CONSIGLIO COMUNALE. APPROVATA MODIFICA AL REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE DEL COMUNE DI VERONA. BILANCIO: ILLUSTRAZIONE ASSESSORE PALOSCHI E RELAZIONE DI MINORANZA.
di adminAccolto dall’assessore al Patrimonio Pierluigi Paloschi l’emendamento collegato a firma dei capigruppo PDL, PD, Lega Nord, Gruppo misto, Civica per Verona, UDC, Movimento Cinque stelle che, come si legge nel testo, “allo scopo di fissare un termine congruo, ma che non incida oltre modo sulla commerciabilità del bene” modifica il regolamento con un vincolo di non alienabilità “per almeno cinque anni”. Approvato, con 31 voti favorevoli e 1 contrario, anche l’ordine del giorno collegato sottoscritto dai capigruppo PDL, PD, Lega Nord, Gruppo misto, Civica per Verona, UDC, Movimento Cinque stelle. “Per incentivare gli investimenti nel mercato immobiliare – spiega l’assessore al Patrimonio Pierluigi Paloschi – e favorire la libera commerciabilità e circolazione del patrimonio, soprattutto in considerazione dell’attuale congiuntura economica particolarmente critica, si propone al Consiglio l’eliminazione dell’obbligo di inalienabilità, senza comunque rinunciare a pretendere l’assunzione di precisi impegni sulla destinazione del bene venduto. Si ritiene, infatti, che l’obbligo di definitiva destinazione del bene a finalità istituzionali, già previsto dal regolamento, possa essere già di per sé una adeguata garanzia per il Comune circa il fatto che il bene venduto non potrà subire in futuro modifiche alla destinazione d’uso. Al contrario, la Giunta comunale ritiene che l’alienazione possa costituire un vincolo inutilmente gravoso per l’acquirente, essendo peraltro attualmente prevista una durata indeterminata, che proprio in quanto senza limiti di tempo sarebbe di per sé improduttiva di effetti dal punto di vista giuridico”. Nella relazione di minoranza il capogruppo PDL Daniele Polato ha sottolineato come “oggi vince il ruolo politico di un’Amministrazione che, attraverso il confronto e la sintesi, ha saputo garantire tutti. Con la Giunta precedente avevamo posto in essere un regolamento che potesse essere applicato al sistema complessivo del patrimonio pubblico cittadino, mettendo particolare attenzione al caso delle alienazioni a trattativa diretta. Oltre a porre il vincolo della finalità istituzionale, infatti, era stata inserita una norma che prevedeva che gli immobili non potessero essere alienabili nei casi di trattativa diretta. Bisogna dire inoltre che la condizione di non alienabilità non può essere protratta per tempo indefinito, come si è visto nel caso di Palazzo Forti. Abbiamo ora trovato una sintesi affinché la condizione che si va a modificare non vada, per esempio, ad inficiare la finalità stabilita nel caso di palazzo del Capitanio con alienazione del marzo di quest’anno, ovvero il recupero conservativo di un immobile di pregio della città, con finalità culturale. Oggi, attraverso un emendamento e un ordine del giorno condiviso dai capigruppo, si modifica il regolamento con un nuovo vincolo di almeno 5 anni di inalienabile”. Contrario alla modifica il capogruppo SEL Mauro De Robertis, per il quale “la scelta presa può rappresentare un rischio nelle future vendite immobiliari. Il vincolo di non alienazione è una garanzia importante; mi auguro che la decisione di mantenere tale solo per qualche anno non provochi in futuro effetti di cui ci si possa pentire”. “Attraverso il buon senso e la capacità di confrontarsi – dichiara il consigliere PD Michele Bertucco – siamo riusciti a fare sintesi su quanto proposto dalla Giunta, ribadendo il ruolo del Consiglio. Un risultato importante, una soluzione positiva che anche il gruppo consiliare PD,dopo un lungo confronto con l’Amministrazione, ha valutato di sostenere. Ci auguriamo che, anche per il futuro, sia possibile aprire un adeguato confronto con tutte le parti politiche di questo Consiglio”. Per il consigliere di Civica per Verona Massimo Piubello “si è raggiunta una soluzione condivisa che ha visto il positivo confronto di questa Amministrazione con il Consiglio. Una decisione che ha richiesto un lungo confronto fra le diverse parti politiche”. Successivamente, come concordato dall’Ufficio di Presidenza dei Capigruppo, l’assessore al Bilancio Pierluigi Paloschi ha illustrato congiuntamente all’aula le proposte di delibere relative a: bilancio di previsione del Comune per l’esercizio finanziario 2012 e bilancio pluriennale per gli esercizi 2012-2013-2014; istituzione dell’Imposta di soggiorno, con l’approvazione del relativo regolamento di applicazione; regolamento dell’Imposta unica propria (Imu); approvazione delle aliquote e della detrazione per l’anno 2012 dell’Imu; regolamento per la determinazione delle aliquote progressive per l’anno 2012 dell’addizionale comunale all’Irpef e introduzione della soglia di esenzione. Il bilancio 2012 è in pareggio e ammonta a complessivi 742 milioni 018 mila 561 euro (di cui 298 milioni 900 mila euro per le spese correnti e 267 milioni 900 mila euro per le spese in conto capitale). La spesa in conto capitale sarà finanziata soltanto per 10 milioni mediante nuovo indebitamento, mentre la restante parte verrà finanziata mediante i proventi di alienazioni patrimoniali di beni non strategici, contributi erogati da terzi e altre risorse comunque non onerose. Le quote capitale dei mutui e prestiti nel 2012 ammonteranno a circa 23 milioni di euro, che consentirà una ulteriore riduzione dell’indebitamento in coerenza con gli obiettivi in materia di patto di stabilità. Sul fronte delle entrate, il 2012 registrerà un incremento delle entrate correnti che passeranno per il 2012 a circa 315 milioni euro dai 297 milioni del 2011. Per il 2012 sono stati istituiti a livello nazionale due nuovi tributi comunali: l’IMU e l’imposta di soggiorno dai quali il nostro Comune si attende un gettito, rispettivamente di circa 92 milioni per l’IMU e di 2 milioni per l’imposta di soggiorno. Collegati al bilancio di previsione 2012 sono stati dichiarati ammissibili dagli uffici 293 dei 305 emendamenti presentati. “Anche per l’anno 2012 – dichiara l’assessore al Bilancio Pierluigi Paloschi – il contenimento dell’indebitamento è uno dei principali obiettivi della strategia finanziaria del Comune. La necessità di ridurre il disavanzo con il ritorno al pareggio di bilancio già dal 2013 ha imposto, infatti, alcune pesanti misure di natura tributaria e finanziaria che avranno notevoli conseguenze sulla finanza locale e sul sistema tributario dei Comuni. Il risultato è stato quello di una revisione della spesa che consentirà di risparmiare rispetto al 2011 quasi cinque milioni di euro. Impegno dello Stato nel finanziamento delle Autonomie locali: i trasferimenti statali ai Comuni subiranno nel 2012 un nuovo taglio pari a 1.450 milioni di euro. Ormai la voce relativa ai trasferimenti statali nei bilanci dei Comuni si sta progressivamente avvicinando allo zero. Azioni attuate dai Comuni: rimosso il blocco ai tributi comunali consentendo agli enti di aumentare le aliquote dei loro tributi, restituendo quindi ai Comuni stessi un minimo di autonomia; anticipata, almeno parzialmente ed in via sperimentale, l’applicazione di alcuni nuovi tributi, di cui senz’altro il più importante è l’IMU. L’IMU – sottolinea Paloschi – è destinata a diventare il perno dell’autonomia tributaria dei Comuni anche se l’effetto sulle finanze comunali è fortemente ridotto dalla necessità di trasferire alle casse dello Stato. Patto di stabilità: per il nostro Comune si passerà da un obiettivo pari a 12.476.000 nel 2011 ad un obiettivo di 23.089.000 nel 2012, quindi quasi raddoppiato, che porterà a pesanti sacrifici sul fronte degli investimenti. Tassa di soggiorno: l’imposta verrà applicata a carico delle persone che soggiornano nelle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere nel territorio del nostro Comune. Addizionale IRPEF: l’aliquota per il primo scaglione di reddito fino a 15.000 euro sarà pari allo 0,5 per cento, per il secondo scaglione da 15.000 a 28.000 sarà pari a 0,65, per lo scaglione da 28.000 a 55.000 sarà 0,78, da 55.000 a 75.000 sarà di 0,79 e per i redditi superiori a 75.000 sarà pari a 0,80 per cento”. Nella relazione di minoranza il consigliere del PD D’Arienzo ha sottolineato come “questo bilancio costituiva l’occasione per iniziare a discutere del futuro di Verona, per porre le basi di come l’Amministrazione intende affrontare i prossimi anni, invece ci troviamo di fronte ad un bilancio avulso dalla realtà. Oggi Verona insegue bolle edilizie, progetta stadi anziché la logistica specializzata, parcheggi al posto del polo finanziario. Si assiste quindi ad uno spostamento verso soluzioni che sì possono portare occasioni di lavoro, ma non determinano l’eccellenza della quale Verona si è fatta lustro nel corso dei decenni. Sarebbe stato preferibile coinvolgere questo Consiglio comunale sulle grandi tematiche legate ai grandi progetti per Verona. Nel bilancio in discussione, ad esempio, non sono previsti incrementi nei posti disponibili negli asili nido o nella raccolta differenziata; molte funzioni delegate dalla Regione non sono finanziate sufficientemente. Emerge inoltre che la pressione fiscale sui residenti aumenta del 19%; gli investimenti per sviluppo economico, turismo e cultura sono irrisori; non si capisce quali siano le opere previste per le Circoscrizioni, anche qui con investimenti irrisori, mettendo in crisi il decentramento; l’addizionale IRPEF colpisce soprattutto i contribuenti medi, per la maggior parte lavoratori dipendenti e pensionati così come l’IMU, che graverà soprattutto sui proprietari della sola abitazione principale; dall’analisi del piano triennale delle opere pubbliche emerge che ci sono continui spostamenti in avanti e cancellazioni nella realizzazione degli interventi”.
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