L’insetto asiatico Drosophila suzukii minaccia ciliegi e viti del Veronese. A rischio soprattutto l’uva Corvina, madre del Réciòto e dell’Amarone.

di admin
E’ dal 2009 che la globalizzazione ci ha portato anche un nuovo dannosissimo insetto, di provenienza asiatica, la Drosophila suzukii. Si tratta di un moscerino dagli occhi rossi, che, guarda caso, depone le proprie uova, 400 per volta, nella polpa di frutta a bacca rossa e in via di maturazione, come ciliegie, more, fragole, lamponi…

L’insetto s’inserisce nella frutta due o tre giorni prima dell’inizio dell’invaiatura (inizio della maturazione del frutto), danneggiando irrimediabilmente il previsto raccolto. Se, in un primo tempo, l’attacco della Drosophila infestava il ciliegio, ora esso colpisce fortemente anche l’uva (rossa) e, particolarmente la varietà Corvina, determinante nella produzione di Réciòto e di Amarone. Già, qualche produttore, lamenta danni gravissimi a carico della prossima vendemmia, nell’alta collina. Ma, il fatto più grave è che il moscerino intacca anche l’uva in appassimento, nel fruttaio, dove la temperatura è adatta alla deposizione delle uova. L’animaletto, secondo ricerche effettuate recentemente, si manifesta in maggio ed a novembre ed è più attivo in collina o in zona premontana, dove il maschio, nella fecondazione, è favorito da temperatura fresca. Il caldo attuale, invece, contribuisce a contenere la moltiplicazione dell’infernale moscherino, che, per natura, è in continua moltiplicazione.
Sinora, non vi è nulla che permetta di combattere l’animale, e viene saggiamente suggerito di non effettuare tentativi anti infestanti con prodotti di cui non si conoscono i possibili effetti. Qualche risultato si è ottenuto con reti anti insetto ma, utile sarebbe trovare qualche suo predatore. Monitoraggi, miranti a distruggere la Drosophila, sono già stati eseguiti e una relativa ricerca, anche con l’ausilio di trappole alimentari, in corso, terminerà nel prossimo ottobre.
Quanto all’avvenuto e, in particolare, in fatto di ciliege, nella sola provincia di Verona, è stato perduto, quest’anno dal 25 al 30% del raccolto: ogni ciliegia conteneva dalle quattro alle cinque larve di Drosophila.
Alla luce di tale complessa situazione, si sono riuniti il 6 agosto 2013 – per iniziativa di Agrinsieme – l’assessore all’Agricoltura, Luigi Frigotto; il presidente del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella, Christian Marchesini; Antonio Stoppele, direttore del Mercato Cerasicolo di Montecchia di Crosara; il presidente di Confagricoltura, Paolo Ferrarese; Giambattista Polo, coordinatore provinciale di Agrinsieme, e un folto gruppo di agricoltori, per esaminare il problema in parola. Da tutti è stata sottolineata l’urgente esigenza di misure immediate, almeno nello studio del grave problema, con il caldo e pressante invito a tutte le associazioni agricole, ad un’unione costruttiva, guidata da un’unica direzione, per trovare valide soluzioni. In tal senso, sono già avviati contatti, onde, con la collaborazione e l’apporto di tutti – anche di coloro che, per esempio, per qualsiasi motivo, non raccolgono le ciliegie – per combattere l’insidioso moscerino.
L’Agricoltura italiana ha bisogno di eliminare ogni tipo di frammentazione e di realizzare un complesso costruttivo unico, capace d’intervenire rapidamente e concretamente nei casi di assoluta necessità, com’è quella della lotta alla Drosophila. Alla quale non possiamo permettere di danneggiare grande parte dei 150.000 quintali di ciliegie e dei 320.000 quintali di uva della Valpolicella, destinata a Réciòto e ad Amarone, per un valore di circa 73,6 milioni di euro.
Solo uniti – organizzazioni agricole, cantine sociali, consorzi di tutela, cooperative e singole aziende – avranno la meglio, e non solo contro la Drosophila Suzukii…

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