Viaggio nelle profonde radici dei Luf

di admin
La sesta edizione della rassegna musicale La Valigia dei suoni della Fondazione Centro Studi Campostrini si inaugura venerdì 3 giugno alle 21 con I Luf.

I Luf inaugurano la sesta edizione della rassegna musicale La valigia dei suoni. Migrazioni e contaminazioni nel globo sonoro venerdì 3 giugno alle 21. Il primo dei cinque concerti del cartellone “Voci migranti, echi e viaggiatori” della Fondazione Centro Studi Campostrini, in via Santa Maria in Organo, 4, porta l’ascoltatore in un percorso musicale tra rock, musica irlandese, ritmi e melodie della tradizione della Val Camonica, con Dario Canossi, chitarra e voce, Sergio Pontoriero, banjo, basso e djembè, darbuka, cembalo, shaker, triangolo, batteria e voce, Sammy Radaelli, batteria, Alessandro Apinti, violino, Cesare Comito, chitarra acustica e voce, Matteo Luraghi, basso e voce, Stefano Civetta, fisarmonica e voce, e Pier Zuin, highland bagpipe, gralla dulce, flauto traverso irlandese, tin whistle e bodhran.
L’amore per la propria terra e l’impegno sociale fanno della band I Luf una delle realtà più vivaci della scena folk-rock contemporanea. Prende vita da un’idea di Dario Canossi nato sulle montagne in provincia di Brescia, terra che ispira quasi tutte le canzoni del gruppo. Canzoni che parlano di vita comune e “camuna”, di personaggi e storie vere. Nel dialetto bresciano “luf” vuol dire lupi e sono davvero un “branco” di artisti provenienti da esperienze musicali diverse che si presentano come “collettivo musicale di buone speranze”, per sottolineare il loro essere formazione aperta al contributo di tanti musicisti. Insieme creano una musica di forte impatto comunicativo e armoniosa sonorità, unendo ironia, passione sociale, partecipazione e senso della festa, con anche delle piccole ma ben coltivate oasi di ballate acustiche.
I Luf si considerano dei viaggiatori alla riscoperta delle proprie radici. «Componiamo delle ballate per divertire la gente, per colpirla al cuore, alle gambe e possibilmente alla testa – spiega Dario Canossi –. Vogliamo, attraverso l’uso del dialetto, percorrere un viaggio nella nostra storia e nelle nostre origini, al di là di ogni battaglia politica, utilizzando la lingua che ci è stata insegnata dai nostri genitori. Partiamo dalla tradizione dialettale, per attraversare le sonorità punk-rock britanniche dei Clash fino ad arrivare alla musica folk dei pub irlandesi».
I successivi concerti saranno così suddivisi:
– Venerdì 10 giugno alle 21: Le Trobairitz d’oc & Claudio Carboni;
– Venerdì 17 giugno alle 21: Saba;
– Venerdì 24 giugno alle 21: Fabrizio Poggi & Chicken Mambo;
– Venerdì 1 luglio alle 21: Aca Seca Trio.
La manifestazione si svolgerà regolarmente anche in caso di pioggia, ed è patrocinata dal Comune di Verona, dalla Provincia di Verona, dalla Regione Veneto, dal Conservatorio Statale di Musica Luca Marenzio di Brescia e dal Conservatorio di Musica F. A. Bonporti di Trento. L’ingresso per gli adulti è di 10 euro e per gli studenti è di 5 euro.

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