Semplificare è urgente tanto quanto ridurre la pressione fiscale (di Giorgio Sartori)
di adminLe famiglie, le imprese sono in estrema difficoltà.
Non c’è schieramento politico o corpo sociale che non ne invochi, a viva voce, la estrema ed urgente necessità.
Ma deve essere una riduzione a 360 gradi.
E’ inaccettabile la riduzione delle imposte dirette se, a fronte di ciò si assiste ad una contemporanea elevazione delle imposte indirette, delle imposte locali, delle accise, delle imposte di fabbricazione, dell’imposta di bollo, di registro ed altro ancora.
Sarebbe una presa in giro per i Contribuenti.
Ma vi è un altro versante che merita la massima attenzione da parte di chi governa il nostro Paese.
Questo versante si chiama semplificazione.
In questi ultimi anni e in questi ultimi mesi abbiamo udito, con sempre maggiore frequenza, da parte dei leader politici, la necessità di semplificare.
Abbiamo sentito parlare anche di come si può fare “impresa in un giorno”.
Prendiamo atto che la volontà c’è; una volontà cui, non sempre, tuttavia, fa seguito la concretezza.
Bisognerebbe che chi studia ed elabora i percorsi semplificativi si mettesse nei panni di un soggetto che intende intraprendere un’impresa.
Si renderebbe conto, sulla propria pelle, che di semplice non vi è assolutamente nulla.
Piani di autocontrollo igienico sanitario, documenti per la valutazione dei rischi, normativa antiriciclaggio, disegni, planimetrie, fotografie per installare un’insegna od ottenere una concessione per fioriere o plateatici, nulla-osta delle Soprintendenze, pratiche per la prevenzione incendi, pratiche per il nulla osta sanitario, sono solo alcuni dei costosi e molteplici aspetti propedeutici all’avvio di una impresa commerciale, di un’impresa alberghiera o di un bar o ristorante.
Procedure che richiedono tempo, denaro e, soprattutto, l’approccio con diversi e separati uffici della Pubblica amministrazione.
Siamo arrivati al punto che la gestione della mera contabilità è diventato l’aspetto meno pesante.
Ne sanno qualcosa i professionisti e le associazioni di categoria che assistono le imprese.
Il cliente vede solo il prodotto finito, cioè la contabilità e i dichiarativi fiscali, ma non vede la montagna di adempimenti che il processo produttivo comporta.
Una vera semplificazione deve transitare, oltre che dal disboscamento della pletora di adempimenti, anche dalla riunione di tutti i processi operativi presso un unico Ente.
Lo sportello unico o l’agenzia per le imprese è l’inizio di un nuovo percorso che, tuttavia, richiede un cambio di mentalità su “chi fa che cosa”.
Ne sa qualcosa il mondo delle professioni e delle associazioni.
Nell’agenda del 2014 questa, assieme a molte altre, rappresenta una priorità che le imprese attendono e si meritano.
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