Il 6 giugno sciopero nazionale della benzina contro il caro carburanti -Anche ACI Verona partecipa alla giornata di stop

di admin
Presidente Adriano Baso: “La nostra iniziativa non è un muro contro muro: il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al Governo la conseguenza delle scelte compiute sull’auto che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese. Ci preoccupa soprattutto l’aumento della disaffezione all’uso dell’automobile”.

Martedì 29 maggio, nella sala Peretti-Colò dell’Automobile Club Verona, si è tenuta una conferenza stampa per ribadire la presa di posizione dell’ACI nello sciopero alla pompa indetto per il 6 giugno prossimo.
Erano presenti Adriano Baso, presidente di ACI Verona; Riccardo Cuomo, direttore di ACI Verona; la signora Grazia Pezzin, rappresentante regionale Assopetroli-Assoenergia; l’esperto in materia assicurativa Amedeo Portacci, presidente della Commissione relazioni ed attività istituzionali dell’ACI Verona e già consigliere dell’unione nazionale agenti di assicurazione.
Il 6 giugno, come detto, si attuerà il primo sciopero della benzina indetto dall’Automobile Club d’Italia per lanciare un forte segnale di protesta contro i continui aumenti fiscali che gravano sui carburanti e più in generale sull’auto. «Gli automobilisti non faranno rifornimento il 6 giugno» ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club di Verona, Adriano Baso «per dire coralmente basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’Erario». Proprio sulle accise si apre una lunga discussione, dato che noi tutti versiamo l’IVA proprio su queste, pagando quindi la tassa due volte, una volta per il carburante, e una volta per l’accisa.
Il prezzo medio, con riferimento alla benzina, è aumentato dal 2009 a oggi del 54,7% così ripartito rispetto al prezzo medio
1.costo del prodotto dal 31,7% al 62,8%
2.margine al gestore inalterato al 4,4%
3.margine lordo dal 14,7 al 13,9%
4.ACCISA dal 56,4 al 70,4%
5.IVA dal 20,6 al 30,9%.

Con analoga ripartizione, il prezzo medio del gasolio, nel medesimo intervallo, ha subito un incremento del 63,7%, così ripartito:
1.costo del prodotto dal 32,5% al 65,8%
2.margine al gestore inalterato al 4,4%
3.margine lordo dal 15,2 al 16,8%
4.ACCISA dal 42,3 al 59,3%
5.IVA dal 18,0 al 29,8%.
(dati fonte Nomisma Energia, 15 maggio 2012)

L’ACI sottolinea l’insostenibilità economica e sociale dell’attuale pressione fiscale sui veicoli che ha scatenato una raffica di aumenti: una famiglia spenderà per l’auto nel 2012 1.680 euro in carburante, ai quali vanno aggiunti 715€ per l’assicurazione, 270€ per la manutenzione, 220€ per parcheggi e garage, 190€ per pedaggi, 120€ per le multe e un insieme di altri costi per un totale complessivo di oltre 3.500 euro a fronte dei 3.278€ del 2011.
«La nostra iniziativa non è un muro contro muro» spiega Baso «perché il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al Governo la conseguenza delle scelte compiute sull’auto che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese. I dati 2012 indicano uno spaventoso calo delle immatricolazioni, ma quello che più ci preoccupa è l’aumento della disaffezione all’uso dell’automobile».
Negli USA una analoga iniziativa generò nel 1997 una riduzione del costo della benzina fino a 30 centesimi di dollaro in 24 ore. Un risultato difficilmente replicabile oggi, ma che comunque dimostra l’efficacia di una risposta corale degli automobilisti contro l’eccessivo carico fiscale sui carburanti.
Adriano Baso: «I costi dell’automotive per le famiglie sono diventati insostenibili, e non solo dal punto di vista del carburante. Anche gli aumenti assicurativi, di manutenzione e gestione sono lievitati. Le officine sono vuote, abbiamo perso migliaia di posti di lavoro. Come Automobile Club dobbiamo focalizzare il problema per dare un futuro al mondo dell’auto, e anche per questo siamo convinti dello sciopero alla pompa previsto il 6 giugno, al quale invitiamo tutti a partecipare. Grazie anche al mio recente ingresso nel comitato esecutivo dell’ACI, mi impegnerò per fare in modo che il nostro ente torni a recitare il ruolo fondamentale di vero sindacato per gli automobilisti».

Riccardo Cuomo: «Vogliamo cercare di capire ed imparare da esempi europei virtuosi. In Germania esiste una ricca detrazione fiscale sul costo della benzina che incide in circa 30 centesimi al litro. Un rimborso chilometrico che potrebbe essere valido anche in Italia? Legittimo chiederselo dato che il costo della benzina è una delle voci che maggiormente incidono sul portafoglio di gestione delle vetture. Torniamo a ricordare di non fare rifornimento il 6 giugno, per portare avanti questo messaggio importante».

Grazia Pezzin: «La rete italiana di distribuzione del carburante è assolutamente moderna, in alcune zone, come in Veneto, sopra alla media europea. Tuttavia il problema del costo non è facile da risolvere. Il cliente paga un prezzo diviso tra un 43% industriale e un 57% fiscale. Solo il rimanente 8% è la soglia in cui si può giocare sul prezzo, ma vanno inserite qui promozioni, investimenti,m guadagni per i gestori degli impianti e così via. È molto complesso. Cercheremo di impegnarci perché l’IVA sulle accise resti inerte, anziché creare quel vortice fiscale spaventoso del quale siamo tutti interessati».

Amedeo Portacci: «L’auto deve essere considerata parte della famiglia. A livello assicurativo gli aumenti sono stati esagerati rispetto al reale ritorno per gli automobilisti. Si pensi che il problema è molto vasto, sono oggi circa 800mila i veicoli che circolano senza assicurazione, o con polizze fasulle. Una soluzione che è stata già discussa con il presidente Baso, e che l’Automobile Club sta studiando prima di un’eventuale proposta, è l’introduzione della Carta dell’Auto, che permetterebbe di certificare le riparazioni, sia per evitare speculazioni assicurative, sia per fornire un valido documento di supporto nel momento delle compravendite tra privati».

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