XIX San Gio’ Verona Video Festival 2013.

di admin
Nove premi, quattro menzioni speciali, tre premi speciali e tre premi della giuria Social Club. Nel corso del Festival, studiata promozione del territorio veronese e dei suoi prodotti tipici.

Il 27 luglio scorso, si è chiusa, nella città scaligera, con grande successo e con ottimo concorso di pubblico alle proiezioni, la XIX edizione del San Gio’ Video Festival 2013. Un evento che ha portato ed intrattenuto per quattro giorni a Verona creatori di pellicole e di video, nonché esperti ed appassionati da diversi Paesi del mondo. Un festival altamente culturale, del quale si occuperà, e a ragione, anche molta stampa estera. Il tutto è dovuto all’iniziativa ed alla tenacia di Ugo Brusaporco, che crede nella manifestazione sino dalla sua prima edizione (1994), facendola risorgere dalla polvere che la ricopriva e portandola all’attuale splendida e vitale realtà. L’edizione di quest’anno ha reso omaggio ad Augusto Tretti (1924-2013), regista mai sceso a compromessi con il mondo del cinema e, per questo, condannato al silenzio dalla politica.
Se centinaia sono state le pellicole ed i video pervenuti al concorso da ogni parte del globo, solo una quarantina di essi sono stati ammessi, dopo attenta preselezione, all’esame di ben quattro giurie, tenendo conto anche del fatto che il concorso era aperto
sia al corto che al lungometraggio. La giuria prevista per il cortometraggio e presieduta da Nino Battaglia ha premiato:
– per il miglior film: “Premiers pas” di Grégory Lecocq, Belgio, 2012; – per la migliore regia: Juan Pablo Zaramella, per “Luminares”, Argentina, 2012; – Mohammed Jano, per “One Shot” di Hawre Bahyat, Kurdistan-Iraq, 2012; Velko Nedelkovski, per “Obraz” di Stefan Sidovski, Macedonia, 2012; – per la migliore interpretazione: Mirko, per “Shame and Glasses” di Alessandro Riconda, Italia, 2013; – per la migliore musica: Lolly Jane Blue, per “Requiem 2019” di Rutger Hauer e Sil van der Woerd, Danimarca, 2011.
La stessa giuria ha assegnato la “Menzione speciale” al regista Paolo Zagaglia, per “Abattoire”; ai registi Damiano Menegoni e Fabio Zocca per “Genius Loci” e a Gerard Chaireski per “Storia”.
La giuria competente per il lungometraggio, e presieduta da Abbas Gharib, ha assegnato i premi: – per il miglior film, al lavoro “Gotthard Schuh – A sensual vision of the world” di Willi Hermann, Svizzera, 2011; – a Meysam Kazazi, per “How soon get used to it”, Iran, 2012; – per la migliore interpretazione, a Lina Wendel, per “Silvi” di Nico Sommer, Germania, 2013. La “Menzione speciale” è stata attribuita all’opera “Dans un jardin, je suis entré” di Avi Mograbi, Israele-Francia-Svizzera, 2012.
Hanno ottenuto il Premio speciale: – Unicef, il lavoro “The Silent Caos” di Antonio Spanò, Italia-Repubblica Democratica del Congo, 2012; – Mario dall’Argine, il lavoro dianzi menzionato “Dans un jardin je suis entré” di Avi Mograbi e – Solidarietà, il video “Obraz” di Stefan Sidovski, Macedonia, 2012.
La giuria Social Club, composta da amiche ed amici del Festival e guidata da Giuseppe Genovese, ha premiato: – con il Soave Ways del Consorzio per la Tutela del Soave, il video “Shame and glasses” di Alessandro Riconda, Italia, 2013; – con il Dino Coltro, il video “Dreaming Apecar” di Dario Samuele Leone, Italia, 2013, e con – Logan, il video “Ballet Story” di Daria Belova, Germania, 2011.
E’ stato un ottimo Festival, che con la sua particolareggiata organizzazione ha sputo attirare l’attenzione di molti, dall’Italia e dall’estero, e, al tempo, fare conoscere de visu agli stessi la bellezza naturale e la produzione agroalimentare del fecondo territorio veronese. In tale quadro, sono stati visitati i verdi vigneti e le cantine (veronesi) dell’Azienda Agricola Meroni di Sant’Ambrogio di Valpolicella, dell’Azienda Agricola Monte del Frà di Sommacampagna-Custoza e dell’Azienda Agricola Corte Gonella di San Peretto di Negrar. Nei quattro giorni del Festival, quindi, non si è parlato solo di pellicole, ma anche di ciò che Verona e la sua terra possono offrire all’ospite, nei momenti di tempo libero: un omaggio, quindi, all’agricoltura, alla vitivinicoltura, a produzioni varie, che ha permesso apprendere direttamente dai produttori ogni particolare, circa quanto la paziente lavorazione della terra crea per l’uomo, il quale deve ricordare che senza agricoltura non c’è vita…
Arrivederci, nel 2014, alla XX edizione del Festival San Gio’!

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