Antico “Palio dei Mùssi” – ma anche “Vèci magnàri, vèci méstéri e vin bòn”…. Terrossa di Val d’Alpone, Roncà, li propone per i giorni 25-29 luglio.

di admin
Ogni tradizione ha la sua storia. La storia deriva da fatti avvenuti ed assodati. I fatti sono dati, nel caso di Terrossa, dalla considerazione che fino ad un lontano passato, nell’agricoltura locale, non facile e inerpicata in terreni scoscesi, si impiegavano i “mùssi”, ossia gli asini, che, al di là delle apparenze, davano un forte…

Ora, che la forza per il lavoro della terra è soppiantata dal motore, l’animale in parola viene impiegato, appunto, nel “Palio dei Mùssi”. Premiato è l’animale che si decide a patire puntuale, a correre ed a raggiungere per primo la meta. Tale corsa o “palio” si rinnoveranno nei giorni 25-29 luglio, in occasione della “Sagra di Santa Maria Maddalena”.
Ma parte pure molto interessante della manifestazione è la proposta che si realizzerà la sera di sabato 27 luglio, quando 12 “cóntràde” faranno assaporare 12 piatti tipici, quali “sorbéto e cafè co’ la mòka, fuàsse (focacce) co’‘l réciòto, pólènta e bacalà, pólènta e bógóni, risòto al tastasàl, códeghìn co’ i bìsi, péssèto de la vanganèla, bìgoli, òio e sardèla, pamóio co’ pàn fàto ‘n càsa (pane in brodo di carne di manzo), gnòchi de la Lessinia, pólènta brustolà e sóprèssa, e, in fine, bruschéte co’ l’òio de Terrossa. Bisogna provare per credere e conoscere nei fatti tali tradizioni… É sottinteso che il tutto sarà accompagnato da ottimi Soave e Durello, questa volta, delle cantine Corte Moschina, Cavaggioni, Franchetto, Tirapelle, Dama del Rovere, Grimani, Ca’ Rugàte, Fattori, i Stefanini, Dal Cero e De Bruno.
La caratteristica manifestazione – www.anticopalliodeimussi.it – è stata ufficialmente presentata dall’assessore all’agricoltura Luigi Frigotto, dal sindaco di Roncà, Roberto Turri, dall’assessore per la Valorizzazione del territorio, Ruggero Fattori, e dal presidente della Strada del Vino Soave, Paolo Menapace.
Ricordare in situ il passato e le sue tradizioni, radicate nel territorio in cui le stesse hanno avuto origine, significa fare ed incamerare cultura e rendersi personalmente conto dell’impegno dell’agricoltura locale nella produzione dei prodotti che – è il caso di Terrossa – si gusteranno.

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