Benzinai senza bonus fiscale, scatta la protesta

di admin
"Ma lo sciopero è una misura anacronista, bisogna agire diversamente".

COSì DAL VENETO I BENZINAI DEL SINDACATO GISC LANCIANO LA SFIDA: un’accisa per la loro sopravvivenza
Intervento di Moreno Parin*, Coordinatore Gisc Veneto
Bonus o non bonus? Sciopero o non sciopero?
Come tutti gli anni è arrivato puntuale lo sciopero per il bonus fiscale a favore dei benzinai, ormai è un appuntamento immancabile e purtroppo ormai anacronistico per ottenere l’elemosina dal Governo. Gisc_Veneto non ha alcuna intenzione di appiattirsi su posizioni rigide , e pur rendendosi conto perfettamente del danno economico che la mancata applicazione dell’ “abbattimento forfetario del reddito” avrà sull’economia delle gestioni, è anche consapevole che sia  tempo che la categoria esca da pratiche che portano godimento economico solo alle Compagnie Petrolifere.
Da troppo tempo andiamo dicendo che il bonus così come viene applicato  non soddisfa le esigenze della categoria. Infatti abbiamo visto trasformarsi la sua funzione da detrazione sul reddito a reddito vero e proprio, necessario a far quadrare i bilanci delle gestioni. Secondo noi invece andava rivisitato e reso definitivo in qualità di  riconoscimento di un aggio per gli oneri e i rischi derivanti dall’essere esattori delle accise (Tasse che incidono per il 60% sul prezzo del carburante) per conto dello Stato. In tal modo se ne  sarebbe salvaguardata  la funzione dai tentativi di erosione praticati dalle compagnie attraverso le riduzioni del margine pro litro.
La nostra “ricetta” per mantenere in equilibrio il conto economico delle nostre aziende, in sofferenza per la mancata erogazione del bonus, è piuttosto semplice: non servono mobilitazioni di massa, né serrate che creano solo problemi agli utenti, ma basterebbe un banalissimo arrotondamento del prezzo dei carburanti.
Pertanto o il Governo riconosce l’aggio ai gestori o dal prossimo primo gennaio i carburanti aumenteranno di 1,3 centesimi  al litro e non starà a noi giustificarlo di fronte all’opinione pubblica, considerando anche il fatto che non aumenterebbe il gap con le pompe bianche, orfane anch’esse della detrazione fiscale di cui usufruivano. Anche loro aumenterebbero.
La proposta non risulta insensata, come può dimostrare  un breve promemoria degli aumenti del prezzo dei carburanti per stati di necessità derivanti da disastri naturali, guerre o similguerre, stipendi degli statali o parastatali, manutenzione dei beni culturali ed emergenza immigrati che nel tempo si sono succeduti:
0,0009 euro (1,9 lire) per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935
0,007 euro (14 lire) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956   
0,005 euro (10 lire) per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963
0,005 euro (10 lire) per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966
0,005  euro (10 lire) per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968
0,05 euro (99 lire) per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976
0.03 euro (75 lire) per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980
0,10 euro (205 lire) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983
0,011 euro (22 lire) per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina  del  1996
0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004
0,0073 euro in attuazione del Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione  e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali
0.040 euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi  della Legge 225/92. – Missione militare i Libia
0,011 euro per l’emergenza alluvione della Liguria e Toscana, ottobre 2011
E dal 1 gennaio 2012 aggiungeremo questa nuova variazione:
0,013  euro per la sopravvivenza dei gestori e delle loro famiglie.
Semplice, immediato, efficace. 

Condividi ora!