ARRESTATI DUE LADRI DEL “PORTA A PORTA” DELL’USATO
di adminGià, proprio così, perché se i capi “etichettati” sono protetti nei negozi da sistemi antitaccheggio, altrettanto non si può dire per il vestiario usato introdotto negli appositi contenitori posizionati un po’ in tutte le nostre città, che sono incustoditi e tutto sommato agevoli prede di malintenzionati. Ma passiamo ora all’arresto.
IL FATTO: il 13 novembre verso le 13, l’Unità di Polizia Giudiziaria della Sottosezione di Verona Sud, riceve una segnalazione circa il possibile imminente transito in autostrada di un furgone carico di abbigliamento usato e rubato dopo aver forzato gli appositi raccoglitori dislocati in varie province del Veneto. Una pattuglia in servizio lungo l’Autostrada A4, nel comune di Peschiera del Garda, procede al fermo del mezzo ed appura che la merce trasportata è proprio abbigliamento usato. Sul Daily viaggiavano due italiani che, non potendo fornire spiegazioni credibili sul carico, venivano inviati a seguire gli agenti presso il comando.
Nel frattempo, la ditta incaricata della raccolta dell’usato, nonchè formale proprietaria della merce, inviava un proprio incaricato presso la Sottosezione di Verona Sud per sporgere la denuncia, ricostruire il modus operandi dei furti e dello smistamento della merce. In particolare è emerso che da questa primavera ad oggi il furto di abbigliamento ha recato un danno alla ditta stimato in circa 30.000 euro. In pratica dei furgoni come quello fermato, si sono occupati del “porta a porta” tramite la forzatura delle serrature dei raccoglitori e, dopo aver insospettabilmente concluso il giro, centralizzavano il materiale per poi smistarlo a ditte compiacenti. Proseguono ora gli accertamenti per verificare ogni responsabilità.
LE CONSEGUENZE: sul furgone sono stati rinvenuti e sequestrati oggetti atti allo scasso e raccolte prove inoppugnabili dei furti, pertanto C.C. 37enne residente nel milanese e G.A. 44enne residente nel varesotto, sono stati arrestati con l’accusa di furto con scasso. Nel primo pomeriggio di oggi i due uomini sono comparsi dinanzi al Tribunale di Verona che, nel convalidare il provvedimento restrittivo, ha disposto l’invio degli atti a Treviso per competenza territoriale.
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