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«Fattore famiglia»: un progetto con l’università

di admin
Cercare uno strumento per raggiungere e sostenere le famiglie realmente bisognose di agevolazioni e sostegni, evitando di assegnare contributi a chi non ne ha diritto. Ci prova il Comune di Nogarole Rocca, che ha aderito con Zevio al progetto «Fattore famiglia» promosso dal Comune di Castelnuovo del Garda. Questi Comuni hanno cercato la collaborazione del…

«In primo luogo – spiega il sindaco Luca Trentini – vogliamo essere in grado di sostenere tutte le persone e le famiglie realmente bisognose di agevolazioni e sostegni evitando di assegnare contributi a chi non ne ha diritto.  Spesso, infatti, rischiamo di escludere dagli aiuti chi ne ha bisogno sostenendo invece chi potrebbe esserne escluso. Con questo progetto cerchiamo anche di ottenere uno strumento per controllare l’attendibilità dell’Isee e l’efficacia stessa, simulare gli effetti delle politiche sociali sulle nostre famiglie e ipotizzare i correttivi all’Isee che tengano in debito conto la presenza di più figli in famiglia al fine di sostenerla con maggior efficacia».
«Questa inefficienza – aggiunge Perali – in parte è spiegata dall’utilizzo di una scala di equivalenza che non tiene conto delle differenze dei bisogni dei diversi componenti della famiglia: la presenza di un invalido o una situazione di disoccupazione; ma, soprattutto, c’è un’imprecisione nello stimare il reddito da lavoro e l’entità del patrimonio».
Questi interventi di supporto alle famiglie, dunque, necessitano di un’azione correttiva, ottenibile solo con la collaborazione tra gli addetti ai lavori: università e associazioni operanti nel settore.
L’obiettivo è quello di arricchire l’Isee con dati significativi, in grado di misurare tenore di vita e patrimonio. Il progetto di ricerca si propone di migliorare l’efficacia delle Amministrazioni locali nell’identificare i soggetti che meritano effettivamente di partecipare ai programmi di welfare e rendere la tariffazione dei servizi di pubblica utilità più adeguata nei confronti delle famiglie numerose, di quelle giovani e di quelle effettivamente bisognose. Ne deriverà l’adozione di nuovi strumenti per l’erogazione degli aiuti con l’introduzione di piani tariffari per i servizi da erogare ai cittadini più consoni alle caratteristiche dei nuclei familiari.
 
«Infine – conclude Trentini – metteremo anche  a confronto le scelte finora fatte dai nostri  tre Comuni in campo sociale cercando di condividere e scambiare le migliori pratiche tra di noi. Oggi vista la crisi esistente, non basta garantire risorse per la famiglia ma occorre valutare bene come queste sono impiegate e gli effetti reali ottenuti dalle politiche adottate a favore della famiglia, fondamentale soggetto sociale.  Se il lavoro darà i risultati attesi dovremo, assieme all’Associazione Famiglie Italiane, farci carico di portare un significativo contributo di proposte anche al Governo affinché si adotti finalmente una legge che istituisca concretamente  il quoziente famigliare anche in Italia».
 
Soddisfazione per il progetto è stata espressa anche dal presidente dell’Associazione famiglie italiane, Daniele Udali: «Finalmente vede la luce un progetto che come associazione culliamo dal 2005, in occasione del nostro primo corso per amministratori». Sostegno all’iniziativa è venuto anche da Laura Nardini, in rappresentanza della Regione Veneto: «È tempo che le facoltà di Economia collaborino con il sociale perché spesso l’economia non tiene nel giusto conto la realtà sociale, in continua evoluzione».

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