Bilancio interno e rendiconto del Senato – Doc. VII, n. 9 e 10 1 agosto 2012 Intervento per dichiarazione di voto

di admin
Onorevoli Colleghi! Oggi siamo chiamati ad approvare il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2011 e il progetto di bilancio interno per l'anno finanziario 2012, deliberati dal Consiglio di presidenza nella riunione del 25 luglio scorso. Già da alcuni anni il Senato della Repubblica ha intrapreso una politica di rigorosa…

E’ importante rilevare che per la prima volta il bilancio diminuisce in termini assoluti e in valori percentuali rispetto all’inizio della legislatura e che, in applicazione delle disposizioni contenute sia nel decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica) sia nel decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 (disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), i risparmi sulla spesa sono riversati al bilancio dello Stato.
La spesa complessiva del 2011 è risultata pari a 546 milioni e 315 mila euro, rispettando l’obiettivo di non aumentare le spese in misura maggiore al tasso di inflazione, pari al 2,9%. Si è registrato un incremento, poco più di 1 milione di euro, pari allo 0,22%, rispetto al dato consuntivo dell’esercizio 2010. Ma, come ho ricordato, si tratta di un incremento di molto inferiore al tasso di inflazione del 2011 pari al 2,9% e che, dunque, corrisponde a una diminuzione della spesa in termini reali del 2,68%. Tale risultato è coerente con gli indirizzi di contenimento della spesa previsti nelle “Linee guida dell’azione amministrativa per l’anno 2011”. Il dato economico che emerge dal rendiconto è che si conferma il trend decrescente della dinamica della spesa. Infatti, a partire dal 2001, fatta eccezione per l’anno 2007 in cui la spesa ha conosciuto un andamento “anomalo” legato alla cessazione anticipata della XV legislatura, la spesa del 2011 si pone sul livello più basso della serie storica. Come rilevato nella relazione di accompagnamento al rendiconto, il 2011 si configura, infatti, come l’ “anno di svolta”, in cui l’incremento della spesa ha toccato il punto più basso, aprendo la strada ad un’inversione di tendenza che, nel triennio 2012-2014, darà vita a crescenti e progressivi risparmi.
Sul versante delle Entrate, si rileva un aumento dell’1,02% rispetto al dato del 2010, riconducibile ai maggiori incassi sul capitolo relativo alle “ritenute e contributi per il trattamento previdenziale del personale dipendente”, derivante dall’applicazione delle ritenute del 5% e del 10% sulle retribuzioni e sui trattamenti pensionistici più elevati, ad una flessione delle entrate sul capitolo relativo ai contributi e alle ritenute per il trattamento vitalizio dei senatori cessati dal mandato, ai maggiori incassi sul capitolo relativo agli interessi attivi e ad una riduzione delle entrate sulla posta di bilancio relativa a “Recuperi e reintegri”.
Questo è il messaggio da trasmettere al Paese. Le critiche profonde ricevute dai cittadini hanno una prima e significativa risposta in tali scelte. Il consuntivo e il bilancio del Senato diminuiscono, incidendo sul trattamento dei senatori, sui vitalizi, sui dipendenti e sulla governance del Senato.
Si può fare di più?
Sì, andando ad incidere, così come si è già iniziato, sugli appalti, sui contratti sull’organizzazione del personale. E’ l’obiettivo e l’impegno, una sorta di passaggio del testimone, che consegniamo alla prossima legislatura. Serve continuare su questa strada e incidere maggiormente su alcune voci di bilancio, così da perseverare nell’obiettivo di contenimento della spesa.
Volgendo lo sguardo alle spese, si rileva una riduzione dello 0,92% di quelle riferite alle competenze dei senatori in carica, costituite principalmente dall’indennità parlamentare; una riduzione dei trasferimenti ai gruppi parlamentari, a fronte dei quali si registra un incremento, sia pur modesto, di 220.705,33 euro, del trattamento del personale non dipendente. Inoltre, vi è una diminuzione dell’1,87% del capitolo relativo al trattamento del personale , a fronte del quale si registra un aumento del 7,33%, pari a 6.753.861,31 euro legato al trattamento del personale in quiescenza.
Ma è sul lato della spese di funzionamento, su cui vorrei soffermare la mia attenzione. Al riguardo, fatta eccezione per le spese connesse all’Attività delle Commissioni di inchiesta, al Cerimoniale e alla rappresentanza, alla comunicazione istituzionale, ai servizi di ristorazione, all’acquisto di beni e materiali di consumo, tutte le altre voci registrano un aumento complessivo rispetto all’anno 2010. Si tratta, a titolo esemplificativo, delle spese relative a prestazioni professionali per l’amministrazione, al personale di altre amministrazioni ed enti che forniscono servizi al Senato, all’attività delle commissioni, ai servizi informatici, servizi assicurativi, servizi di trasporto e spedizione, locazione e utenze, pulizie e facchinaggio, manutenzione ordinaria.
A tal riguardo, voglio soffermarmi sull’aumento a carico dei senatori del servizio di ristorazione interno, frutto di un ordine del giorno presentato da noi del gruppo “Per il terzo Polo Api-Fli” e che, inizialmente, ha provocato un rifiuto dei parte di alcuni colleghi. Ebbene, esso rappresenta, invece, l’assunzione di responsabilità in un momento difficile per il Paese. Prima di chiedere ai cittadini sacrifici è corretto, doveroso e morale che siano i loro rappresentanti a dare il giusto esempio. L’abbiamo fatto sul versante dei compensi, dei vitalizi e della ristorazione. Quest’ultima voce, dal punto di vista economico, non è significativa, ma dal punto di vista simbolico riveste un’importanza paradigmatica, perché nell’immaginario collettivo rappresentava l’emblema di un privilegio ingiustificato.

Volgendo, ora, lo sguardo al bilancio di previsione per l’anno 2012, come rilevato nella relazione di accompagnamento, i risparmi che il Senato otterrà nel corso del triennio 2012-2014 produrranno effetti positivi nel bilancio dello Stato per oltre 110 milioni di Euro, in parte dovuti ad una minore richiesta di dotazione finanziaria al Tesoro (-76 milioni di euro circa) e in parte ad una restituzione di somme all’Erario (-34,3 milioni di Euro circa).
Dando seguito agli impegni contenuti nell’ordine del giorno G100, sottoscritto da quasi tutte le forze politiche, dai colleghi Gasparri, Finocchiaro, Bricolo, Sbarbati, Viespoli e anche da me, l’Amministrazione ha effettuato, settore per settore, una ricognizione delle voci di spesa e di entrata al fine di conseguire riduzioni della spesa o incrementi delle entrate proprie, non alla luce della spesa storica, ma di quelli a “base zero” e, al tempo stesso, si è proceduto alla verifica della compatibilità con i nuovi obiettivi di bilancio delle gare già in atto e di quelle di imminente indizione, a cui hanno fatto seguito, in alcuni casi, delle revoche e, in altri, l’indizione di nuove gare a valori di aggiudicazione più bassi.
È indubbiamente apprezzabile che, nella predisposizione del bilancio annuale e pluriennale, si sia andati ben oltre il vincolo, posto nell’ordine del giorno G100, di una riduzione della spesa complessiva nel limite dell’1,5%, del 3,5% e del 6% rispettivamente nel 2012, 2013 e 2014, prevedendo, invece, una riduzione, per il 2012, dell’8,83%; per il 2013, del 4,63% e per il 2014, del 6%. Per noi è tutto chiaro, ma per farci capire dai cittadini è bene precisare che la riduzione inferiore per il prossimo anno è dettata dai maggiori oneri che il Senato dovrà sostenere per la conclusione della legislatura e per i colleghi che non saranno rieletti. In sintesi, ciò che conta, in termini finanziari, è la reale riduzione.
Altrettanto apprezzabile è l’obiettivo di riassorbire, nel dato a consuntivo 2012, il maggior onere di spesa dello 0,22%, registratosi a conclusione dell’anno precedente. Pertanto, il risultato atteso a consuntivo per la fine dell’esercizio 2012 è quantificabile intorno ai 535 milioni di euro, al lordo del mancato trasferimento della quota di gratificazione maturata dal Fondo di previdenza per il personale.
Sul fronte delle spese, premesso che la spesa obbligatoria impegna l’86% circa delle spese gravanti sul bilancio interno, che è prevalentemente attribuibile a personale e senatori, e che, per la sua stessa natura, non solo è difficilmente comprimibile, ma rappresenta il fattore più rilevante di potenziale crescita della spesa nel suo complesso, si registra comunque una diminuzione del 4,46% rispetto al dato del 2011, al netto dei risparmi da versare al bilancio dello Stato. Tale riduzione è riconducibile prevalentemente alla spesa per il personale.
Concludendo, annunciando il voto favorevole e convinto dei senatori del gruppo “Per il terzo Polo Api-Fli”, voglio sintetizzare un impegno per il futuro e gli obiettivi conseguiti oggi.
L’impegno per il futuro è che consegniamo un bilancio che, in prospettiva, sarà destinato a conseguire ulteriori risparmi perché, il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo per i dipendenti e l’adozione di un sistema simile per i vitalizi è stato deliberato il 31 gennaio 2012 ed è entrato a far parte del regime del Senato. Condurrà, nel medio e lungo periodo, sicuramente ad ulteriori risparmi.
Gli obiettivi conseguiti oggi sono riassumibili in questi punti: si sono realizzati sostanziali risparmi; si riduce la dotazione finanziaria; si riversano nel Bilancio dello Stato i risparmi sulla spesa.
Ciò che chiediamo al Paese abbiamo cominciato a farlo anche noi, ed è ravvisabile dalle somme di bilancio. Come sostiene Seneca, “Longum iter est per praecepta, breve et efficax per exempla”, Lunga è la strada dei precetti, breve ed efficace quella degli esempi.

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