DECRETO SALVA DEBITI. CIAMBETTI: “LE REGIONI VIRTUOSE METTONO UNA TOPPA AI GUAI LASCIATI DA GOVERNO MONTI”

di admin
“Il riparto alle Regioni dei fondi del decreto 'sblocca debiti' voluti dal governo Monti ha smascherato una presa in giro, dimostrando che quei fondi non avevano nulla a che fare con il pagamento dei debiti, ma servivano a finanziare, a tassi agevolati, Regioni con deficit di cassa.

Per fortuna, le Regioni virtuose sono riuscite a incidere in maniera profonda nel riparto, rettificando le tabelle ministeriali, rimettendo in gioco circa un miliardo e mezzo di euro. Insomma abbiamo messo una toppa a uno dei tanti guai lasciati da Monti”. L’assessore al bilancio e agli Enti locali della Regione del Veneto, Roberto Ciambetti, saluta così la revisione del calcolo di riparto effettuato ai sensi del decreto 35/2013, che già da mercoledì sera aveva allertato non pochi tecnici di Regioni come Lombardia ed Emilia, oltre al Veneto.

“Quando ho letto i primi dati consegnati dal ministero – spiega Ciambetti – ho avuto la riprova dei dubbi nutriti sin da subito sul provvedimento: al Lazio andava il 40,91 per cento dei fondi, circa 4 miliardi, alla Campania, con 2 miliardi e 900 milioni, il 25,55 per cento, in pratica oltre il 65 per cento del totale concentrato in due Regioni. Il Veneto, al pari di altre Regioni, non aveva chiesto soldi a Roma, per un motivo molto semplice: i soldi noi li abbiamo, non abbiamo bisogno di chiedere prestiti allo Stato per pagare i nostri debiti. Abbiamo bisogno che lo Stato ci lasci spendere i nostri soldi, mentre vengono dati soldi a Regioni che, indipendentemente dal Patto di stabilità, hanno problemi di cassa”.

L’assessore al bilancio spiega il problema: “Le uniche somme previste dal decreto ‘sblocca debiti’ che non rientrano nel Patto – ha detto – sono quelle relative alla sanità e per questo si sono rivolte al Ministero per chiedere il finanziamento agevolato solo le Regioni che hanno difficoltà di cassa, ottenendo risorse a tassi agevolati. C’è un bel problema però: se il Veneto avrà bisogno di cash in futuro, dovrà rivolgersi al mercato pagando interessi ben più cari, il che significa essere doppiamente beffati, perché chi ha avuto finanze allegre viene oggi agevolato, chi è stato virtuoso non solo non viene agevolato oggi, ma rischia una forte penalità domani. Come al solito.
“Fortunatamente non siamo caduti in questo trabocchetto – ha concluso Ciambetti – e assieme alle Regioni virtuose, Lombardia, Emilia e, in questo caso, anche Puglia, Abruzzo e Basilicata, abbiamo fatto gioco di squadra. Certo è che il problema dei tetti di spesa del Patto di stabilità si fa giorno dopo giorno sempre più drammatico, mentre è chiaro che, a saldi immutati, prevedendo un tetto pro-capite di spesa, dunque ricalibrato sulla base dei cittadini residenti, le cose cambierebbero: per noi, in Veneto, significherebbe poter pagare oltre 700 milioni e in tempi di crisi sarebbe una bella boccata d’ossigeno”.

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