A Tarmassia, Verona, dal 4 al 10 settembre… Festa de “l’Ànara Pitanàra”.

di admin
Molte volte, non si attribuisce a certe manifestazioni quell’importanza che le stesse portano in sé. Esse sono, invece iniziative che, se da un lato creano divertimento e socialità – fattori da non sottovalutare nella vita –, dall’altro sono motivo di produzione di lavoro e di ricchezza per la località che le organizza, sebbene, molto spesso,…

È il caso della sagra de “l’Ànara pitanàra”, che si terrà a Tarmassia dal 4 al 10 di settembre 2013, in onore della Beata Madonna Addolorata. Settima edizione d’una manifestazione, il cui ricavato sarà destinato all’estinzione del debito sostenuto per il restauro della chiesa parrocchiale, alle necessità della locale scuola materna e della scuola elementare. Non si tratterà esclusivamente di gastronomia e di divertimenti vari, ma anche di cultura, di pittura, di scultura, di mosaico e, fattore determinante, della presentazione del secondo libro di Valentina Bazzani, dal titolo Quattro ruote e tacco 12, nel quale si evidenzia, giustamente, fra l’altro, che la società, molto spesso, discrimina chi la stessa considera “diverso”… Detta presentazione – Aperitivio con l’Autore – avrà luogo venerdì 6 settembre presso il parco di Villa Guarienti Baja alle ore 20.
La cucina tradizionale, che deve trovare sempre continuazione, per fare conoscere le consuetudini nutrizionali d’un tempo, proporrà in stands e ristoranti del luogo, fra l’altro,
data la particolare occasione, risotto all’ànara, lasàgne all’ànara, ànara al forno e pèto de ànara, il tutto accompagnato da diversi vini di qualità e di produzione veronese. Info: www.anarapitanara.it.
Hanno presentato la manifestazione il presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi, l’assessore Luigi Frigotto, l’assessore all’Istruzione del Comune di Isola della Scala, Stefano Canazza ed il presidente de “La Campagna de l’Ànara”, Luca Brutti.
L’”Ànara pitanàra”, mascotte della sagra e eredità della tradizione contadina del passato, ricorreva spesso, come figura di leggenda, nelle filastrocche del folklore locale, impersonando idealmente la chiaccherona e pettegola, amante dell’allegria e della compagnia.

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