanza con un operatore, a richiamare i Punti Luce che Save the Children sta creando in tutt’Italia, in collaborazione con una rete di partner.

Partita il 12 maggio, la Campagna “Illuminiamo il Futuro” si dispiegherà fino al 1° giugno con attività di sensibilizzazione, comunicazione e raccolta fondi, tra cui: la diffusione del Dossier “La Lampada di Aladino -L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia” ; la veicolazione della campagna pubblicitaria ideata dall’agenzia Grey/United: uno spot video e audio, l’annuncio stampa, affissioni; dal 12 al 18 maggio una settimana di sensibilizzazione in Rai, con la promozione della campagna nei principali programmi del palinsesto; il coinvolgimento di un gruppo di testimonial quali Cesare Bocci, Alessio Boni, Gianrico Carofiglio, Simona Cavallari, Irene Ferri, Alessandro Florenzi, Vinicio Marchioni, Anna Valle: il loro supporto alla campagna in un video e negli scatti del noto fotografo Fabio Lovino; attività di comunicazione digital attraverso, tra l’altro, il video virale “La prima volta” che racconta e fissa nelle immagini quei momenti unici che sono la prima volta che si suona il pianoforte, che si vede il mare, che si dipinge, che si vede un gattino. Esperienze che non tutti i bambini hanno l’opportunità di fare, ma fondamentali per lo sviluppo della propria personalità e a cui può talvolta dare accesso un’adeguata educazione e formazione.

Il numero unico solidale 45509 a sostegno della campagna Fino al 1° giugno sarà possibile donare 2 euro inviando un sms dai cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca o chiamando da rete fissa TeleTu e TWT. Sarà inoltre possibile donare 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.

I fondi raccolti serviranno a finanziare i Punti Luce e le doti educative.

Per aderire alla Campagna “Illuminamo il Futuro”, al suo Manifesto e scoprire le città dove sono attivi i Puti Luce di save the Children: www.illuminiamoilfuturo.it.

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