TERRE E ROCCE DA SCAVO. CONTE: “IL “GOVERNO DEI TECNICI” BLOCCA UN IMPORTANTE PROVVEDIMENTO PER IL SETTORE”

di admin
Dopo l’adozione della delibera regionale n.179 dello scorso febbraio, che dava indicazioni sulla gestione delle terre e rocce da scavo per quantitativi inferiori a 6 mila metri cubi, come previsto dalla normativa nazionale, la giunta veneta doveva approvare oggi una sua revisione per introdurre ulteriori semplificazioni e razionalizzazioni per il settore.

Il provvedimento è stato invece rinviato perché in una delle ultime sedute, il governo dei tecnici guidato da Monti ha dato mandato all’Avvocatura Generale dello Stato di impugnare la deliberazione n. 179 innanzi alla Corte Costituzionale.
Lo ha reso noto l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte al termine della odierna seduta di giunta, sottolineando come sia “oltremodo sconcertante il modo repentino con cui gli uffici statali hanno affrontato la questione, senza cercare alcun dialogo con l’Amministrazione Regionale. In questa fase sembra quasi che lo Stato sia più attento a bloccare più che a dare risposte alle esigenze del territorio. Speriamo invece che il pronunciamento della Corte Costituzionale tenga conto che, con questo provvedimento, la Regione ha fornito agli operatori pubblici e privati una serie di indicazioni indispensabili per la corretta gestione delle terre e rocce da scavo nei cantieri di modeste dimensioni, solo ed esclusivamente in attesa della più volte enunciata, ma ad oggi non ancora emanata, regolamentazione statale”.
“La DGR n. 79 – ribadisce Conte – colma infatti temporaneamente un vuoto regolamentare rimasto nonostante l’emanazione del DM 161/2012 sulle terre e rocce da scavo. Vuoto normativo peraltro riconosciuto anche dal Capo della Segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente nell’ambito di una risposta ad uno specifico quesito formulato dall’Ordine dei geologi della Regione Umbria. Pertanto, la delibera regionale che oggi intendevamo integrare garantiva l’operatività e la correttezza della gestione di questi materiali alle numerose aziende del settore mantenendo rigorosi standard ambientali”.

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