“L’ITALIA SONO ANCH’IO” RACCOLTE IN VENETO PIÙ DI 7.000 FIRME PER OGNUNO DEI DUE PROGETTI DI INIZIATIVA POPOLARE RIGUARDANTI I DIRITTI DI CITTADINANZA E IL DIRITTO DI VOTO PER I MIGRANTI
di adminLa Campagna è stata promossa a livello nazionale, in settembre, da molte organizzazioni: Acli, Arci, Asgi – associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, CGIL, Cnca –coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, Comitato 1° marzo, Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – federazione chiese evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il razzismo è una brutta storia, Rete G2 – seconde generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco. In Veneto, è stata sostenuta, anche da molti Comuni (tra cui Padova, Venezia, Vicenza, Chioggia), dalla Cisl di Padova, Vicenza e Verona, da Pax Christi, Beati costruttori di pace, Assopace, Rete degli Studenti, Unione degli Studenti oltre che da molte Associazioni di Migranti e Partiti Politici.
“L’obiettivo della campagna – commenta la Cgil – è stato raggiunto. Abbiamo riportato l’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico sui diritti di cittadinanza e la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della comunità di cui fa parte.
Oggi in Italia vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera, in Veneto ne vivono 504.677 di cui quasi 116.969 minorenni e 72.310 nati in Italia. I bambini e i ragazzi nati o cresciuti in Italia solo al compimento del 18° anno di età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando, nella maggior parte dei casi, un lungo percorso burocratico. Questo genera disuguaglianze e ingiustizie, limita la possibilità di una piena integrazione, disattende il dettato costituzionale (art.3) che stabilisce l’uguaglianza tra le persone ed impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento,
In Veneto l’impegno continuerà anche dopo la raccolta delle firme per accompagnare i Progetti di legge nel loro iter Parlamentare e vigilare perché nell’agenda politica i temi dell’integrazione non passino in secondo piano. Ricordiamo l’iniqua tassa sugli stranieri ai quali lo Stato chiede un vero e proprio balzello per richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno. E’ una tassa iniqua perché duplica tributi già dovuti, penalizza i lavoratori e ancor più i precari che devono rinnovare il permesso frequentemente; crea in sostanza nuove discriminazioni ai lavoratori migranti e alle loro famiglie che già fanno tanta fatica a regolarizzare la loro presenza nel nostro paese”.
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