UNICREDIT: Al via a Verona la prima tappa dell’Export Business School 2011
di adminSi tratta di un percorso formativo che UniCredit ha organizzato per 60 piccole e medie aziende di Verona e Vicenza, in partnership con il MIP – Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Verona e lo studio legale associato NCTM di Verona e Milano con focus sull’internazionalizzazione d’impresa.
Lo scopo è quello di offrire agli imprenditori strumenti e metodologie per percorrere le strade dell’export in modo efficace e competitivo.
L’Export Business School si inquadra in un più ampio progetto di Educazione Bancaria e Finanziaria denominato In-formati, che la Banca propone sul territorio a diverse tipologie di partecipanti (imprese, famiglie, giovani, no profit company).
L’iniziativa viene inaugurata oggi pomeriggio, nella Sala Convegni di UniCredit in via Garibaldi, 2 con la tavola rotonda “Nord Est: imprese senza confini. L’export motore di nuova crescita”.
Aprirà i lavori Claudio Aldo Rigo, Responsabile di Territorio Nord Est di UniCredit. Seguiranno gli interventi di Giuliano Noci, ordinario di Marketing e prorettore per il Polo Territoriale Cinese del Politecnico di Milano, e di Daniele Marini dell’Università di Padova, Direttore Scientifico Fondazione Nord Est.
Noci e Marini approfondiranno poi il tema nel corso della tavola rotonda alla quale parteciperanno Romano Artoni, Direttore Network Famiglie e Pmi Triveneto Occidentale di UniCredit; Alessandro Bianchi, Presidente della Camera di Commercio di Verona; Sandro Boscaini, Presidente Masi Agricola e Presidente del Consiglio di Territorio Veneto Ovest di UniCredit; Bettina Campedelli, prorettore vicario dell’Università di Verona; Marino Inio, Responsabile Cross Border Business Management Italy di UniCredit; Sandro Veronesi, Presidente Calzedonia e Vice Presidente per l’internazionalizzazione Confindustria Verona.
«La difesa e lo sviluppo delle quote di export delle nostre imprese è il principale fattore per il rilancio e per la crescita economica dell’Italia e del Nordest, in un contesto competitivo molto più ampio e sfidante che in passato. Per questo motivo è oggi più che mai necessario guardare a nuovi mercati internazionali, anche lontani ma con alte potenzialità – spiega Claudio Aldo Rigo, Responsabile di Territorio Nord Est di UniCredit-. Le aziende dei nostri territori hanno la forza che deriva loro dalla storica intraprendenza dei loro imprenditori e dalle posizioni conquistate in questi anni su molti importanti mercati, ma la complessità dell’attuale scenario ed il dover andare in mercati nuovi e più difficili richiede più che in passato uno sforzo comune a livello di sistema territoriale, nonché alleanze e reti mirate di imprese per accrescere la competitività internazionale anche delle aziende piccole e medie. In questo quadro UniCredit – continua Claudio Aldo Rigo – mette in campo la doppia caratteristica di essere Banca territoriale vicina alle aziende locali e dotata di una sua forte rete internazionale, con Banche in 22 Paesi in Centro Est Europa, con Filiali e strutture di supporto anche in Cina ed in Brasile. Siamo consapevoli che il momento richiede azioni che vadano anche oltre il modo classico di fare banca coordinate con gli altri attori territoriali al fine di fare sistema. La stessa iniziativa Export Business School è un esempio, e non l’unico, in questa direzione».
«La progettazione dell’intervento è stata seguita con intensità, obiettivi comuni e spirito collaborativo dalle Direzioni che fanno dell’internazionalizzazione da un lato e dell’attenzione ai Territori dall’altro la loro vocazione – afferma Franco Bellini, della Formazione permanente di UniCredit-. Il percorso didattico risponde alle linee guida e all’approccio metodologico del gruppo UniCredit, con una stretta correlazione tra approfondimenti tematici e operatività. Lo sviluppo dei moduli prevede infatti che l’imprenditore abbia la possibilità di fare un percorso che lo guida attraverso i temi della strategia per l’internazionalizzazione e le logiche aggregative tra imprese per il superamento del vincolo dimensionale, fino alla strutturazione della propria idea imprenditoriale in un vero e proprio piano operativo, un business plan per l’internazionalizzazione o una road map per raggiungere un obiettivo – continua -. In parallelo, alcuni focus di approfondimento su temi specifici (contrattualistica, fiscalità logistica estera, gestione rischi) consentono il consolidamento delle competenze delle figure di sintesi nelle realtà imprenditoriali, siano esse l’export manager piuttosto che il responsabile commerciale o l’imprenditore stesso. La positiva collaborazione tra tutti gli attori, la Banca, le associazioni di categoria, le Università e le imprese che hanno contribuito alla fattibilità e all’adattamento rispetto alle necessità territoriali, ci ha inoltre permesso di sperimentare direttamente il significato del termine “fare sistema”».
Export Business School si sviluppa in sette appuntamenti dal 4 aprile all’11 maggio tra Verona e Vicenza.
Questi i temi trattati:
Cenni di strategia per i mercati internazionali (docenti: professor Andrea Beretta Zanoni dell’Università di Verona e Andrea Rovatti di UniCredit) ;
Il networking e le reti di impresa: come tutelare le strategie (docenti: Monica Gheser, di UniCredit, Giuseppe Cattaneo di UniCredit, Giovanni Meruzzi dell’Università di Verona, Andrea. Brasili di UniCredit, Pierluigi Magnante di Confindustria Verona);
La contrattualistica e la fiscalità internazionale (docenti: Tommaso Dalla Massara Università di Verona, Piermauro Carabellese, Federico Trutalli e Barbara Aloisi di studio associato NCTM);
La logistica estera (docente Paola Signori Università di Verona);
I rischi nel processo di internazionalizzazione (docenti Annarosa Maruca, Attila Tarocchi, Mario Sabato e Alberto Gajardoni di UniCredit);
Gli attori e la normativa nel commercio estero (docenti Annorosa Maruca, Attila Tarocchi e Alberto Gajardoni di UniCredit);
I mezzi di pagamento (docente Annarosa Maruca di UniCredit).
E’ inoltre in programma una giornata di consulenza (docenti professor Giuliano Noci e Marco Giorgino di Mip – Politecnico di Milano) che ha l’obiettivo di facilitare gli imprenditori a concretizzare le loro idee di business in ambito internazionale. Ognuno di loro avrà la possibilità di trovare supporto nella definizione di un piano di sviluppo. Infine verrà offerto un vero e proprio supporto consulenziale per massimizzare l’efficacia dell’azione imprenditoriale attraverso la stesura di piani operativi personalizzati elaborati da Mip- Politecnico di Milano ((docenti professor Giuliano Noci e Marco Giorgino di Mip – Politecnico di Milano).
«Export Business School è una iniziativa di qualificazione formativa di valore non solo per le tematiche trattate, che costituiscono un bagaglio conoscitivo irrinunciabile per affrontare la competizione internazionale, ma anche per il target cui è rivolta: le aziende di media e piccola dimensione di Verona e Vicenza, che, oggi più che mai, percepiscono la necessità di arricchire la vivacità imprenditoriale che da sempre le contraddistingue con una cultura manageriale consona alle sfide che l’accesso a nuovi mercati impone – sottolinea Bettina Campedelli, Prorettore Vicario Università di Verona -. Export Business School è anche un segnale importante di collaborazione tra istituzioni: un Gruppo Bancario di rilevanza internazionale e due Università, le quali interpretano la propria fondamentale missione di servizio al territorio congiuntamente alla formazione dei giovani e allo sviluppo della ricerca scientifica. Una collaborazione che rende disponibile alle imprese quella sinergia di competenze metodologiche e di strumenti operativi sulla quale, concretamente, si costruisce lo sviluppo economico di un territorio».
«La recente crisi economica che ha investito il mondo occidentale pone le imprese venete di fronte alla necessità di rivedere strategie di business e di marketing in una prospettiva di “internazionalizzazione sostenibile” – dichiara Giuliano Noci, Ordinario di Marketing e Prorettore per il Polo Territoriale Cinese del Politecnico di Milano-. Diventa indispensabile, in particolare, assumere un posizionamento orientato a qualità e innovazione nonché rivedere il portafoglio mercati nella direzione di una sempre maggiore attenzione verso i mercati extra UE. Si tratta di una sfida alla portata delle imprese venete, che hanno dimostrato una formidabile capacità reattiva, ma che richiede di sviluppare competenze manageriali sempre più sofisticate e di acquisire una scala diversa da quella attuale. In tutto questo, il sistema bancario può e deve giocare un ruolo importante di abilitatore di questo processo di cambiamento».
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