REGIONE ELIMINA QUORUM PER REFERENDUM SU FUSIONE COMUNI. CIAMBETTI: “NORMA DI BUONSENSO CHE RESPONSABILIZZA I CITTADINI E STIMOLA PROCESSI DI AGGREGAZIONE”
di admin“E’ una norma di buonsenso – commenta con soddisfazione Ciambetti – che pone le condizioni, soprattutto per i piccoli Comuni, di poter dare concreta attuazione a quei processi di fusione che nascono proprio dalla volontà popolare e dal volere dei cittadini, oltre che rispondere alle finalità della recente normativa statale e regionale che promuove e incentiva le aggregazioni tra Enti locali, in una logica di ottimizzazione dei servizi e di risparmio della spesa pubblica”.
“L’eliminazione della soglia partecipativa – aggiunge l’assessore – da una parte responsabilizza maggiormente i cittadini sulla scelta dell’assetto amministrativo del territorio in cui vivono, dall’altra potrà dare ulteriore impulso a questi processi che, come Regione del Veneto, stiamo sostenendo con convinzione, per semplificare i livelli di governance e incrementare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa”.
A trarre beneficio da questa modifica della procedura, che derivava da una legge che equiparava il quorum per la validità della consultazione referendaria consultiva a quello previsto per il referendum abrogativo, sono soprattutto i Comuni di più ridotte dimensioni demografiche, cioè proprio quelli potenzialmente più interessati a progetti di fusione, la cui gran parte degli elettori spesso risiede all’estero e difficilmente sono in condizione di partecipare alle consultazioni referendarie.
“Sottolineo – conclude Ciambetti – che anche nell’approvazione di questa legge abbiamo posto al centro dell’attenzione il cittadino e il ruolo da protagonista che deve esercitare nella realizzazione della riforma dell’assetto amministrativo locale: un cambiamento tanto importante nasce da un processo che non si impone ma si realizza per la volontà dei Comuni e dei cittadini”.
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