IL MODELLO CONSUMISTICO E’ FINITO E NEL VENETO IL CALO DI VENDITE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE SI MANTIENE DA DIVERSI TRIMESTRI SUL 5%.

di admin
IL SINDACATO PROPONE UN CAMBIO DI DIREZIONE E PRESENTA UNA PIATTAFORMA CONTRATTUALE CHE FA LEVA SULLA QUALITA’ DEL LAVORO. NE DISCUTONO GIOVEDI’ 11 LUGLIO A MESTRE 200 DELEGATI DEL VENETO. APPUNTAMENTO ALLE ORE 9,30 AL CENTRO CARDINAL URBANI

La crisi delle vendite è arrivata alla grande distribuzione che nel 2012 ha visto nel Veneto un calo del 5,5% a fronte di un abbassamento complessivo del 5,8% sul 2011. Il trend non è cambiato nel 2013 che tra gennaio e marzo registra in regione per i colossi del settore un meno 4,8% rispetto al primo trimestre del 2012. Non molto di meno rispetto al dato complessivo delle vendite al dettaglio nonostante i supersconti, le campagne aggressive, le aperture domenicali a raffica che hanno contraddistinto l’ attività della grande distribuzione rispetto ai piccoli negozi.
L’ impoverimento delle famiglie dovuto alla crisi economica spiega solo parte questa situazione. Gli osservatori più attenti ammoniscono circa la fine – già presente sul piano culturale – del modello consumistico che ha caratterizzato la seconda metà del secolo scorso e che oggi non è più riproducibile.
La domanda diventa più selettiva e richiede di poter scegliere tra una vastissima gamma di prodotti e di potersi affidare a personale in grado di rispondere a richieste sempre più specifiche e “personalizzate”. Per questo la qualità del lavoro e delle condizioni di lavoro sono e saranno un fattore essenziale per il commercio dell’ immediato futuro.
Partendo da questo presupposto, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil hanno elaborato una piattaforma unica per il rinnovo del contratto di settore che sarà sottoposta all’approvazione dei lavoratori e quindi presentata a tutte le controparti, compresa Federdistribuzione, rappresentante della grande distribuzione ed uscita non molto tempo fa da Confcommercio.
L’ impostazione tende ad imprimere un salto di qualità nelle relazioni sindacali e a scoraggiare il dumping sul lavoro su cui si è giocata una concorrenza spietata e fa i conti con diverse materie (aperture festive comprese) demandando alla contrattazione aziendale o territoriale l’organizzazione del lavoro e tutta una serie di questioni volte a rendere più “solida” l’occupazione e qualificare le risorse umane.
NEL VENETO NE DISCUTERANNO 200 DELEGATI IN UN ATTIVO CONVOCATO PER GIOVEDI’ 11 LUGLIO ALLE ORE 9,30 A MESTRE, NEL CENTRO PASTORALE CARDINAL URBANI (VIA VISINONE 4, ZELARINO).
L’ incontro sarà anche l’occasione per fare il punto su un settore che, assieme al turismo, rappresenta (con oltre 400.000 addetti) un quarto di tutto il lavoro dipendente della regione e che è connotato da una forte precarizzazione. Dopo il boom dei rapporti in associazione in partecipazione e del lavoro a chiamata, oggi si assiste ad un grande utilizzo dei voucher, aumentati del 20% rispetto ad un anno fa.
Costruire un buon contratto nazionale ed una buona contrattazione decentrata è la scommessa che Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil intendono lanciare anche nel Veneto per contrastare la segmentazione di un lavoro spesso legato a contratti di poche ore, a terziarizzazioni che abbassano i livelli di tutela, ad orari che confinano alcuni lavoratori a condizioni di vita diverse da quelle degli altri.
Le iniziative di questi mesi contro la liberalizzazione selvaggia delle aperture festive hanno rafforzato la solidarietà e la voglia di contare da parte di tanti lavoratori del commercio. Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil ciò rappresenta un punto di forza anche nella vicenda contrattuale che sta per aprirsi.

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