Un eccezionale “Canaletto” a Venezia. Sarà esposto dal 10 novembre al 27 dicembre 2013 presso l’Abbazia di San Gregorio a Venezia.

di admin
Non capita sempre di poter ammirare opere straordinarie in tutta tranquillità. L’assillante affollamento davanti ai dipinti, non permette spesso di formulare in se stessi, la minima riflessione, su quanto l’arte propone all’occhio…

Di lavori del veneziano Giovanni Antonio Canal (1697-1766), detto “Canaletto”, pittore-vedutista eccellente, se ne sono già visti e tutti di particolare bellezza e valore artistico, ma il pezzo (olio su tela, 72 x 112,5 cm) dal titolo L’entrata nel Canal Grande dalla Basilica della Salute, che sarà esposto presso l’Abbazia di San Gregorio – ubicata accanto alla Basilica della Salute, sul Canal Grande, Venezia, dal 10 novembre al 27 dicembre 2013 – costituisce un unicum, che l’appassionato e lo studioso devono assolutamente vedere.
L’opera in parola, magia del miglior Canaletto, uno dei pittori più conosciuti al mondo, risale agli anni fra il 1740 ed il 1745 e acquistata nel 1970 presso Sotheby’s dall’attuale proprietà, residente nel Principato di Monaco, sarà fra due mesi, dopo circa 270 anni di assenza, a Venezia, grazie all’incisiva collaborazione di Annalisa Scarpa. Un’uguale veduta – Basilica della Salute, Canal Grande, Dogana da Mar e Bacino di San Marco e Riva degli Schiavoni – sempre lavoro del Canaletto, realizzato intorno al 1730 per l’inglese Joseph Smith, è custodita a Windsor, nella collezione reale inglese.
L’annunciato ritorno a Venezia dello straordinario olio è derivazione diretta della grande emozione, provata dai fratelli Silvia e Giampaolo Buziol, che, con sorpresa, incontrarono il quadro canalettiano nella mostra “Venice Canaletto and his Rivals”, ossia, Canaletto e i suoi rivali, tenutasi a Londra, presso la National Gallery, fra l’ottobre 2010 e il gennaio 2011. Emozione giustificatissima, perché il vedutista eseguì il lavoro, che colpì immediatamente i due giovani veneziani, essendo posizionato nel loggiato dell’abbazia di San Gregorio, che guarda sul Canal Grande: loggiato, che è parte, oggi, della proprietà de Buziol… Il taglio della veduta, ripresa con le spalle al Canal Grande e lo sguardo rivolto verso San Marco, è uno dei più scenografici concepiti dall’artista… La cosa, quindi, non poteva sfuggire, per la sua importanza artistico-affettiva, ad un’alta considerazione, anche da parte della signora Paola, madre dei due visitatori nella National Gallery. Anche perché la sorridente veduta di Giovanni Antonio riproduce l’identica visione, che dal loggiato citato – punto di ripresa fra quelli da lui più amati – percepisce oggi chi volge l’occhio verso il lontano bacino di San Marco… Un complesso di elementi, che ha creato soddisfazione e commozione nei Bruziol ed in chi l’arte ama e che ha dato origine al progetto di presentare al pubblico, nazionale ed internazionale, il prezioso dipinto, negli stessi locali dai quali Canaletto, ammirando egli stesso la sua Venezia, l’ha concepito e portato a termine.
La mostra sarà introdotta da un particolare video di Maurizio Calvesi, che presenterà il dipinto canalettiano in ogni suo dettaglio, accompagnerà il visitatore fra i magici spazi della medievale Abbazia e culminerà nella visione della splendida sala ad angolo, già menzionata, con affaccio unico sulla Venezia, dall’attrazione eterna e dalla quale Giovanni Antonio ha potuto trarre ispirazione per il suo olio… L’esposizione – alla cui realizzazione ha pure collaborato “fondaco”, Venezia, società impegnata nella valorizzazione del patrimonio artistico-storico (dal 2005, eseguiti 46 restauri) ed in eventi aziendali – sarà aperta 24 ore su 24 e visitabile, quindi, in ogni momento del giorno e della notte (per prenotazione e prezzi d’ingresso: www.canalettovenezia.it), con accesso ad un massimo di sole otto persone, contemporaneamente in visita, o addirittura da soli. L’Abbazia si raggiunge dalla Stazione ferroviaria e da Piazzale Roma con i vaporetti della linea 1, con fermata, detta “Salute”.
L’Abbazia di San Gregorio – dalla storia millenaria, drammatica e tumultuosa, e data da una complessa stratificazione di stili e di tracce culturali di diversa origine – è ubicata accanto alla Chiesa di San Gregorio, sconsacrata per decreto napoleonico. Essa fu dal secolo XIII amministrata dai Benedettini, divenne commenda nel XV secolo e, quindi, con il passare del tempo, fu destinata a magazzino, con le purtroppo dolorose conseguenze, che la portarono al disastro. Fortuna dell’Abbazia e di Venezia fu che l’antico edificio, nel quale, appunto, fu anche Canaletto – l’esposizione dedicata al suo dipinto è denominata “Gèro qua”, ossia, in veneziano, “ero qui” –, fu acquistato nel 2004 da Claudio Buziol, che lo restaurò e gli diede nuova vita, restituendo alla Serenissima un monumento di grande valore artistico. Buziol, stilista veneto, figura di spicco dell’imprenditoria italiana ed appassionato estimatore d’arte, non poté godere della bellezza dell’opera restaurata, scomparso essendo prima della sua ultimazione, nel gennaio 2005. Egli, comunque, con la sua iniziativa, ha dimostrato il suo amore per l’arte creando cultura nella comunità e vive fra le mura dell’Abbazia…, dettagli storici sulla quale sono ampiamente offerti dal volume L’Abbazia di San Gregorio a Venezia di Stefano Moreni, Marsilio, Venezia, 2011.
Un complimento vivissimo, quindi, da un ammiratore dell’arte, della cultura e dell’impresa alla famiglia Buziol, che, con “Gèro qua”, se rende omaggio a Claudio, onora Canaletto e Venezia, realizzando il “sogno” di Silvia e di Giampaolo, concepito durante la visita alla mostra della National Gallery.

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