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Approvata la nuova disciplina sul prezzo dei libri che regolamenta il settore e limita sconti e promozioni. Soddisfatti i librai veronesi

di admin
Soddisfazione anche tra i librai veronesi per l’approvazione del Ddl Levi “Nuova disciplina del prezzo dei libri” che regolamenta e tutela il settore fissando la percentuale massima di sconto al pubblico al 15% per chiunque venda al dettaglio, comprese le vendite per corrispondenza e tramite commercio elettronico, vieta le promozioni al dettaglio al di sopra…

Il provvedimento, approvato il 20 luglio, regolamenta inoltre la vendita alle biblioteche, archivi e musei pubblici fissando una percentuale massima di sconto del 20% (in precedenza tali vendite non prevedevano alcun limite al ribasso del prezzo).
La normativa, che entrerà in vigore a settembre, stabilisce altresì che alla vendita dei libri non si applicano le norme in materia di vendite promozionali, di saldi di fine stagione e di disciplina del settore della distribuzione commerciale; le operazioni di controllo vengono effettuate dal Comune ove eventualmente dovessero verificarsi gli illeciti. Con l’entrata in vigore della legge Levi è, infine, abrogato l’art. 11 della legge n. 62 del 7 marzo 2001 sul prezzo fisso dei libri.
“La nostra associazione Ali-Confcommercio ha lavorato con grande impegno e lungimiranza per raggiungere questo risultato – commenta Paolo Ambrosini, presidente provinciale e vicepresidente nazionale dell’Associazione librai Ali -; la nuova normativa porrà fine alla totale deregulation che aveva caratterizzato il mercato editoriale librario negli ultimi anni, dominati dagli editori più forti, portando alla chiusura molti punti vendita indipendenti.  Sicuramente una tappa fondamentale nel cammino teso a tutelare e rafforzare il ruolo delle librerie, presìdi fondamentali per la diffusione della cultura, della conoscenza e per la crescita del benessere collettivo”.
“E’ il primo tassello – prosegue Ambrosini – per avvicinare la legislazione italiana a quella francese, dove lo sconto massimo è il 5% e a quella tedesca, dove non esiste sconto. Ci auguriamo che anche i consumatori percepiscano lo spirito di una norma che riducendo la pressione sul prezzo, che in questi anni ha causato sensibili aumenti del prezzo di copertina, spinge le aziende editoriali e librarie a cercare altri strumenti per promuovere la diffusione del libro; strumenti che sicuramente andranno a beneficio del consumatore e della promozione del libro e della lettura, consentendo, ci auguriamo, di superare quel deficit di diffusione del libro e della lettura che colloca l’Italia agli ultimi posti nella classifica europea e che la forte deregulation del mercato non ha assolutamente scalfito”.

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