Il 19 giugno, il 19° cenone sul “Ponte visconteo” di Valeggio sul Mincio -L’Associazione Ristoratori ed il maestro Alberto Zucchetta rinnovano il “Nodo d’Amore”, in omaggio al rinomato “tortellino”.

di admin
Ormai, il cenone sul Ponte Visconteo di Valeggio, più che tradizione è storia. Una storia, tuttavia, che si rinnova annualmente dal 1994, da quando cioè la leggenda del “Nodo d’Amore”, creata da Alberto Zucchetta, è volano promozionale della ristorazione, dell’economia, quindi, e della cultura locali. Sì, perché Valeggio è anche questo, disseminata essendo di testimonianze…

La cena al ponte trae ispirazione dalla storia d’un amore contrastato, stesa dal grande Zucchetta, fra la ninfa Silvia ed il valoroso capitano Malco, la passione dei quali è simbolizzata da un fazzoletto di seta annodato: a tale amoroso nodo si conforma il noto “tortellino” valeggiano… Un “Nodo d’Amore” che è diventato attrazione d’altissimo livello, che contribuisce a valorizzare prodotti tipici locali, in particolare, i tortellini e il bianco di Custoza, che con essi ben si sposa. Un cenone che non ha fortunatamente quiete, perché, non appena archiviata un’edizione, vede pervenire richieste d’informazioni sulla data del successivo, talché gli Organizzatori devono mettersi al lavoro per il prossimo, a partire sino da settembre e lavorare con assiduità per la sua riuscita, pensando a eventuali revisioni ed a miglioramenti. Ogni anno oltre 3300 sono gli ospiti ‘a numero chiuso’ – siamo all’Università del Tortellino! – dei quali molti anche dall’estero. Di grande aiuto nel tutto è la fattiva collaborazione con l’Associazione Ristoratori – presidente: Emilio Bressanelli, segretario: Gianni Veronesi – del Comune di Valeggio, che vede nella manifestazione – così l’attivo sindaco Angelo Tosoni – un momento di grande richiamo e di evoluzione economico-sociale di Valeggio stessa, la quale, con il cenone al tortellino, manda segnali importanti anche ben fuori dei suoi confini. Segnali che lasciano l’impronta e che di anno in anno richiamano e divengono sempre più forti…, grazie al “Nodo d’Amore”, al “tortellino”, allo storico “Ponte”, al brillante Custoza, delicato e leggermente aromatico ed alla serata suggestiva ed esclusiva…
Per avere un’idea della mastodontica portata della manifestazione all’aperto e da record, basta dare una semplice occhiata ai vari numeri, che la riguardano: 600.000 tortellini (13 quintali), 330 commensali, 300 camerieri, 100 cuochi, 100 sommeliers, 700 tavoli (1120m di tavolate e, quindi, più d’un chilometro), 3500 sedie, 7000 bicchieri, 15.000 piatti, 13 gazebo operativi per cucina, 10 gazebo per servizi d’emergenza, 4100 bottiglie di vino Custoza, 3500 mignons di grappa, 10 forme di Grana padano, 13 forme di Monte veronese…
Quanto ai “tortellini”, specialità classica valeggiana, va detto che ognuno di essi, in sfoglia sottilissima, è fatto rigorosamente – annodato – a mano, sì com’è antica tradizione, tenendo presente che ogni ospite ne gusta circa tre etti, ossia 120 pezzi. Per preparare i profumati 600.000 tortellini necessari, s’impiegano 11,5 quintali di farina “00”, 1 quintale di farina di grano duro, 1200 uova (circa 1,2 quintali) e 800 kg di carne mista brasata (manzo, vitello e maiale), fegatini di pollo, salvia e noce moscata – ogni tortellino contiene 1g di ripieno… Ma, per gustare a dovere l’aureo manufatto, occorrono 70 kg di grana grattugiato (circa 2 forme) e 150 kg di burro fuso…
Va segnalato, inoltre, che l’Organizzazione della serata ha dovuto dotarsi di un lungo disegno particolareggiato, una vera mappa, che evidenzia ognuno dei più di 3300 posti conferibili al tavolone del Ponte, onde avere una visione immediata, globale e sicura della situazione nell’assegnazione dei posti.
Importante, si diceva, la collaborazione fra ristoratori – e ripetiamo, con il locale Comune – attraverso la quale si è consolidata la straordinaria manifestazione in parola: quindici noti ristoranti, che con le loro denominazioni portano alla mente del buongustaio e del turista tradizione e storia culinarie, che hanno fatto più grande Valeggio e che meritano d’essere nominati, per avere dato il via all’iniziativa del “cenone” e per la tenacia con la quale la sostengono: Belvedere, Eden, Bue d’Oro, Gatto moro, Alla borsa, la Cantina, Diga, Serenità, alla Passeggiata, Bivio, Santa Lucia, Al Fornello, Da Marisa ed Elvio, San Marco e Mara.
Al termine della serata di gala, ogni commensale riceverà un piatto celebrativo della degustazione, goduta all’aria serotina del Mincio: piatto dipinto a mano, riproducente, quest’anno, Isabella nipote del Visconti, gelosa della ninfa Silvia, a causa dell’amore con Malco…
L’occasione del prestigioso evento sarà colta per consegnare il premio “Nodo d’Amore 2012” – un nodino d’oro – a Monica Rubele, giornalista, e a Giovanni Rana, attivo e innovativo da decenni nell’imprenditoria gastronomica, quale autentica icona mondiale della pasta fresca.
Anche quest’anno, la Banca Popolare di Verona sarà sponsor della festa sul Ponte visconteo, evento e punto di riferimento di sviluppo enogastronomico e turistico, fortemente radicato nell’economia valeggiana. La quale può andare più che orgogliosa del “Nodo d’Amore” e dei suoi ”tortellini”, proposti sul “Ponte”, tre elementi che fanno di essa un unicum esclusivo. Al quale s’aggiunge il monumento-“Parco Sicurtà”: un’attrazione, una meraviglia, in cui domina una natura sempre in festa, con i suoi fiori, le sue piante centenarie, i suoi 40.000 bossi a scultura ed i suoi tappeti verdi, che meritano assolutamente una visita meditata, per ottenerne serenità e cultura.
Valeggio sarà abbellita, quindi, da due novità scultoree, ha annunciato Alberto Zucchetta: una targa ed un cippo a ricordo della figura e dell’opera di Luchino Visconti, culturalmente legato a Valeggio, ed una statua della bella ninfa del Mincio, che troverà posto in una delle sorgive della città.

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