SGUARDI SUI NUOVI MONDI
di adminAd ispirare il Festival un affresco di Giandomenico Tiepolo, il Mondo Nuovo (nella versione del 1791), dove una folla di curiosi si accalca di spalle mentre un imbonitore invita a guardare il “mondo nuovo” appunto, nient’altro che un contenitore di legno, uno strumento con “vedute ottiche” stampate su carta, colorate a mano e retroilluminate da una candela. Nell’affresco del Tiepolo c’è il “mondo nuovo” inscatolato, quello che mette sotto vetro l’esotico; ma c’è soprattutto il “mondo nuovo” da scoprire, quello che si immagina oltre la linea di un orizzonte che il pittore veneziano accende di blu.
I teatri di Trento e Rovereto, le piazze del centro storico della città lagarina e il Mart diventano così punti di osservazione privilegiati ma anche caravelle e navi che conducono il Festival e gli spettatori oltre le Colonne d’Ercole, sulla scia delle rotte dei grandi esploratori come Magellano. Proprio come lui e altri dopo di lui, Oriente Occidente compie una sorta di circumnavigazione ideale del globo alla ricerca di scenari ancora da svelare, della grande carica creativa proveniente dalle terre giovani e delle feconde contaminazioni tra contemporaneità e tradizione.
Si indagano terre e culture lontane come America Latina, Asia sudorientale e Africa e in esse il Brasile e Cuba, o ancora il Kenya e Singapore senza però dimenticare l’Europa che nel confronto col mondo definisce sempre più i propri nuovi volti e la propria identità.
Ospiti di questa edizione sono coreografi fortemente ispirati da contaminazioni e innesti con vari orizzonti culturali. Come nel caso della giapponese Carlotta Ikeda: l’artista “sciamana” e la sua compagnia Ariadone, che hanno sede in Francia, si fanno prospettiva femminile della danza Butoh, la cui forza drammatica in questa coreografia sfuma in ironia da cabaret nello spettacolo “Uchuu – Cabaret” (4 settembre, ore 21 al Teatro Sociale di Trento).
Protagonista quest’anno è anche il subcontinente latino-americano con i coreografi brasiliani Jomar Mesquita (“Por um fio” il 2 settembre, ore 21 al Teatro Sociale), Márcia Milhazes (“Camélia” il 7 settembre alle 22.30 nella Piazza del Mart a Rovereto e “Meu Prazer” il 9 settembre alle ore 21 all’Auditorium Melotti di Rovereto) e la cubana Isabel Bustos (“Destinos – Andares – Momento” l’8 settembre alle 21 al Teatro Sociale) che incarnano la più verace anima dell’America Latina declinandola attraverso gli insegnamenti delle migliori scuole europee.
Spazio alle nuove generazioni con i talentuosi Sharon Fridman (Israele) che all’Auditorium Melotti propone “Al menos dos caras” (3 settembre, ore 21) e Kuik Swee Boon (Singapore) con “As it fades” e “Water Bloom” sempre al Melotti (5 settembre, ore 21). Entrambi esprimono gli indirizzi sperimentali più innovativi nell’arte coreutica contemporanea.
Tra le Compagnie ospiti anche una proveniente dal Kenia: Fernando Anuang’A, danzatore e coreografo autodidatta, che si esibisce con i Vocalist Maasaï, esempio di come la tradizione più remota e radicata possa trasformarsi e incarnare la contemporaneità. Suo è “Feelings & Voices” (6 settembre, Teatro Sociale alle ore 21).
E ancora la proposta del grande maestro Emio Greco che con Pieter C. Scholten (Italia / Olanda) approda all’Auditorium Melotti con una prima nazionale di “Passione in due”, spettacolo costruito sulle musiche di Bach (1 settembre, ore 21); mentre la tedesca Aurelia Baumgartner assieme a Silvio Cattani portano in scena “Configurazione di Sign-Art-Tour”, danza e video-arte sul diritto di firma nell’arte contemporanea (1 settembre al Mart, ore 22.30).
Il 5, il 6 e il 7 settembre – con spettacoli alle ore 18, 18.20 e 18.40 va in scena Site Specific Young Project, laboratorio formativo creato da Mauro Astolfi (Italia), sotto la cui regia undici giovani danzatori trentini potranno prender parte al prestigioso cartellone di Oriente Occidente.
A completare il ricco e coinvolgente calendario, tutto formato da prime nazionali, anche la coreografia del vincitore della passata edizione di Danz’è. Concorso Coreografico Città di Rovereto, la compagnia Petranura Danza Megakles Ballet che si esibisce il 7 settembre alle ore 21 all’Auditorium Melotti di Rovereto.
Proprio Danz’è, il concorso che porta in città compagnie provenienti da tutta Italia, ritorna con una quarta edizione che va dal 6 al 8 settembre, ospitata al teatro alla Cartiera tutti i giorni alle ore 11.30, mentre alle ore 18.30 del 7 e 8 settembre le stesse compagnie in Danz’è Off portano i propri lavori anche tra la gente con esibizioni in piazza Loreto. Sempre nella piazza del centro storico di Rovereto, si rinnova l’appuntamento con Happy Dance (1-9 settembre, ore 18.30).
Non poteva mancare in una edizione che guarda, questa volta, al mondo intero e alle sue regioni più vitali e nuove anche una sezione dedicata alla riflessione. Sarà “Linguaggi” a muoversi tra questi paesi e lo farà come da sempre ha fatto l’uomo per conoscere i nuovi mondi: viaggiando. Ma anche il “viaggio” sarà al centro di incontri e riflessioni, ospitati alla Sala Conferenze del Mart. Reale o simbolico, sperimentato o semplicemente immaginato, il viaggio è infatti una delle esperienze più forti nell’esistenza dell’uomo e in un certo senso è pure rappresentativo di culture e società.
Tra gli ospiti che interverranno nella sezione, col sottotitolo “Mappe visibili, mappe invisibili” ci saranno l’antropologo Marco Aime (1 settembre, ore 17) che in “A Timbuctu non c’è niente! Il viaggio consumista” analizza i rapporti tra turisti-viaggiatori e locali nei paesi extraeuropei e il noto geografo e docente universitario Franco Farinelli che attraverso il viaggio analizza e ridefinisce l’evoluzione della cultura moderna nell’incontro “Viaggio intorno al viaggio” (3 settembre, ore 17). Il rapporto tra cultura occidentale moderna e contemporanea, viaggio e territorio è al centro dell’indagine di Andrea Mubi Brighenti (4 settembre, ore 17) mentre Duccio Canestrini, il 5 settembre, conduce tutti alla scoperta della storia dei viaggi e delle esplorazioni in una conferenza spettacolo dal titolo “Andare a quel paese”. Poiché i viaggi sono anche fonte d’ispirazione e tema di racconti e resoconti, non poteva mancare l’incontro con uno scrittore che ne ha fatto il centro del proprio percorso, vincendo tra l’altro uno dei premi più prestigiosi dedicati alla letteratura di viaggio, il Nicolas Bouvier. Con lo scrittore francese David Fauquemberg si parlerà di “Viaggi di Carta” il 6 settembre sempre alle ore 17. Completa la sezione “Linguaggi” un incontro con la docente universitaria ed esperta di danza Franca Zagatti (5 settembre, ore 17) e un ciclo di film e docu-fiction per contribuire ad approfondire e definire temi e prospettive in compagnia di pellicole d’autore. Sempre alla Sala Conferenze del Mart vengono infatti proposti “Il Castello”(1 settembre, ore 15) nel quale Massimo D’Anolfi e Martina Parenti ci trasportano in un aeroporto internazionale, non-luogo per eccellenza; “Deep Water” (4 settembre, ore 15) pellicola inglese di Louise Osmond e Jerry Rothwell che racconta sogni, drammi, paure profonde di un partecipante alla Sunday Times Golden Globe Race e “Come ho trascorso l’estate” (7 settembre, ore 17) che invece si mette sulle tracce di Pavel, un ragazzo appena laureato che si offre per uno stage nella stazione meteorologica di una sperduta isola siberiana del Mar Glaciale Artico.
Per tutti gli appassionati di danza ci sarà inoltre la consueta possibilità di approfondire stili e linguaggi con danzatori e coreografi di fama internazionale grazie a “Laboratori, Workshop e Stage” assieme a Mauro Astolfi (Italia), Shangchi Sun (Taiwan), Natalia Horecna (Slovacchia) e Allan Falieri (Brasile) (2-5 settembre), Matteo Levaggi (7-8 settembre) e Kledi Kadiu (9 settembre).
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