Federalismo demaniale La Provincia presenta 14 richieste per l’assegnazione di immobili statali
di adminI beni interessati sono i seguenti:
1) il compendio immobiliare costituito dall’ex stazione ferroviaria in Comune di Costermano (VR), adibito centro di raduno operativo sia del personale provinciale addetto alla manutenzione della viabilità pubblica di competenza della Provincia di Verona, sia del personale della Polizia provinciale operante in zona, ed in particolare: in parte quale sede di uffici (con riferimento all’ex “fabbricato viaggiatori” e parte dell’area cortilizia pertinenziale); in parte quale deposito attrezzi, utensili, materiali, segnaletica stradale, macchine e macchinari per la manutenzione della viabilità pubblica locale, di competenza della Provincia di Verona (con riferimento all’ex “fabbricato magazzino merci e caricatori”); in parte, ancora, quale area di sosta e di manovra per gli automezzi di servizio in dotazione al personale provinciale operante presso lo stesso compentio immobiliare (con riferimento alla restante parte dell’area cortilizia pertinenziale);
2) l’ex sottostazione di conversione elettrica del sopresso servizio filoviario, ubicata nella frazione Pedemonte del Comune di S. Pietro In Cariano (VR), ed adibita a deposito attrezzi, utensili, materiali, segnaletica stradale, macchine e macchinari per la manutenzione della viabilità di competenza della Provincia di Verona. Si tratta di un edificio realizzato dalla Provincia di Verona negli anni ’50 sul sedime della soppressa ex linea ferroviaria “Verona – Caprino Veronese”, di cui la stessa Provincia fu concessionaria dallo Stato fino al 10 febbraio 1976. In particolare, l’immobile fu realizzato in occasione dell’ammodernamento del sistema di trasporto pubblico locale, avvenuto con la sostituzione del sistema di trasporto su rotaia, con il trasporto su gomma;
3) il deposito autobus, con annesso fabbricato di civile abitazione, in Comune di Caprino Veronese (VR), via XXIV maggio, in locazione dallo Stato alla Società “Azienda Trasporti Verona S.r.l.” (A.T.V. S.r.l.), in regime di concessione amministrativa e per le finalità logistiche e funzionali del trasporto pubblico di linea perseguite dalla predetta Società, controllata quest’ultima indirettamente dalla Provincia di Verona (per il tramite di A.P.T.V. S.p.a., società interamente partecipata dalla Provincia di Verona, la quale detiene il 50% del pacchetto azionario di A.T.V. S.r.l.).
In particolare, l’edificio ad uso autorimessa (con annessa pompa di servizio carburante per trazione), risulta attualmente già destinato da A.T.V. S.r.l. a deposito autobus del servizio di trasporto pubblico di linea, e dunque a destinazione pubblico-sociale a fruizione indiretta della collettività, mentre l’edificio attiguo è adibito a civile abitazione in uso a terzi, e dunque in ottica di mercato ai fini della sua messa a reddito.
4) l’Educandato “Agli Angeli” in Comune di Verona, via Cesare Battisti n. 8 (limitatamente alla porzione non sottoposta a vincolo di tutela culturale, poiché per la restante minore porzione, cioè quella sottoposta a vincolo di tutela culturale, l’acquisizione con tale procedura non era possibile).
Vari tratti di strade provinciali parzialmente realizzati utilizzando il sedime delle soppresse linee ferroviarie “Verona – Caprino Veronese” ed “Affi – Garda”, di cui fin dagli anni ’70, ma anche prima, era stato intentato il riscatto dal vincolo di reversibilità a favore dello Stato, senza alcun esito.
Si tratta di porzioni stradali realizzate sul sedime delle suddette linee ferroviarie soppresse, di cui la stessa Provincia di Verona fu concessionaria dallo Stato, rispettivamente fino agli anni 1976 e 1972, ed il cui sedime, per effetto del vincolo di reversibilità previsto ed operante ex lege a favore dello Stato, comportò il trasferimento a favore di quest’ultimo, degli stessi immobili, alla scadenza delle singole concessioni ferroviarie. In proposito, a nulla valsero i reiterati tentativi della Provincia di Verona di “inibire” tale trasferimento di proprietà, mediante il cosiddetto “riscatto” degli immobili dal vincolo di reversibilità (formalizzando agli Uffici statali, fin a partire dagli anni ’70, svariate richieste di acquisto).
Si tratta di vari tratti delle Strade Provinciali n.ri 4, 8, 9, 27/a e 31, e precisamente,
con riferimento alle porzioni del sedime della soppressa linea ferroviaria “Verona – Caprino Veronese”, i tratti del soppresso sedime ferroviario ubicati nei seguenti Comuni e località:
5) Comune di Negrar – Frazione Arbizzano, in corrispondenza di un tratto di Via Valpolicella, ossia del tratto iniziale della Strada Provinciale n. 4 “Della Valpolicella”;
6) Comune di San Pietro In Cariano, compresa la frazione San Floriano di Valpolicella, in corrispondenza di alcuni tratti rispettivamente di Via Strada Nuova, di Via G. Campostrini, di Via Don Cesare Biasi, di Via Valpolicella, di Via Ingelheim, di Via Dante e di Via G. Pascoli, lungo alcuni tratti del sedime della Strada Provinciale n. 4 “Della Valpolicella”;
7) Comune di S. Ambrogio di Valpolicella, compresa la frazione Domegliara, in corrispondenza di alcuni tratti rispettivamente di Via Case Sparse Pigna, Via Giacomo Matteotti e Via Valpolicella, lungo alcuni tratti del sedime della Strada Provinciale n. 4 “Della Valpolicella”;
8) Comune di Cavaion Veronese – Frazione Sega – in Corrispondenza di un tratto di Via Napoleone, all’altezza dell’intersezione tra la Strada Provinciale n. 27/a “Napoleonica” e l’innesto con la Strada Provinciale n. 11 “Della Valdadige”;
9) Comune di Affi, in corrispondenza di alcuni tratti di Via Costabella, lungo alcuni tratti del sedime della Strada Provinciale n. 9 “Di Costabella”;
10) Comune di Costermano, compresa la frazione Albaré, in corrispondenza di alcuni tratti di Via Costabella, di Via I Maggio e di Via Stazione/Strada ex stazione, lungo alcuni tratti del sedime della Strada Provinciale n. 9 “Di Costabella” e della Strada Provinciale n. 8 “Del Baldo”;
11) Comune di Caprino Veronese, in corrispondenza di alcuni tratti di Via Costabella, lungo alcuni tratti di Via Stazione/Strada ex stazione e di Via XXIV Maggio, lungo alcuni tratti del sedime della Strada Provinciale n. 8 “Del Baldo”;
con riferimento, invece, alle porzioni del sedime della soppressa linea ferroviaria “Affi – Garda”, i tratti del soppresso sedime ferroviario ubicati nei seguenti Comuni e località:
12) Comune di Affi – Via Costabella, in corrispondenza di alcuni tratti della Strada provinciale n. 29 “Del pozzo dell’amore”;
13) Comune di Cavaion Veronese – Via Costabella, Via Ca’ Nove – Strada del trenin, in corrispondenza di alcuni tratti delle Strade Provinciali n.ri 29 “Del pozzo dell’amore” e 31 “Del Bardolino”;
14) Comune di Bardolino – Via Europa Unita, in corrispondenza di alcuni tratti della Strada provinciale n. 31 “del Bardolino”.
L’Agenzia del Demanio ha ora tempo fino alla fine del mese di gennaio per comunicare l’eventuale accoglimento o meno delle medesime (salvo “prevedibili” proroghe, in quanto a livello nazionale, tra tutti i livelli di governo locale, Regioni, Province e Comuni, risultano complessivamente formalizzate poco più di 13 mila istanze).
In fase di formalizzazione delle singole istanze, dunque, sono stati segnalati allo Stato e messi in rilievo i motivi di prelazione in capo alla Provincia di Verona, quali ad esempio leggi speciali (per l’Educandato “Agli Angeli”), o circostanze inerenti all’attuale stato di occupazione ed utilizzo degli stessi beni.
E’ inoltre prevista una sorta di “appello”, con possibilità di formulare osservazioni e controdeduzioni, in caso di rigetto di talune istanze di attribuzione.
Assessore – Marcolini: “La Provincia – in seguito all’attuazione del cosiddetto “Decreto del Fare” – ha potuto formalizzare le proprie richieste di attribuzione di beni immobili statali. L’Ufficio Patrimonio ha quindi condotto un’indagine finalizzata a definirne l’esatto numero. L’annessione, da parte della Provincia, di 14 beni non solo contribuisce a incrementare le risorse in termini di patrimonio, ma soprattutto consente di fornire ulteriori servizi ai cittadini. L’Agenzia del Demanio avrà tempo fino al termine del mese di gennaio per comunicare l’accoglimento delle richieste presentate. L’assegnazione di tali beni – edifici e terreni – comporterà inevitabilmente anche degli oneri che dovranno essere valutati e che ovviamente saranno a nostro carico. La Provincia si è rivelata, anche in questa occasione, un ente necessario ed indispensabile per garantire procedure e azioni di coordinamento che i comuni più piccoli difficilmente riuscirebbero a gestire da soli”.
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