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Vinitaly 2026, Coldiretti: «Meno burocrazia e dazi valgono 1,6 miliardi»

di Redazione
All'inaugurazione del Salone veronese, l'associazione lancia un appello per sostenere un settore da 14 miliardi di euro, frenato dal peso delle norme e dalle incertezze negli USA.

Liberare il vino italiano dai pesi della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche. È questo il messaggio lanciato da Coldiretti all’apertura del Vinitaly 2026. Secondo l’analisi dell’organizzazione, eliminare questi ostacoli permetterebbe alle aziende vitivinicole di recuperare 1,6 miliardi di euro. Risorse che potrebbero essere reinvestite in innovazione, qualità ed enoturismo.

All’ingresso di “Casa Coldiretti” campeggia quest’anno una grande bottiglia avvolta da catene spezzate. Il simbolo scelto per questa edizione rappresenta la volontà di svincolare il settore dalle difficoltà che ne frenano la crescita.

La necessità di semplificare

Per il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, non si tratta solo di una questione d’immagine: «Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle distorsioni che oggi penalizzano il settore non è uno slogan ma una necessità economica concreta». Gesmundo ha inoltre sottolineato il ruolo del vino nella Dieta mediterranea, contrapponendolo ai “cibi ultraprocessati” e alle “bevande energetiche” che preoccupano medici e scienziati.

Il mercato internazionale e i dazi USA

Il comparto vitivinicolo resta un pilastro del “Made in Italy” con un fatturato di 14 miliardi di euro. L’export nel 2025 ha sfiorato gli 8 miliardi, nonostante le tensioni geopolitiche. A pesare sono soprattutto le incertezze legate ai dazi di Trump negli Stati Uniti, primo mercato di sbocco per le bottiglie italiane.

Il 2025 si è chiuso con un calo del 9% in valore negli USA. L’inizio del 2026 è stato ancora più difficile, con una flessione del 35% a gennaio, anche se i dati di marzo mostrano i primi segnali di recupero.

La strategia per la ripartenza

«Il vino italiano ha tutte le carte per recuperare terreno e continuare ad essere protagonista sui mercati globali», afferma Ettore Prandini, presidente della Coldiretti. La strategia indicata punta su identità e distintività: nell’ultimo decennio il valore medio del vino italiano è già cresciuto del 39%.

Per sostenere le imprese, l’associazione ha annunciato una missione promozionale a New York per il prossimo giugno. L’obiettivo è consolidare la presenza italiana negli Stati Uniti e contrastare le barriere commerciali.

I numeri del settore in Italia

Il panorama vitivinicolo nazionale conta oggi 241.000 imprese attive su 681.000 ettari di terreno. La qualità è il marchio di fabbrica: il 78% della superficie è dedicato a vini con Indicazione Geografica (DOC, DOCG, IGT).

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