L’Italia pacificamente e democraticamente confederata.
di adminE’ un tema spinoso che può solleticare animi poco pacifici, specie in momenti come questi ove l’esasperazione raggiunge altissimi valori. La gente si suicida per la crisi, e ogni scusa è buona. La Lega con tutti i suoi errori e persone sbagliate non è però riuscita d infrangere un progetto che sta nel cuore di molti italiani. Dai Siciliani ai Sardi, l’indipendenza dei popoli italici contro il malcostume di realtà decadenti come Roma. La decadenza unita alle balle ed alle interpretazioni elastiche delle norme rende il nostro Paese, Italia, una fucina di idee ma anche un groviglio in cui pochi organizzati distruggono gli altri. Eppure qualcosa occorre fare per smuovere la palude della politica italiana. Tutti proclamano il rispetto delle regole intanto la gente non ne può più. I nostri vertici nazionali di minoranza e di maggioranza si trastullano col fuoco. Passano leggi e proposte di leggi assurde, inconcepibile, mirate a scardinare il tessuto economico e sociale e a quanto pare nessuno a Roma,non i romani, se ne accorge. Dopo il regalo alla capitale d’Italia per decenni di malaffare altri stanno aprendo gli occhi , Non se ne può più. Democraticamente e pacificamente dissentiamo. Si rispetta la volontà degli italiani, ma se il 15% degli italiani che hanno diritto al voto obbligano il resto dei pecoroni a fare ciò che vogliono perché sono organizzati questa non è democrazia compiuta è violenza contro i popoli italiani. Gli esempi mondiali non mancano! Una democrazia malata è tale e basta, sia essa russa o americana. Ora la richiesta consultiva referendaria cerca di salvare l’Italia, cerca di salvare la cultura italiana dando spazio e tempo ai popoli italici per acquisire consapevolmente , assimilare gradualmente gli effetti della globalizzazione. La confederazione tra stati italiani era già ai tempi dei patrioti una realtà discussa. Il Tommaseo e Manin, personaggi della storia italica, chiedevano a gran voce un’Italia CONFEDERATA, ove le varie culture fossero rispettate. Ciò ovviamente non andava bene al regio stato sabaudo che ci ha portato a far due guerre, una più disastrosa dell’altra. Ora non può più esser che gli italiani debbano scappare perché i nostri governanti non sanno prendere le decisioni giuste. Altri popoli e razze hanno dovuto scappare per l’intranzigenza di pochi al potere. Ora è indubbio che i nostri attuali sistemi di governo debbono essere sostituiti pacificamente ( e non come un Ucraina dove un manipolo di forsennati finanziati da chissachì ha cacciato il legittimo presidente riconosciuto da tutti gli Stati del mondo con i risultati che vediamo. Il popolo , i russi di Crimea non stanno ai giochi dell’Europa e degli Usa contro la Russia, voglio autodeterminarsi. Già ci fu il Kossovo a percorrere la strada dell’indipendenza, ma prima ancora pacificamente ci fu la separazione tra Cechi e slovacchi. E’ una evoluzione in atto dalla seconda guerra mondiale dove popoli escono dalla tutela per crearsi forme democratiche indipendenti. Sono oltre 50 i nuovi Stati sorti spesso democraticamente e pacificamente, talvolta con violenza. La piccola Terra, puntino blu nell’universo, ospita queste genti che poi capiscono l’importanza di unirsi, di confederarsi, non di essere annesse o conquistate. Ora le varie popolazione italiane col reciproco consenso e col reciproco riconoscimento debbono darsi quell’autonomia politica che solo una confederazione di Stati può dare. La storia italiana è simile per certi versi a quella Svizzera, a quel modello dobbiamo rifarci. Ridaremo dignità alle nostre genti, ognuno sarà in grado di determinarsi e la solidarietà tra i popoli non mancherà di certo, la solidarietà non il puro assistenzialismo e la condivisione di mafie , andranghete e camorra come in questi decenni abbiamo dovuto sopportare.
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