Sedici laghi di Garda se ne vanno… al mare
di adminOgni anno in Italia si perdono 8 miliardi di acqua piovana non raccolta. 16 laghi di Garda che se ne vanno a mare mentre l’acqua diviene una risorse sempre più scarsa. Il 69% delle aziende agricole, il 73% di quelle nordestine ritiene l’acqua uno strumento di produzione essenziale. Il 70% degli agricoltori ricorre ai sistemi di irrigazione dei consorzi di bonifica, percentuale che sale all’81% nel Nordest e al 90% nel Veneto. E’ quanto emerge dal rapporto Sgw – Associazione nazionale bonifiche italiane (Anbi): “L’acqua: da bene universale a strumento per la competitività”. Un’indagine presentata durante l’assise annuale dei consorzi di bonifica, conclusasi oggi a Roma.
“Il fabbisogno d’acqua è sempre maggiore e sempre più critico – commenta Antonio Tomezzoli, presidente del Consorzio di Bonifica Veronese – dato che la quantità d’acqua cui possiamo attingere, rimane stabile. Per questo spingiamo sempre più sulla conversione dei sistemi di irrigazione, dove i terreni e le colture lo permettono. Ormai un terzo delle superfici che serviamo tra la fascia pedemontana e la media pianura della provincia è irrigato a pressione. Un sistema che consente un risparmio d’acqua variabile tra il 30 e il 40% a seconda del tipo di terreno e di coltivazione.”
L’irrigazione a pressione, però, funziona ad energia elettrica: il Consorzio nel 2010 ha impiegato 10 milioni di chilowattore per pompare l’acqua nei campi. Di questi due milioni sono autoprodotti grazie alla mini-centrale idroelettrica di Ponton e a tre impianti fotovoltaici.
“Per contenere ulteriormente il disavanzo energetico – spiega Roberto Bin, direttore generale del Consorzio Veronese di Bonifica – abbiamo realizzato una nuova mini-centrale di Valeggio sul Mincio, che sarà operativa da agosto. Sfrutta un salto d’acqua di 56 metri nella condotta. di scarico delle acque di risulta dell’irrigazione e di quelle piovane. Una portata massima di 500 litri d’acqua al secondo attiva una turbina che produrrà un milione di chilowattora l’anno per una potenza installata di 250 chilowattora, portando quasi al 30% il livello di autonomia energetica del Consorzio”.
Un ulteriore passo verso l’obiettivo dell’autonomia energetica che il Consorzio si pone da qualche anno, sfruttando le potenzialità produttive del sistema di canali esistenti che naturalmente, si abbassano, da nord verso sud, creando i presupposti per la produzione di energia rinnovabile.
Se, infatti, il 33% degli agricoltori intervistati da Swg chiede più acqua, il 30 auspica una più efficiente pianificazione e gestione e il 26% chiede più innovazione per razionalizzarne l’utilizzo e l’adozione di nuove tecnologie, come l’irrigazione a pressione, ad esempio.
Se, infatti tre anni fa, il 78% degli intervistati andava “a naso”, sulla base dell’esperienza per decidere quando e quanto irrigare, ora la percentuale si è abbassata al 55% e si utilizzano centraline meteorologiche (20%), temporizzatori (14%) e addirittura i tensiometri (8%) che quanta acqua trattiene il terreno.
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